Calciomercato, resta a disposizione una squadra di svincolati

Le trattative per la Serie A si sono concluse, ma resta ai club la possibilità di inserire in rosa chi è libero da contratto. I nomi interessanti e suggestivi non mancano di certo...

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Il calciomercato della Serie A si è concluso, ma non è detto che i volti dei calciatori attualmente in rosa nelle squadre del nostro massimo campionato resteranno gli stessi fino alla prossima riapertura delle trattative prevista per il 3 gennaio 2019. 

Detto che è sempre possibile cedere i calciatori in esubero in quei campionati in cui il calciomercato è ancora aperto, ai presidenti dei club di A resta sempre l'opzione di ricorrere al mercato dei parametri zero, che essendo liberi da vincoli possono ancora essere inseriti in rosa.

E forse mai come quest'anno è possibile trovare tra gli svincolati giocatori di un certo spessore e fascino, anche se ovviamente non mancano incognite legate principalmente all'età e alla forma fisica. Sarebbe addirittura possibile costruire un'intera "squadra a costo zero" che potrebbe ben comportarsi nel nostro massimo campionato. Ecco un'intera rosa di 22 giocatori a disposizione, gratuitamente, sul calciomercato.

Antonio CassanoGetty Images
Nella lista non è stato inserito, ma Antonio Cassano è ancora disponibile dopo aver annunciato di non considerarsi un ex-calciatore.

Calciomercato, resta a disposizione una squadra di svincolati

PORTIERI

DIFENSORI

CENTROCAMPISTI

ATTACCANTI

Samir NasriGetty Images
Il francese Samir Nasri avrebbe tutte le qualità per entrare in questa lista, ma purtroppo è stato squalificato per doping fino a giugno 2019.

Zelijko Brkic

Considerato in gioventù un vero e proprio talento, tanto da collezionare dal 2010 al 2015 ben 11 presenze con la maglia della Serbia, il fresco 32enne Brkic è reduce da una stagione e mezza assolutamente negativa in Grecia, dove fino allo scorso febbraio non è riuscito a imporsi nel PAOK. Negli anni precedenti ha collezionato una lunga esperienza in Italia con le maglie di Siena, Udinese, Cagliari e Carpi: anno dopo anno la sua stella si è offuscata a causa di numerose incertezze che nell'ultima esperienza lo hanno relegato in panchina in favore di Belec.

Zelijko Brkic al CarpiGetty Images

Oscar Ustari

Coetaneo di Brkic - è più vecchio del serbo di appena 6 giorni - da giovane Ustari veniva indicato come uno dei migliori prospetti argentini per il ruolo di portiere: esploso nell'Independiente, arriva in Europa nel Getafe e inizialmente fatica a imporsi. Quando infine ci riesce viene bloccato da un terribile infortunio, torna in Argentina al Boca Juniors ma non sembra più lui, tanto che nei club in cui tenta di rilanciarsi successivamente - Almeria e Sunderland - non vede mai il campo.

Una successiva rinascita nel Newell's Old Boys e nell'Atlas, in Messico, viene stroncata da un nuovo, gravissimo, infortunio: dopo una splendida parata in due tempi rinvia il pallone, gesto in cui si frattura il tendine rotuleo. La sua carriera potrebbe anche essere finita in quel momento.

Oscar UstariGetty Images

Patrice Evra

Monumento del calcio francese - ha collezionato 81 presenze con la Nazionale e conquistato 5 volte la Premier League e una Champions con il Manchester United, di cui è stato per oltre 8 stagioni un punto fermo - Evra negli ultimi anni ha avuto un brusco calo di rendimento che prima lo hanno portato a un'anonima esperienza alla Juventus, con cui ha comunque vinto 2 Scudetti e altrettante Coppe Italia, e a un grigio tramonto all'Olympique Marsiglia.

Qui si è reso protagonista di un aggressione ai danni di un tifoso con cui aveva avuto un diverbio durante un allenamento, gesto che gli è costato la rescissione del contratto nel novembre del 2017. Personaggio amatissimo sui social, a 37 anni rimane da verificare la sua voglia di rimettersi in gioco.

Jesus Gamez

33 anni, per tutta la carriera bandiera del Malaga, squadra della città in cui è nato e cresciuto e di cui ha vestito la maglia dal 2000 al 2014, Gamez si è imposto all'attenzione generale come terzino destro più che affidabile guadagnandosi così la chiamata, prossimo ai trent'anni, dell'Atletico Madrid di Simeone. Qui ha però faticato a trovare spazio ed è finito al Newcastle, dove incredibilmente ha visto il campo soltanto 10 volte in due anni, 3 nell'ultima stagione. Da rilanciare.

Jesus GamezGetty Images

Diego Polenta

Possente difensore uruguaiano accostato da giovanissimo nientemeno che all'iconico Paolo Montero, Diego Polenta è arrivato in Italia appena 16enne per vestire la maglia del Genoa, dove però a discapito delle grandi promesse ha collezionato appena una presenza in Serie A. È andata meglio nei tre anni successivi, trascorsi in prestito al Bari, ma nonostante questo nel 2014, ad appena 22 anni, Polenta ha lasciato l'Italia tornando mestamente in patria per vestire la maglia del glorioso Nacional di Montevideo. Adesso, a 26 anni, ha deciso di tentare una nuova avventura oltre confine: resta da vedere dove.

Diego PolentaGetty Images

Diego Reyes

Longilineo difensore messicano, abile nel gioco aereo e con due piedi educati che gli permettono di distinguersi anche come mediano davanti alla difesa, Diego Reyes, 26 anni, è arrivato giovanissimo in Europa per giocare nel Porto, club in cui comunque non è mai riuscito a imporsi. Sono andate meglio le esperienze in prestito a Real Sociedad e Espanyol, mentre in patria non ha mai perso appeal, risultando sempre un punto fermo del Messico, con cui vanta 48 presenze e un Mondiale, l'ultimo, perso solo per un banale infortunio rimediato in allenamento a pochi giorni dal calcio d'inizio del torneo.

Diego ReyesGetty Images

Micah Richards

Difensore capace di giocare sia a destra che nel ruolo di centrale, dotato di mezzi fisici straordinari, Richards è cresciuto nel Manchester City, club in cui è rimasto per oltre un decennio collezionando quasi 250 presenze. La svolta ambiziosa intrapresa dai Citizens lo ha prima messo in disparte e poi costretto a partire, ma gli evidenti limiti di concentrazione non gli hanno permesso di imporsi né alla Fiorentina né all'Aston Villa, club dal quale si è da poco svincolato dopo una stagione passata a tentare inutilmente di recuperare da un brutto infortunio. Ha indossato per 13 volte la maglia dell'Inghilterra, l'ultima volta però nel lontano 2012.

Micah RichardsGetty Images

Benoit Tremoulinas

Esploso nel Bordeaux, Tremoulinas è stato a lungo considerato uno dei migliori terzini di Francia, raggiungendo anche la Nazionale e lasciando in tutti gli addetti ai lavori la sensazione che la svolta, per questo mancino dotato di velocità e abile nel dribbling, fosse dietro l'angolo. Purtroppo per lui non è andata così: Benoit ha deluso nella Dinamo Kiev, che su di lui aveva investito una cifra considerevole, e non si è più ripreso neanche nelle successive esperienze al Saint-Etienne e al Siviglia, ultimo club di cui ha vestito la maglia. Svincolato da un anno e reduce da un grave infortunio, nonostante abbia appena 32 anni la sensazione è che si parli ormai di un ex-calciatore.

Benoit TremoulinasGetty Images

Anthony Vanden Borre

Se su Tremoulinas le incognite riguardano la forma fisica, parlando del belga Vanden Borre bisogna prima di tutto capire se, appena trentenne, l'ex-talento che faceva stropicciare gli occhi degli osservatori che lo vedevano emergere nell'Anderlecht si sente ancora un calciatore. Una risposta lui stesso sembrava averla suggerita nel gennaio 2017, quando aveva annunciato il ritiro per mancanza di stimoli dopo una serie di esperienze negative tra cui Genoa e Fiorentina.

Ma il successivo ripensamento, seguito da un clamoroso ritorno nella patria dei genitori, il Congo, per vestire la maglia del Mazembe aveva fatto pensare a una specie di rinascita. Non è andata così, e da un anno Vanden Borre - 29 presenze in Nazionale - è ormai un ex-calciatore: un vero peccato, considerando gli enormi mezzi fisici e tecnici di cui ha sempre disposto.

Anthony Vanden Borre supera KaramohGetty Images

Philipp Wollscheid

Possente difensore centrale di appena 29 anni, Philipp Wollscheid è emerso nel Norimberga e quindi nel Bayer Leverkusen distinguendosi come marcatore efficace abile anche, nonostante la stazza, a giocare il pallone. Qualità che gli hanno permesso persino di vestire la maglia della Germania in 2 occasioni e che convinsero l'allora tecnico dello Stoke Mark Hughes a puntare su di lui.

Peccato che un generale calo di rendimento, per molti dovuto a un mix di scarsa motivazione e mancanza di concentrazione nei 90 minuti, abbia poi portato Wollscheid a perdere un treno dietro l'altro: nell'ultima stagione al Metz, in Francia, non è mai sceso in campo. Può ancora dare molto - e coronare il sogno di chiudere nel Kaiserslautern, il club del cuore - ma prima è necessario scoprire i motivi di un calo tanto evidente e, soprattutto, capire se esiste rimedio.

Philipp WollscheidGetty Images

Hatem Ben Arfa

31 anni compiuti lo scorso marzo, Hatem Ben Arfa è in possesso di tutte le qualità richieste a un trequartista: tecnicamente eccezionale, capace di svariare su tutto il fronte d'attacco, dotato negli assist e con una buona confidenza con la porta, il fantasista francese di origini tunisine è il classico giocatore capace, nelle giornate di graza, di spaccare una partita e risultare determinante contro qualsiasi avversario.

Peccato che al talento smisurato Ben Arfa abbia sempre accompagnato una certa anarchia tattica e un carattere che lo ha puntualmente frenato nel momento in cui il salto di qualità sembrava dietro l'angolo: l'ultimo club in cui questo si è verificato, in una carriera che lo ha visto indossare le maglie di Olympique Marsiglia, Newcastle e Nizza, è il PSG. Il rapporto mai decollato con Emery lo ha relegato a una stagione senza neanche una presenza. La classe c'è, bisogna vedere se ci sarà, finalmente, anche il resto.

Hatem Ben ArfaGetty Images

Dario Conca

C'è stato un momento in cui Dario Conca, classico trequartista sudamericano dai grandi fondamentali tecnici e splendido uomo-assist, è stato uno dei calciatori più pagati al mondo. Accadeva nel 2011 in un campionato cinese che ancora doveva diventare uno dei più pagati al mondo e che non poteva sperare di attrarre i campioni che attrae oggi.

Conca è stato forse la prima stella del calcio cinese, una scelta che lo ha reso ricco ma che forse gli ha precluso quella carriera ad alto livello che i mezzi tecnici di cui è in possesso gli avrebbero permesso di vivere. Dopo una stagione così così in Brasile al Flamengo l'argentino è di nuovo sul mercato, anche se resta da stabilire che ingaggio possa chiedere dopo i dorati anni cinesi che forse gli hanno fatto perdere contatto con il calcio di alto livello.

Dario ConcaGetty Images

Isaac Cuenca

Esterno destro d'attacco dotato di qualità tecniche fuori dal comune - frutto del suo passato da freestyler - Cuenca è un prodotto della cantera del Barcellona che non ha raggiunto i traguardi che tanti avevano previsto scontati per uno come lui, inserito a suo tempo da Don Balòn nella lista dei migliori giovani della sua generazione. Lasciato il Barca il suo è stato un girovagare senza costrutto, ultima tappa addirittura - a 26 anni - in Israele all'Hapoel Beer Sheva cn cui ha recentemente rescisso il legame dopo una sola stagione.

Balasz Dsudzsak

Successivamente alla "Squadra d'Oro" passata alla storia e comprendente Puskas e Hidegkuti, è difficile ricordare un talento ungherese del livello di Balasz Dsudzsak, esterno mancino rapido, abile nel dribbling e devastante in quelle giornate di grazia che ai tempi della militanza nel PSV erano tanto frequenti da far segnare il suo nome sui taccuini di moltissimi addetti ai lavori.

Il successivo passaggio all'Anzhi ha segnato invece l'inizio di un precoce declino testimoniato dall'ultimo bienno, trascorso nel dorato e dimenticato paradiso calcistico degli Emirati Arabi. 32 anni il prossimo 23 dicembre, Dsudzsak è un talento che può fare ancora molto comodo a livelli medio-alti, ma chi lo acquista deve valutare un investimento importante in termini d'ingaggio e quanto possa essere motivato dopo anni di semi-riposo.

Balasz DsudzsakGetty Images

Adam Maher

Bad boy del calcio olandese, Adam Maher si è fatto notare giovanissimo per qualità tecniche e tattiche importanti. Talmente completo da poter giocare come mediano, interno e trequartista, a 17 anni è già titolare nell'AZ e a 20 passa al PSV e conquista la Nazionale. A Eindhoven già pregustano una plusvalenza importante, ma gli 8 milioni che  costato andranno invece sprecati.

Maher infatti, dopo due stagioni di buonissimo livello, si perde completamente sia in campo che fuori, facendo emergere un carattere ribelle e forse persino montato. Adesso, a 25 anni e dopo essere stato obbiettivo di gran parte dei top club europei, deve capire cosa vuole fare da grande. E deve capirlo anche chi, eventualmente, gli proporrà un nuovo contratto.

Adam MaherGetty Images

Claudio Marchisio

Qualunque appassionato conosce la storia di Claudio Marchisio, il ragazzo cresciuto nella Juventus e esploso  in bianconero negli anni bui post-Calciopoli fino a diventare un punto fermo della squadra e dell'Italia. Centrocampista completissimo, capace di fare tutto e con grande esperienza, nelle ultime stagioni con Allegri è finito sempre più ai margini di una rosa che ha alzato ogni anno il livello medio dei suoi componenti.

Così, pochi giorni fa, la decisione di rescindere, il desiderio di chiudere altrove ma da protagonista. A 32 anni non è chiaro se Marchisio sia ormai avviato sul viale del tramonto - complici i numerosi infortuni patiti in carriera - o se possa ancora essere utile ad alto livello, e le numerose panchine alla Juventus negli ultimi anni non aiutano a capire. Certo è che, in buone condizioni fisiche, si parla ancora di uno dei migliori in Italia nel suo ruolo.

Claudio MarchisioGetty Images

Miguel Veloso

Da giovane talento assoluto nello Sporting Lisbona, tanto da solleticare la fantasia degli scout del videogioco Football Manager e quindi di conquistarsi la stima di migliaia di manager virtuali, la carriera di Miguel Veloso è stata più che buona, pur non raggiungendo le vette che tanti immaginavano avrebbe raggiunto. In Italia con il Genoa ha forse perso il treno giusto, trovando però in compenso l'amore nella figlia del presidente del Grifone Preziosi.

Dopo due anni alla Dinamo Kiev è tornato in Liguria, esprimendosi sempre su buoni livelli: mediano dotato di visione di gioco, tecnica e anche una certa combattività, Veloso non è mai stato un fulmine di guerra e negli ultimi anni sembra pure aver perso qualcosa a livello fisico ma può ancora essere un buon rinforzo per una squadra di medio livello, portando grinta ed esperienza.

Miguel VelosoGetty Images

Jack Rodwell

Nel 2012 Jack Rodwell ha poco più di vent'anni, un posto da titolare nell'Everton ed ha appena conquistato la maglia dell'Inghilterra, di cui secondo le previsioni degli esperti sarà uno dei punti fermi del futuro. Scontato pensarlo osservando un ragazzo che gioca come un veterano, mediano potente e elegante che un attimo prima può risolvere un'ingarbugliata situazione difensiva e quello dopo colpire con un letale inserimento offensivo.

Sei anni dopo Rodwell è un disoccupato, reduce da quattro stagioni al Sunderland che hanno visto i Black Cats scivolare dalla Premier League all'inferno della League One con una doppia retrocessione consecutiva. Prima ancora, due stagioni al Manchester City dove il suo talento è letteralmente evaporato, trasformando un domani luminoso in un presente grigio. Difficile ipotizzare una rinascita, anche se a 27 anni e nel giusto ambiente niente è impossibile.

Jack RodwellGetty Images

Bakary Sako

30 anni, esterno d'attacco mancino veloce, imprevedibile, abile nel dribbling e anche discretamente continuo sotto porta - ha segnato 68 gol in carriera, esaltandosi nel trienno al Wolverhampton - Bakary Sako è forse uno dei calciatori più sottovalutati in circolazione, avendo giocato a buoni livelli anche nell'ultima stagione al Crystal Palace. Non si parla di un fenomeno assoluto, ma di un valido innesto per molti club di media classifica.

Bakary SakoGetty Images

Yaya Touré

Mediano a tutto campo, uno dei migliori nel ruolo per anni, Yaya Touré è senza alcun dubbio un calciatore che ha scritto la storia, a lungo stella del Manchester City dopo essersi distinto nel Barcellona. Abile tecnicamente, potente fisicamente, carismatico, il colosso ivoriano (102 presenze con la propria Nazionale) ha vinto tutto quello che c'era da vincere ed è sempre stato amatissimo dai tifosi dei club in cui ha giocato.

Il rapporto con il Manchester City è terminato in modo burrascoso dopo una serie di scontri con Guardiola, che Touré ha accusato di razzismo e di pregiudizi legati a un logorio fisico dovuto all'età che il giocatore ha invece smentito categoricamente. Il club che dovesse ingaggiarlo potrebbe scoprire chi aveva ragione, ma certo è che non si tratterà di una scommessa a buon mercato, dato che Yaya Touré è sempre costato molto a livello d'ingaggio e non sembra intenzionato a svalutarsi nonostante i 35 anni compiuti a maggio.

Yaya TouréGetty Images

Paulinho Betanin

Attaccante versatile e dotato di buon fiuto del gol e di una certa presenza in area nonostante la stazza ridotta, Paulinho ha sicuramente grande esperienza nel calcio italiano, avendo giocato da noi 11 dei suoi 15 anni di carriera. Esploso a livello realizzativo nel Sorrento in Lega Pro alla bella età di 25 anni, nelle successive tre stagioni al Livorno in A ha trovato la via del gol con sempre maggior continuità, trovando a 28 anni l'ingaggio della vita nel ricco campionato qatariota. L'anno scorso il ritorno in Italia, alla Cremonese, frenato sul più bello da un brutto infortunio.

Paulinho BetaninGetty Images

Giuseppe Rossi

Vero è che con i se e con i ma non si fa la storia, ma qualunque appassionato di calcio si sarà trovato a pensare almeno una volta come sarebbe stata la carriera di Giuseppe Rossi se la sfortuna non si fosse accanita in modo incredibile con lui, riprendendosi con gli interessi quanto donato in termini di talento puro da madre natura. Ogni volta che Rossi è sembrato tornare, ogni volta che i gol arrivavano uno dietro l'altro e con loro fiducia e sorrisi, ecco un terribile infortunio, poi un altro, poi un altro ancora.

Tantissime volte Pepito è cascato, moltissime si è rialzato, convincendosi di essersi messo tutto alle spalle, ma non è stato mai così. Un vero peccato, considerato che quando stava bene Rossi era considerato a ragione uno dei migliori attaccanti d'Europa: peccato che quei momenti siano stati tanto rari. L'ultimo ritorno, al Genoa, sembra aver testimoniato la fine di ogni speranza. Eppure Rossi ci crede ancora, e sarebbe bello che non fosse lasciato solo.

Giuseppe RossiGetty Images

Lacina Traoré

Gigante ivoriano alto ben 203 centimetri eppure dotato di grande tecnica individuale, Lacina Traoré è esploso nel 2014, quando è stato acquistato dal Monaco dopo aver passato diverse stagioni a gonfiare la rete in patria, in Romania e Russia. L'arrivo nel Principato, in un club così bravo a lanciare i giovani, sembrava la definitiva consacrazione di un centravanti unico e atipico.

E invece il gigante ha scoperto di avere piedi d'argilla, protagonista di una girandola di prestiti in cui non ha saputo più mettere in mostra le doti che fino a quel momento gli avevano permesso di distinguersi. Negli ultimi 4 anni Traoré ha perso ogni appeal e ha segnato la miseria di 7 gol, zero nell'ultimo campionato giocato nell'Amiens. A 28 anni può però valere ancora la pena scommettere su di lui: nel giusto contesto il buon Lacina può ancora rinascere.

Lacina TraoréGetty Images

Sercan Yildirim

Esploso nel Bursaspor, Sercan Yildirim veniva considerato nel 2010 uno dei migliori giovani talenti al mondo, e il trasferimento al Galatasaray sembrava soltanto una tappa verso campionati ben più competitivi della Super Lig turca. Invece, inaspettatamente, tutto è finito proprio con il passaggio ai giallo-rossi di Istanbul: Sercan ha perso la Nazionale, che aveva trovato giovanissimo, e ha deluso in ogni singola partita giocata con il nuovo club.

È iniziata allora una girandola di prestiti in provincia, con il Galatasaray che inizialmente sembrava convinto che il ragazzo fosse semplicemente troppo acerbo per i grandi palcoscenici: una convinzione scemata poi con le esperienze di Sercan al Sivasspor, al Sanliufarspor, un ritorno al Bursaspor e l'ultimo anno al Balikesirspor. Pochissimi gol, mai uno squillo, un nuovo infruttuoso tentativo di ripartire nel club dove tutto era cominciato frustrato da un brutto infortunio che lo ha fermato un anno. A soli 28 anni, purtroppo, quello che doveva essere il futuro del calcio turco sembra già essere passato.

Sercan YildirimGetty Images

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