La verità di Mourinho: "Mai stato così felice di Pogba come adesso"

Il tecnico del Manchester United nega le voci che lo vogliono ai ferri corti con il centrocampista francese, confermato capitano. Alle sue spalle intanto appare l'ombra di Zidane.

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In quella che dovrà necessariamente essere la stagione della verità sia per José Mourinho che per il Manchester United, dopo un'annata vissuta senza trofei conquistati - fatto inusuale e poco apprezzato tanto dal tecnico quanto dal club - ecco che anche il vittorioso esordio in Premier League, che ha visto i Red Devils superare di misura il Leicester City, rischia di trasformarsi in un'occasione per fare polemica.

Nessuna invenzione da parte della stampa, nessuna insinuazione, bensì l'interpretazione piuttosto scontata delle parole dette da Paul Pogba al termine della sfida contro le Foxes, con il francese che ai cronisti presenti aveva detto che "alcune cose non posso dirle, altrimenti verrei multato" mostrandosi molto meno felice di quanto la situazione richiedeva.

A tutti era sembrato naturale interpretare questa frase come il segnale di nuovi contrasti tra il centrocampista francese e Mourinho, il ripetersi di situazioni già vissute nel corso delle ultime due stagioni all'Old Trafford e che avevano portato Pogba a sembrare sul punto di lasciare il club quest'estate, richiesto dal club che lo aveva reso grande, la Juventus, e dal Barcellona. A sentire lo "Special One", però, non esiste alcun problema tra lui e quello che anche domenica contro il Brighton sarà il capitano dei Red Devils.

Mourinho e PogbaGetty Images

La verità di Mourinho: "Mai stato così felice di Pogba come adesso"

La verità è che lavoriamo insieme da due anni e qualche settimana e non sono mai stato felice di lui come adesso. Questa è la verità, non potrei chiedergli di più. Non mi importa di quello che ha detto dopo il Leicester.

Le voci di un rapporto mai decollato tra Mourinho e Pogba si rincorrono da almeno un anno: era stato proprio il tecnico portoghese a volere il centrocampista allo United, pagandolo oltre 100 milioni di euro e affidandogli il ruolo di protagonista in una rinascita del club che nei fatti non si è mai compiuta anche per il rendimento tutt'altro che esaltante del francese, mai apparso a proprio agio con le rigide istruzioni tattiche dello Special One.

L'apice era stato raggiunto lo scorso febbraio, quando in occasione della delicatissima sfida di andata degli ottavi di Champions League in casa del Siviglia Mourinho aveva tenuto in panchina Pogba inserendo al suo posto il giovane primavera McTominay. I Red Devils erano usciti dalla competizione ed era scoppiato un vero e proprio caso, con una partenza del francese che sembrava ormai certa in estate.

Non è andata così: dopo aver centrato da protagonista - con tanto di gol in finale - la vittoria ai Mondiali con la Francia, nonostante le voci che si sono rincorse fino all'ultimo Pogba non ha lasciato lo United, che ha ritenuto di non volersi disfare di un calciatore così giovane e talentuoso e forse non ha neanche ricevuto la giusta offerta. L'esordio con il Leicester, vincente anche grazie a un rigore realizzato dal francese, nell'occasione persino capitano vista l'assenza di Valencia, sembrava l'inizio di un nuovo capitolo.

E invece ecco le parole alla stampa, soprattutto quelle non dette "perché altrimenti verrei multato". Ed ecco, meno di un'ora dopo il fischio finale, un enigmatico post su Instagram dove Pogba sostiene di dare sempre il massimo "per i compagni e per i tifosi, non importa il resto", difficile da non interpretare come un messaggio polemico nei confronti di un allenatore che oggi nega siano mai esistiti problemi di sorta.

Ripeto, voglio che giochi bene. Che giochi per la squadra, per i tifosi, ed è quello che succede. Quando dice che lo fa per i tifosi e per la squadra fa esattamente quello che voglio, quello che chiedo ai miei giocatori. Sta lavorando bene, giocando bene, lo fa per la squadra, per il pubblico, e questo è quello che voglio, che giochi per la squadra. Non potrei essere più felice di così.

Non finisce qui. Dopo aver specificato che non è sua abitudine infliggere multe al gruppo di lavoro - ricordando come in due anni il solo calciatore punito in questo senso sia stato Martial, che ha saltato 8 giorni di allenamento per assistere alla nascita del figlio - Mourinho ha ribadito come il suo rapporto con Pogba sia sempre stato più che buono e come non siano mai esistiti contrasti degni di nota.

Scrivete quello che volete su di lui, scrivete quello che volete su di me, ma per favore non scrivete bugie. Non mettetelo in una situazione in cui la gente possa pensare che non sia il ragazzo gentile ed educato che è. Non abbiamo mai discusso, non abbiamo mai avuto contrasti, tutto è sempre stato estremamente professionale. 

Paul PogbaGetty Images

Caso chiuso, dunque. Anche contro il Brighton Pogba, vista l'assenza di Valencia, sarà confermato come capitano. Contro il Leicester il francese è stato eletto migliore in campo e i Red Devils hanno conquistato i tre punti, la speranza dei tifosi dello United è che la storia si ripeta e che sia vero quanto detto da Mourinho, che chiude così.

Paul è giovane ma ha grande personalità, è cresciuto nel club, è un punto fermo della formazione, ha tutto per essere il capitano del futuro. Per questo ha indossato la fascia e la indosserà ancora, ma quando Valenica tornerà toccherà a lui. Io voglio solo che Pogba lavori come sta facendo e che giochi come sta facendo, questa è la sola cosa che conta.

José Mourinho lotterà in questa stagione per alzare un trofeo e tenersi stretta la panchina per cui era stato indicato nientemeno che dal grande Alex Ferguson. Il parere dell'iconico manager scozzese ha senza dubbio il suo peso, ma lo Special One è consapevole che le aspettative che lo circondavano due anni fa sono state finora disattese

Non può bastare la vittoria di un'Europa League in due stagioni, non se sei il Manchester United e non se sei José Mourinho. Ecco perché questo sarà l'anno della verità per un rapporto che potrebbe concludersi anche anticipatamente, come rivelato nei giorni scorsi dal Mirror. Il celebre quotidiano ha scritto di come sulla figura dell'attuale tecnico dei Red Devils si sia stagliata l'ombra di Zinedine Zidane.

Dopo aver lasciato il Real Madrid, Zizou era stato da molti indicato come prossimo ct della Francia, ma la vittoria ai Mondiali ha significato la conferma di Deschamps. Ecco allora che l'ex-tecnico dei Blancos potrebbe essere il candidato ideale per la panchina del Manchester United, sostituendo proprio Mourinho. Se queste voci corrispondono a verità lo scopriremo solo con il tempo e, ovviamente, con i risultati, l'unico vero metro di giudizio nel mondo del calcio.

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