MotoGP: Ducati-Jorge Lorenzo, la Honda è una beffa per entrambi

Jorge Lorenzo e Ducati si lasciano a malincuore, Honda si assicura un fuoriclasse e toglie alla concorrenza il suo principale avversario.

Jorge Lorenzo in Ducati Getty Images

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Era l'aprile 2016 quando Ducati annunciò ufficialmente l'ingaggio di Jorge Lorenzo, un affare da oltre 12 milioni di euro a stagione che ha fatto sgranare gli occhi al mondo della MotoGP. Il maiorchino era pronto a lasciare la sua amata Yamaha M1, costruita a sua misura e somiglianza, per tentare la sorte sulla Rossa di Borgo Panigale. Tre podi nella prima stagione non hanno coronato l'atteso sodalizio, nelle prime cinque gare del 2018 non è mai entrato nella top-5, il divorzio da tempo nell'aria è stato subito sancito da dichiarazioni pubbliche a distanza protrattesi fino al Mugello. Davanti al pubblico italiano conquista la sua prima vittoria in sella alla Desmosedici, i vertici di Borgo Panigale cambiano idea e vogliono sedersi al tavolo delle trattative, ma "ormai è troppo tardi".

Fino a Le Mans Jorge Lorenzo era convinto di avere in tasca il contratto con Ducati, ma le dichiarazioni dei giorni seguenti hanno spinto il suo manager Albert Valera a sondare altre strade, una su tutte quella che portava alla Honda. L'affare è sembrato subito possibile ed è stato il pilota in prima persona a contattare Alberto Puig per chiudere la trattativa. Al Mugello si toglie i sassi dalla scarpa: prima la vittoria, poi l'annuncio che nei prossimi giorni annuncerà i nuovi scenari per il futuro. Cosa è cambiato a livello tecnico nel box della Rossa? Un pacchetto di aggiornamenti atteso da tempo ha reso la GP18 più agile da guidare, Jorge può così permettersi una guida più comoda senza affaticare troppo le braccia, merito anche di una modifica ergonomica alla sella.

A distanza di due settimane ripete l'impresa in Catalunya, dopo la pausa estiva riprende la corsa a Marc Marquez con un podio e la terza vittoria in Austria. Lorenzo compie il sorpasso in classifica ad Andrea Dovizioso, in Ducati è tempo di riflessioni e rimorsi. Il team manager Davide Tardozzi ammette in parte l'errore di essersi lasciati sfuggire il cavallo di battaglia e aver fatto un grosso regalo alla Honda. Il dado è tratto, a Danilo Petrucci spetterà il difficile compito di non far rimpiangere il pentairidato. A priori sembra un'impresa impossibile.

Jorge Lorenzo inseguito da Marc MarquezGetty Images

Jorge Lorenzo lascia una moto vincente

L'annuncio del passaggio alla Honda di Jorge Lorenzo ha spiazzato il paddock intero. Sembrava quasi scontato un ritorno in Yamaha con il neonato team SIC Petronas, un dialogo è stato intavolato in occasione del GP di Monaco di Formula 1, ma la fumata bianca non c'è stata. Il 6 giugno arriva l'annuncio della firma con HRC, grazie anche al nulla osta concesso da Marc Marquez in cerca di nuovi stimoli. Nasce il dream team, i tecnici nipponici sono pronti a seguire due linee di sviluppo che avranno come base di partenza un unico motore. Repsol Honda sa di aver sottratto il più grande avversario alla concorrenza e ne esce trionfante da questa trattativa, al di là del risultato finale.

A farne le spese sarà in primo luogo Ducati. Ha pagato lo scotto dell'addio di un big sponsor come TIM che ha dimezzato il budget a disposizione da investire sui contratti. Domenicali & Co. hanno preferito investire su Dovizioso, forte del titolo di vicecampione del mondo, senza riuscire a tenere il passo con un mercato piloti partito subito in quarta. Dal canto suo Jorge Lorenzo non poteva rischiare di restare senza una moto di punta per la prossima stagione e ha colto al volo l'occasione dell'imminente addio di Dani Pedrosa.

La mia priorità era proseguire con Ducati e finire quello che avevo iniziato, ma non è stato possibile. Ho dovuto prendere una decisione. Non si può tornare indietro sulle decisioni prese... E' triste lasciare una squadra, una famiglia in cui sono sempre stato trattato bene e non portare a termine il lavoro, una sfida difficile che sarebbe stato fantastico vincere. Purtroppo la decisione è presa. L’avvenire si annuncia brillante. Avrò a disposizione una moto forte con un team-mate altrettanto valido. 

Non sarà tutto rose e fiori per il pilota maiorchino. Quando finalmente ha trovato un magico feeling con la Desmosedici dovrà scendere da sella e ricominciare da zero con la RC213V. La convivenza con Marquez non si preannuncia semplice, dovrà vivere nel box da ultimo arrivato, servirà tempo per conoscere pregi e difetti della moto. D'altronde il passaggio dalla Yamaha alla Ducati non è stato indolore e per far sbocciare l'amore c'è voluto una stagione e mezza. Cal Crutchlow ha vissuto il medesimo passaggio da Ducati a Honda nel 2015 ed è pronto a scommettere: 

Jorge avrà lo shock più grande della sua vita. Vive nel mondo dei sogni... Ora è alla guida della miglior moto in curva, deve chiedere a Marc o Dani quanto è difficile piegare con la nostra Honda... Se ne accorgerà l’anno venturo. E gliel’ho detto a Brno al parco chiuso.

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