Ligue 1 2018/2019: come giocherà il Paris Saint Germain di Tuchel

Tocca all’ex allenatore del Borussia Dortmund far coesistere Neymar, Cavani e Mbappé. Un compito affascinante ma difficile. Se tutto si equilibra alla perfezione, potremmo vedere una squadra stellare.

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Allenare il Paris Saint Germain nei prossimi anni è una delle cose più semplici e affascinanti, ma allo stesso tempo complesse e rischiose del mondo del calcio. La parte semplice deriva dal fatto che, come i Mondiali hanno dimostrato, le traiettorie tramontanti di Cristiano Ronaldo e Messi (saranno ancora al top, ma non al livello di questi ultimi 10 anni) saranno incrociate da quelle ascendenti di Neymar e Mbappé. Se a questi due si aggiunge che il terzo titolare d'attacco è Cavani, la mostruosa linea d'attacco del PSG fa luccicare gli occhi di tutti gli allenatori.

Allenare i migliori però non è mai così sereno come può sembrare. Basta vedere le difficoltà che ha avuto il Tata Martino qualche anno fa nel Barcellona dei fenomeni. Riuscire ad equilibrare spazi, occasioni e oneri è un compito delicatissimo e già lo scorso anno Emery ha perso le redini dello spogliatoio dopo che Cavani e Neymar hanno litigato per diverse partire su chi doveva tirare i calci di rigore. Sembra una piccola cosa rispetto al dover vincere tutti i trofei a cui si partecipa, ma sono questi dettagli che fanno grandi gli allenatori.

A cercare di creare un equilibrio difficile, in questa stagione è stato chiamato Thomas Tuchel, ex allenatore del Mainz e del Borussia Dortmund. Uno dei motivi per cui il presidente Al-Khelaifi e i suoi collaboratori hanno scelto il tecnico tedesco è il fatto che sia un mago del 4-3-3, basta vedere come giocava il suo Dortmund con Dembele, Pulisic e Aubameyang, riuscendo a tenere in squadra anche Reus, altro giocatore creativo. Partendo da questo principio di base, ecco come potrebbe giocare il Paris Saint Germain nella Ligue 1 2018-2019.

Tutto nelle mani di Tuchel, il Paris Saint Germain nell’anno della svolta per vincere Ligue 1 e Champions League

L'idea ormai abbastanza chiara dei padroni del vapore del Paris Saint Germain di comporre una sorta di all stars porta con sé diverse conseguenze. La prima è la difficoltà di tenere tutti sulla corda, anche chi deve semplicemente sostituire, magari per pochi minuti, il campionissimo. Un esempio è continuare a costruire un ottimo portiere come Areola, anche se quest'anno anno le partite che contano le giocherà Buffon, arrivato a Parigi per vincere Ligue 1 e Champions League.

Seconda conseguenza è distribuire pesi e responsabilità. Chi è il calciatore-immagine della squadra fra Neymar, Cavani e Mbappé? Ai Mondiali l'uruguaiano e il giovane francese sono stati straordinari, il brasiliano è stato criticato ma ha avuto momenti di onnipotenza tecnica in questo momento possibili solo a Messi e Cristiano Ronaldo. Creare l'equilibrio perfetto intorno a questo tridente è l'ago della bilancia della stagione, che può essere devastante, se si pecca ancora di ingenuità contro le corazzate europee, o esaltante, se si arriva fino in fondo.

Ma la squadra francese non è solo un attacco formidabile. Davanti a Buffon ci sono Thiago Silvia e Marquinos, coppia di centrali che se la giocano solo con Godin-Gimenez e Sergio Ramos-Varane, mentre sulle fasce ci sono Dani Alves, se si vuole un laterale che entra nel campo e spinge, Meunier, se invece l'atteggiamento deve essere più difensivo. Con il belga inoltre, Tuchel può scegliere anche di provare il 3-4-3, esagerando ancora di più, magari con un Di Maria mezzala sinistra. A sinistra in difesa dovrebbe giocare titolare Kurzawa.

Pensare ad un centrocampo titolare con tutta l'abbondanza che c'è al Paris Saint Germain è un esercizio di stile. Molto probabile un tourbillon di uomini e posizioni, in cui Verratti e Rabiot penseranno alla regia, mentre Lo Celso e Lassana Diarra ci metteranno corsa e fisico. Gli altri potranno creare e sostenere i magnifici tre. Da tenere in grande considerazione è la stagione di Draxler. L'idea che Tuchel possa utilizzarlo come faceva con Reus nel Borussia Dortmund è molto concreta.

Per avere equilibrio con Draxler mezzala e tre punte, l'unica opportunità è che la squadra giochi in trentacinque metri di campo, assediando gli avversari per 90 minuti. In questo senso le pausa di Verratti e Rabiot devono essere dimenticate, così come anche i tre davanti dovranno pressare forte e non lasciare soli centrocampisti e difensori di fronte alle folate in contrattacco degli avversari. Tuchel deve fare un durissimo lavoro di diffusione di responsabilità difensive e quando vedremo Neymar infastidire la gestione della manovra dei centrali avversari e Draxler combattere come un mediano, solo allora Tuchel potrà pensare in grande.

Resta il fatto che seguire il PSG del futuro prossimo sarà un’avventura esaltante. Se Neymar cresce in personalità e gioca senza decori inutili, Cavani continua così per altri cinque anni, senza infortunarsi, e quello che abbiamo visto di Mbappé ai Mondiali era solo la superficie del capolavoro, allora ci apprestiamo ad ammirare una squadra straordinaria. E se la Ligue 1 è terreno di caccia orami da anni, il vuoto che in Champions League potrebbe lasciare un Real Madrid in minore, potrà essere occupato dal dream team parigino.

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