Liga 2018/19: come giocherà il Barcellona di Ernesto Valverde

Il Barcellona, come il Real Madrid, deve iniziare a pensare ad una nuova fase della sua storia, con l’inserimento di calciatori giovani fra i titolari. Il calcio di Valverde può essere perfetto per la rosa a disposizione.

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Il Barcellona è a un bivio, un momento fondamentale per il suo prossimo futuro. Dei tre pilastri tecnici della squadra di Guardiola è rimasto solo Lionel Messi. Xavi gioca da tre anni in Qatar, mentre Iniesta da quest’anno gioca in Giappone, al Vissel Kobe. Pensare di essere ancora la squadra del 2011 è un approccio sbagliato, che porta a confusione ea sicure delusioni. Valverde ne ha cambiato alcuni aspetti tattici fondamentali e anche da un punto di vista strettamente tecnico, non viene richiesta più quella grazia capace di infiammarsi in un attimo come nel periodo d’oro di Guardiola.

Con l’addio alla maglia blaugrana dei due grandi spagnoli, l’altro schock, a cui l’ambiente però non era pronto, è stato il passaggo di Neymar al Paris Saint Germain. Nelle idee della dirigenza del Barcellona Neymar doveva, secondo delle tempistiche ben precise, sostituire Messi nel cuore del gioco e anche nell’immagine del club. Il Barcellona doveva diventare una squadra di grande estro e ingegno, in cui Neymar, affiancato magari da altri brasiliani da comprare in futuro, avrebbe dettato legge. Con il suo abbandono, tutto questo processo è saltato in aria e anche il futuro è diventato più difficile da affrontare.

Valverde ha un’idea di calcio di grande dinamismo, dove, al di là dei due centrali di difesa e il metodista, gli altri hanno la libertà, legata ad automatismi studiati, di scambiarsi posizioni e leggere la partita per essere maggiormente efficaci. Grazie ad atleti eccezionali nelle loro competenze tecniche, l’allenatore può mettere in pratica fin da subito il suo calcio, anche se è conscio che questa squadra deve essere, mercato dopo mercato, ricostruita attraverso una nuova linfa, con giovani che sappiano essere protagonisti. Questa Liga che sta per iniziare dovrebbe essere la classica stagione di passaggio, verso luoghi in cui nessuno, anche fra i grandi senatori, si potrà sentire più al sicuro.

Valverde deve prendersi il Barcellona per puntare alla vittoria della Liga 2018-2019

Se guardiamo ai quattro acquisti importanti del Barcellona in questo mercato, si nota come un’idea nuova di squadra emerge. Lenglet dal Siviglia è un difensore molto elegante, ancora più bravo di Piqué nell’impostare il gioco dal basso. Avere difensori centrali che entrano nel cuore del gioco è fondamentale, non basta più servire il metodista che poi muove il gioco, i difensori devono prendersi da soli le responsabilità di creare traiettorie di manovra.

Vidal è un acquisto di pura sostituzione. Paulinho è andato e tornato dal Guangzhou Evergrande, forse per essere in perfetta forma durante i Mondiali (cosa abbastanza inutile, se si vede il grande mondiale disputato da un altro “cinese” come Witsel). A surrogarlo in questa stagione un altro centrocampista bravo nelle incusrioni e nel tagliare per linee verticali il campo, come il cileno Vidal, che con gli anni è riuscito anche a gestire meglio la sua foga.

Il terzo acquisto è Arthur, uno dei centrocampisti migliori del campionato brasiliano, prelevato dal Gremio. Il suo potenziale utilizzo al fianco di Coutinho è una delle cose più attese dell’intera Liga. Arthur ha classe e visione, è dinamico e sa anche farsi sentire in copertura. Con il nuovo numero 7 del Barcellona potrebbe portare scompiglio in ogni difesa. Dovevano essere loro due i sostegni tecnici di Neymar, ma ormai la stella brasiliana è andata e bisogna pensare ad altro.

E il Barcellona pensa ad altro, affiancando in attacco al francese Dembele, un altro grande scattista, come Malcolm. In questo senso il Barcellona sembra ricalcare la strategie del Real Madrid, che questa estate ha preso due giovani ali brasiliane, Rodrygo e Vinicius. Per le due grandi di Spagna la squadra perfetta per il futuro vede almeno due grandi creatori di gioco a centrocampo e due ali velocissime, che fanno del dribbling in fascia, più che del fraseggio con punte e mezzali, il loro punto di forza.

Se i nuovi acquisti vanno verso questa nuova dimensione, quelli che restano influenzeranno ancora fortemente il gioco catalano. Busquets continuerà a muovere la manovra a due tocchi e ad abbassarsi fra i centrali, quando i due laterali in fascia, Jordi Alba a sinistra e quest’anno molto più spesso Semedo a destra, rispetto a Sergi Roberto, saliranno per sostenere la manovra.

Rakitic continuerà nel suo gioco di ricamo, mentre Luis Suarez, con due ali e una mezzapunta vera che portano molto di più la palla, sarà più focalizzato sul gioco d’area e non tanto a cercare il fraseggio con i compagni. E infine c’è Messi. Il Mondiale ha confermato una sentenza tattica per quel che lo riguarda. Un Messi che si abbassa tropppo per entrare nel cuore del gioco della squadra è un grosso problema.

Messi deve giocare in posizione centrale, a 30 metri dalla porta avversaria. Come set di movimenti di smarcamento ne ha ormai pochissimi, ma in una squadra che lo sostiene e gli apre spazi, senza far collassare tre uomini su di lui, può ancora essere incredibile. Anche lui, come Suarez, dovrebbe iniziare a curare di più le palle in area di rigore, perché, se tutto va come dovrebbe andare, con Arthur-Coutinho alle sue spalle a creare, e le ali Malcolm e Dembele a creare superiorità numerica e disordinare le difese, un Messi al centro dell’area di rigore diventa una sentenza.

Sarà un Barcellona che testerà tanto e in una prima fase in Liga può anche permetterselo, prima che il Real Madrid riacquisti consapevolezza della propria forza e Lopetegui gli dia un’identità. Se il Barcellona in queste prossime settimane inizia a macinare un gioco nuovo, allora diventerà pericoloso su tutti i fronti.

Probabile formazione titolare Barcellona 2018-2019

Barcellona (4-2-1-3) – Ter Stegen; Semedo, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Busquets, Rakitic; Coutinho; Dembele, Messi, Suarez  

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