La differenza fra Gundogan e Ozil: Ilkay giura fedeltà alla Germania

Il centrocampista del Manchester City ha deciso di continuare a giocare con la nazionale tedesca nonostante le polemiche dovute alla foto con Edogan.

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Caratteri diversi, persone differenti. L'infinita questione Erdogan, che in Germania ha fatto tanto rumore (Ozil e Gundogan si sono fatti fotografare con il politico turco in piena campagna elettorale), lascia un insegnamento profondo. Perché una polemica sterile (ormai la foto era stata scattata...) ha determinato la clamorosa eliminazione della Germania ai Mondiali (mai i tedeschi avevano fatto così male prima) e il ritiro dalla nazionale di Mesut Ozil.

Il trequartista dell'Arsenal è stato chiaro quanto duro: ha accusato la Germania, compresa la federazione tedesca, di razzismo, motivo per il quale ha voluto interrompere, con effetto immediato, la sua avventura con la nazionale.

Quando vinciamo sono tedesco, quando perdiamo sono solo un immigrato turco.

Zero comprensione da parte del popolo, del pubblico, dei tifosi, per la sua decisione di farsi fotografare con Erdogan, zero comprensione da parte sua per le critiche. E si è arrivati allo scontro totale. Alla rottura, alla separazione. Peggio: al divorzio, perché Ozil e i tedeschi, simbolicamente, si sono lanciati contro i piatti. Gundogan ha invece deciso di agire in maniera completamente diversa. E andrebbe apprezzato.

La differenza fra Ozil e Gundogan: Ilkay resta fedele alla Germania

Ilkay infatti, appena esplosa la polemica, ha spiegato la propria posizione. Con la foto a Erdogan non voleva voltare le spalle alla Germania, nazione nella quale è cresciuto e diventato ricco e famoso. Avendo però origini turche (lo sono i genitori, lo è lui) ha pensato che sarebbe stato maleducato rifiutare l'invito a pranzo del capo di stato del paese dal quale proviene. La decisione può essere giusta o sbagliata, ma è ragionata e spiegata. In un mondo libero è anche giusto che un uomo faccia quel che gli suggerisce il cuore (ovviamente fino a quando non fa del male ad altri).

In questi mesi Gundogan ha provato più volte a spiegare le proprie ragioni, a differenza di Ozil che non ha mai voluto parlare della questione se non, attraverso dei comunicati, quando ha annunciato il proprio ritiro dalla nazionale. Ilkay ha provato ad andare incontro ai tedeschi, chiedendo loro di fare un passo verso di lui. Chiedendo loro di capirlo. Ora che la nazionale tedesca deve ripartire dopo il fallimento ai Mondiali e ora che Low deve avviare il cambio generazionale, in molti pensavano che Gundogan, proprio come fatto da Ozil, si sarebbe tirato indietro. In realtà il centrocampista del Manchester City a chi gli ha chiesto quali obiettivi avesse ancora in carriera ha risposto parlando anche di nazionale, come se non fosse mai successo nulla.

Voglio vincere una volta la Champions League e almeno un trofeo con la nazionale.

Perché l'eterna polemica dovuta alla foto di Erdogan deve insegnare una cosa. Per farsi capire dagli altri, ogni tanto, è anche giusto aprirsi, fare un passo verso di loro. Proprio come fatto da Gundogan. Chiudersi in se stessi come fatto da Ozil non fa che alimentare le incomprensioni e portare alla spaccatura. Caratteri diversi, risultati differenti.

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