Supercoppa europea, festa Atletico Madrid: "Qui un grande progetto"

I Colchoneros alzano il primo trofeo stagionale e mettono in guardia le rivali. Il tecnico Simeone spiega: "Di cinque finali giocate contro il Real dovevamo vincerne almeno tre".

Diego Simeone Getty Images

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Se è vero che vincere serve ad aumentare la consapevolezza nei propri mezzi, e quindi a vincere ancora, allora si può senz'altro affermare che la strepitosa vittoria ottenuta dall'Atletico Madrid nel derby contro il Real valido per la Supercoppa UEFA andato in scena a Tallinn potrebbe davvero rappresentare un punto di svolta per il futuro dei colchoneros.

In vantaggio dopo appena un minuto con Diego Costa, gli uomini di Simeone sembravano destinati a rivivere l'incubo delle due finali di Champions League perse contro i blancos nel 2014 e nel 2016 dopo aver subito la rimonta firmata da Benzema e Sergio Ramos. Ma mentre la gara volgeva al termine è arrivato prima il pari, firmato ancora da Diego Costa, e poi i gol nei supplementari di Saul e Koke.

Vittoria, dunque. Contro un Real Madrid che è apparso ancora decisamente lontano dall'essere squadra del nuovo tecnico Lopetegui e che ha pagato errori difensivi che nessuno si aspetterebbe dal club campione d'Europa da tre anni, certo, ma che rimane comunque compagine di altissimo livello. Un trionfo che ripaga in parte l'Atletico Madrid per altre cocenti delusioni e che esalta Simeone.

Supercoppa europea, festa Atletico Madrid: "Qui un grande progetto"

Penso che fosse dal 2000 che il Real Madrid non perdeva una finale internazionale, mentre a noi molte cose non sono andate per il verso giusto in certe occasioni. Ma abbiamo vinto la Coppa del Re e ci siamo ripetuti stasera, dovremo festeggiare e guardare avanti partita dopo partita. Dobbiamo migliorare ancora, in modo da iniziare il campionato nel migliore dei modi.

Il tecnico argentino dei Colchoneros, dopo aver affermato che di cinque finali giocate contro il Real, l'Atletico Madrid avrebbe dovuto vincerne almeno tre, analizza poi una vittoria che sicuramente dona una nuova consapevolezza ai suoi uomini.

Non ci fermeremo a pensare a stasera. Lavoriamo tutti insieme per collezionare vittorie, il gol di Costa ci ha dato fiducia, il rigore per loro (del 2-1 per il Real) è arrivato in uno strano momento del match, inaspettato. Poi la nostra rete del pareggio ci ha aiutato a crescere e andare avanti fino in fondo. 

La vittoria di Tallinn è figlia in qualche modo delle due sconfitte in finale di Champions League che, invece di abbatterlo, hanno donato a Simeone la consapevolezza di essere in un grande club.

Nel calcio sei bravo solo fino alla prossima gara, ma è importante ricordare che abbiamo vinto, che tutti hanno fatto un grande lavoro. I giocatori vogliono venire, i giocatori vogliono restare qui, questo la dice lunga sul lavoro fatto da una società dove tutti sono parte vitale di questo progetto. Stiamo lavorando tutti nella stessa direzione.

Che all'Atletico Madrid esista un progetto è confermato anche dalle parole di Antoine Griezmann, che esattamente un mese dopo aver conquistato la Coppa del Mondo con la Francia festeggia una vittoria anche con il club che sembrava in procinto di lasciare e a cui invece ha rinnovato l'amore, rifiutando la corte serrata di un grande club come il Barcellona.

Sono rimasto qui perché abbiamo un grande progetto, ho completa fiducia nel club e in Simeone. Non mi sbagliavo, abbiamo compiuto un grande sforzo, abbiamo lavorato molto e i sostituti hanno fatto la differenza. 

Antoine Griezmann bacia la coppaGetty Images

Koke ha chiuso la pratica con il gol del 4-2 e ribadisce come la vittoria di Tallin sia il successo di un gruppo che se lavora unito e compatto può arrivare lontano, tesi condivisa dall'argentino Correa che sottolinea come l'aver conquistato la Supercoppa UEFA darà fiducia a tutta la squadra, che adesso può puntare a un anno ricco di soddisfazioni.

Sempre nello stile degli ultimi anni, come ribadisce ancora Simeone dopo aver parlato dell'importante impatto avuto nella gara dal subentrato Thomas Partey e delle sensazioni vissute seguendo la gara dalla tribuna, dov'era confinato in quanto squalificato.

Partey lo abbiamo scoperto cinque anni fa come un giovane di valore, sapevamo che doveva soltanto esprimere il proprio potenziale. Crediamo molto in lui e speriamo che per lui sia lo stesso, certo è che stasera il suo ingresso in campo ha cambiato la partita. Tribuna o panchina? In tribuna fa molto freddo, hai una buona visione del match ma non puoi infuire come quando sei lì a bordo campo.

Abbiamo uno stile che è ormai il nostro e che non cambierà per una vittoria o per qualche gol segnato, continueremo a giocare come abbiamo sempre fatto. 

I rivali del Cholo e del "cholismo" sono avvisati.

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