Premier League 2018/19: come giocherà l’Arsenal di Unai Emery

L’allenatore spagnolo sostituisce Arsène Wenger dopo 22 anni. La sua non sarà una rivoluzione violenta, ma tanti principi e uomini cambieranno: per settare tutto, ci vorrà del tempo.

Unai Emery deve far tornare grande protagonista l’Arsenal nella Premier League 2018-2019 Getty Images

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Cambiare un allenatore come Arsène Wenger dopo 22 anni vuol dire rivoluzionare un modello che ha portato vittorie, soprattutto all’inizio, ma che soprattutto è stato sempre coerente con se stesso, da un punto di vista aziendale e nello specifico da un punto di vista tattico. Wenger amava sviluppare calciatori giovani, guidati da pochi senatori. Lo spogliatoio era sempre visto come un laboratorio tattico e umano, perché il tecnico francese voleva che i giovani crescessero prima di tutto in personalità e poi nelle competenze in campo. In questi 22 anni l’Arsenal forse ha deluso i suoi tifosi perché ha vinto poco, ma ha creato calciatori dal valore assoluto, capaci di giocare in Premier League e in ogni altro contesto e affermarsi spesso anche nelle proprie nazionali.

Con l’arrivo di Unai Emery cambia tanto, ma la scelta, anche se rivoluzionaria dopo un controllo delle operazioni da parte di Wenger così lungo, non è un salto nel vuoto. L’Emery del Siviglia è paragonabile per alcuni aspetti all’allenatore francese. Anche in Spagna, insieme a Monchi, che continua lo stesso lavoro anche alla Roma, sono arrivati nel corso del tempo calciatore in via di formazione, che nel Siviglia sono cresciuti, hanno vinto e si sono imposti nel panorama internazionale. Basta citare alcuni nomi, come i campioni del mondo Rami e N’Zonzi, Banega, Federico Fazio, Gameiro. La capacità di Emery di adattare il proprio gioco ai tanti volti nuovi che Monchi portava ogni estate, è stata la caratteristica più interessante del modello Siviglia, non completamente distante da quello Wenger. Di sicuro questo elemento è stato notato dai dirigenti dell’Arsenal, spingendoli verso questa scelta.

Ma nonostante alcuni principi base siano molto simili, i due, soprattutto nella disposizione tattica della squadra, sono diversi. Wenger amava un calcio arioso e tecnico, associativo, in cui tutti partecipassero alla manovra fin dall’inizio, non voleva calciatori che puntassero solo sull’elemento fisico per superare gli avversari e ha sempre amato centrocampisti capaci di leggere le partite e le azioni e decidere con grande intelligenza cosa fare. Emery invece sa che nel calcio di oggi, se vuoi importi, devi avere grandi atleti, capaci di essere sempre presenti nella doppia fase. Dagli acquisti estivi dell’Arsenal un segnale di svolta verso questa direzione si è già visto. Ecco quali potrebbero essere i calciatori titolari e i principi di gioco del nuovo Arsenal.

Premier League, Arsenal: da Wenger a Emery, i nuovi principi tattici 

La rosa dell’Arsenal è ancora molto wengeriana, con calciatori perfetti per il suo stile di gioco. Ma Emery già in questo primo mercato ha aggiunto alcuni pezzi importanti per iniziare a modificarne l’assetto e di conseguenza lo stile. Prendere Torreira dalla Sampdoria e Lichtsteiner dalla Juventus è un primo segnale che il gioco dell’allenatore spagnolo sarà molto più verticale e con fraseggi meno elaborati rispetto al predecessore.

La coesistenza al centro del campo di Torreira, Xhaka e Ramsey sarà fondamentale per lo sviluppo del gioco. Con i tre insieme, Emery vorrebbe riproporre quello che gli è riuscito alla perfezione a Siviglia, quando schierava insieme N’Zonzi, Iborra e Banega. La sua idea è non avere centrocampisti con caratteristiche e compiti troppo specifici, ma calciatori capaci di cambiare pelle nel corso della partita e bravi nel saper fare la cosa giusta in qualsiasi posizione di campo si trovino, che sia fare regia, contrastare gli avversari o rifinire per le punte.

Un centrocampo e un’idea di gioco del genere porta con sé due conseguenze. La prima è che ad Emery non interessano tanto i laterali di difesa bravi nell’entrare in mezzo al campo, ma gli servono calciatori di gamba, bravi nel tenere la fascia per 90 minuti e soprattutto a proporsi per gli sbocchi laterali della manovra. Ecco perché l’arrivo di Lichtsteiner, che si rifà perfettamente a questa descrizione e l’utilizzo molto probabile di Kolasinac sull’altra fascia. Strano che prima dell'inizio della Premier League almeno uno dei due spagnoli, Monreal e Bellerin, non sia stato ceduto.

La seconda conseguenza è che una mezzapunta come Ozil potrebbe non rientrare nei piani. Molto più utile un calciatore già in rosa, come l’armeno Mkhitaryan, meno associativo nella creazione del gioco rispetto al tedesco, ma sicuramente molto più determinante quando si tratta di farsi trovare negli spazi e giocare in verticale, puntando subito la porta. La brutta estate di Ozil, con il disastro mondiale e le polemiche dopo la sconfitta contro la Corea del Sud, ha ulteriormente fatto scemare le sue quotazioni. Anche in questo caso, l’averlo trattenuto durante il mercato non è un gran segnale per la dirigenza.

In attacco Emery ha fin troppe alternative. Aubameyang è il suo attaccante perfetto, bravo nel farsi vedere negli spazi orizzontali e verticali e poi fantastico nel come sa puntare la porta e terminare le azioni. Insieme a lui si possono creare gli accoppiamenti più vari, con Lacazette, se si vuole un uomo d’area, con Welbeck, se si cerca una prima punta che gioca spalle alla porta e crei spazio per le mezzali, Iwobi, se si cerca una coppia sempre in movimento costante, capace di disordinare qualunque difesa. In queste prime partite Emery cercherà di trovare la soluzione giusta, anche perché scegliere i due d’attacco che ben si amalgamino insieme è sempre stato fondamentale nelle squadre dello spagnolo.

Siamo all’anno zero per l’Arsenal. Ripartire con un altro allenatore e altre idee, dopo un ciclo così lungo come quello con Arsène Wenger non è facile. Per questo motivo, soprattutto in questa prima Premier League per l’allenatore spagnolo, sarà complicato costruire una squadra completamente aderente ai suoi dettami. L’Arsenal e i suoi tifosi dovranno avere molta pazienza e attendere che tutto vada a comporsi come Emery vuole. Il cammino è appena iniziato.

Probabile formazione titolare Arsenal 2018-2019

Arsenal (4-3-1-2) Leno; Lichtsteiner, Mustafi, Sokratis, Kolasinac; Torreira, Xhaka, Ramsey; Mkhitaryan; Aubameyang, Lacazette.

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