Liga 2018/2019: come giocherà il Real Madrid di Julen Lopetegui

Il nuovo Real parte dagli abbandoni di Zidane e Cristiano Ronaldo e dal mercato povero rispetto al passato. Ma Lopetegui ha grandi idee e i giovani, se potenziali campioni, sapranno metterle in pratica.

Julen Lopetegui nel nuovo Real Madrid ripartirà dai senatori e da giovanissimi da costruire Getty Images

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Nella finale di Champions League del 26 maggio allo Stadio Olimpico di Kiev, il Real Madrid ha dimostrato di avere la migliore squadra del decennio, senza se e senza ma. Vincere per tre volte di fila la competizione più difficile, a cui tutte le società più importanti del continente puntano, è qualcosa di incredibile, e nel futuro impareremo a dare il valore giusto a questa straordinaria cavalcata. Zidane, al suo primo incarico importante da allenatore, è riuscito a creare un clima perfetto per i suoi tanti campioni. Li ha utilizzati nella maniera giusta, equilibrando la squadra fra chi voleva un atteggiamento offensivo rispetto ad altri che chiedevano di chiudersi di più e, grazie allo stimolo più forte di tutti, la voglia di vincere, ha sempre infuso il principio che insieme avrebbero vinto ancora una volta.

Ma far continuare a vivere un ecosistema del genere per più di tre stagioni è quasi impossibile. Diventano troppo forti le motivazioni personali rispetto a quelle di squadra, e chi non gioca la maggior parte delle partite inizia a creare problemi. Zidane, che è ancora principalmente uomo di campo, conosce bene queste dinamiche e, pochi giorni dopo la terza vittoria in Champions League, ha scelto di lasciare, adducendo come motivo proprio quello che dare nuovi stimoli ai titolari e tenere sereno l’ambiente per chi non lo è, diventava una pratica troppo difficile. Solo cambiando tanto, il Real Madrid avrebbe potuto riavere la fame per vincere ancora.

Se però insieme all’allenatore che ha vinto tre titoli europei, ti lascia anche il miglior calciatore, che ha vinto 5 Palloni d’oro ed è la tua faccia nel mondo, ricostruire diventa una montagna altissima da scalare. Dal doppio addio di Zidane e Cristiano Ronaldo in avanti, il presidente Perez ha fatto una serie di errori. In primo luogo si è buttato su Lopetegui a pochi giorni dall’inizio del Mondiale al quale si era qualificato con la Spagna, dopo che i senatori hanno bloccato l’acquisto di Conte, creando un caos che ha portato la nazionale spagnola al disastro. Ha cercato poi in tutti i modi due campionissimi, come Hazard e Neymar, non riuscendo ad acquistarli in nessun modo. Come grande acquisto è riuscito ad avere solo un portiere, Courtois, forse il meglio che c’è, anche se la squadra si fida già ciecamente di Keylor Navas. Con queste premesse, giocarsi Liga e Champions League è una sfida complessa, ma con il Real Madrid, sia per la Liga che per la Champions League, non bisogna dare mai qualcosa per scontato.

Il Real Madrid ha poco tempo per ripartire con Lopetegui e puntare con i giovani alla Liga 2018-2019

Per Lopetegui, allenatore giovane in senso anagrafico e in quanto ad esperienza in panchina, dover affrontare la situazione che si è creata al Real Madrid è una sorta di esame più difficile di tutti, quando non hai ancora tutte le competenze del caso. Quasi tutti i suoi ex calciatori affermano in maniera convinta che Lopetegui è il meglio che hanno avuto, in primo luogo perché tatticamente molto competente e poi è al passo con le innovazioni degli ultimi anni. E tutti dicono poi che sia un genio nella capacità di costruire relazioni sane all’interno dello spogliatoio.

Ma passare dall’essere un ottimo prospetto a dover condurre una squadra come il Real Madrid, in cui ti lascia il campione più grande degli ultimi dieci anni, Cristiano Ronaldo, un altro, Modric, il miglior calciatore dei Mondiali, vuole abbandonare la barca, e il tuo predecessore ha affermato che motivare una squadra dopo tre Champions League è impossibile, è per forza di cose uno dei compiti più difficili di tutti.

Ma per fortuna dell’ex tecnico della Spagna, la sua è la panchina del Real Madrid e alla Casa Blanca, nonostante gli abbandoni e i mal di pancia, la struttura di squadra è già fantastica. Per prima cosa Lopetegui avrà tre calciatori che tornano dal Mondiale con la consapevolezza di essere cresciuti tanto e di poter tranquillamente affermare e dimostrare di essere i migliori al mondo nel proprio ruolo.

Courtois nel Belgio ha fatto faville, portandolo al terzo posto finale. Keylor Navas è amato da tanti, ma le partite importanti le giocherà il belga. Varane è sempre stato considerato un ottimo difensore con Sergio Ramos nei paraggi. Ai Mondiali invece ha fatto vedere quanto è forte come difensore puro e come primo costruttore di gioco. Infine Casemiro, il metodista che tutti vorrebbero. Il Brasile con lui era una macchina perfetta. Contro il Belgio non c’era e la squadra è naufragata.

Partire da questi non è cosa da poco. Ma non è tutto lì il Real. C’è un Gareth Bale che ha detto pubblicamente che questo deve essere il suo anno, perché deve dimostrare quanto si sbagliava Zidane a tenerlo fuori dalla squadra titolare. E poi ci sono le colonne portanti della squadra tre volte consecutiva campione d’Europa. Sergio Ramos, tornato dall’estate con la Spagna con la rabbia di chi è criticato per la prima volta in carriera, e Toni Kroos, anche lui crollato insieme alla sua Germania in Russia.

Alla spina dorsale della squadra poi, Perez ha aggiunto alcuni calciatori molto intriganti. Il terzino destro Alvaro Odriozola, fortemente voluto da Lopetegui, perché lo conosce dalle nazionali giovanili, sa che può dare un contributo alla gestione iniziale della manovra molto maggiore rispetto a Carvajal, che è più difensore. L’acquisto doppio dei brasiliani Rodrygo e Vinicius è molto interessante da analizzare.

Sono un classe 2000 e 2001, sicuramente ancora non pronti per fare i titolari in una squadra come il Real in Liga, ma prendere di colpo il meglio degli esterni offensivi del calcio giovanile mondiale, è un indizio molto deciso su dove vuole andare lo stesso Lopetegui. In un calcio sempre più livellato tatticamente e fisicamente, avere calciatori che sappiano sconvolgere le difese avversarie, saltando il proprio avversario o le gabbie che le altre squadre creano è sempre più importante.

Il Mondiale lo ha dimostrato con l’importanza per le loro squadre che hanno avuto Mbappé e Hazard. Prendere il meglio da quel punto di vista che il calcio giovanile mondiale propone è un azzardo, ma anche una scelta di grande sagacia. E poi questo Real non è formato solo da senatori e giovanissimi, ma anche da calciatori ancora giovani che con Lopetegui possono avere l’upgrade necessario per diventare grandi campioni.

Pensiamo ad Isco, fino allo scorso anno dietro le quinte del Real e della nazionale spagnola, ma oggi in entrambe le squadre un faro da seguire, Asensio, che con Lopetegui in Nazionale è cresciuto tantissimo e lo si aspetta all’anno della consacrazione, Lucas Vàzquez, a cui verrà richiesto, soprattutto nelle partite di Liga, non solo di essere sempre utile e duttile, ma anche decisivo per la sua squadra.

In una prima fase il Real Madrid sarà molto zidaniano, con Modric (se l’Inter non riesce nel grande colpo) a fare regia insieme a Kroos, Casemiro a coprire tutto il possibile e i terzini che entrano nel campo, soprattutto a sinistra con Marcelo. Prima piccola novità dovrà essere Isco, non più relegato in zona da mezzala, ma in posizione di mezzapunta, attorno al quale ruoteranno Benzema e Bale, partente dalla posizione che è stata di Cristiano Ronaldo.

Con il tempo però siamo sicuri che Lopetegui imprimerà il suo marchio e si andrà a creare un Real Madrid molto più fluido, con tantissimo gioco sugli esterni, l’utilizzo di ali tecniche e veloci, come Asensio, ma anche come i due giovani brasiliani, e un ruolo fondamentale da dare anche al centravanti, Benzema, che dovrà non solo farsi trovare in verticale, ma anche aprire spazi per ali e mezzali. Sarà un Real Madrid che cambierà faccia nel corso della stagione e che si ringiovanirà molto. E se i giovani sono potenziali campionissimi, tornerà presto a lottare per Liga e Champions League.

Probabile formazioni titolare Real Madrid 2018-2019

Real Madrid (4-3-1-2) Courtois; Odriozola, Sergio Ramos, Varane, Marcelo; Casemiro, Modric, Kroos; Isco; Bale, Benzema

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