ECU, IMU e aerodinamica: come cambia la MotoGP 2019

Centralina elettronica, piattaforma inerziale unificata, aerodinamica limitata: dalla stagione 2019 la MotoGP riduce i costi e cambia le regole.

La Ducati con carena aerodinamica Getty Images

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Durante il week-end di Assen la Grand Prix Commission, costituita da Carmelo Ezpeleta (Dorna), Paul Duparc (FIM), Hervé Poncharal (IRTA), Takanao Tsubouchi (MSMA), Carlos Ezpeleta (Dorna), Mike Trimby (IRTA) e Corrado Cecchinelli (Direttore della Tecnologia in MotoGP), hanno messo nero su bianco il regolamento della MotoGP 2019. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti due settori che negli ultimi anni hanno rivoluzionato il mondo della classe regina: elettronica e aerodinamica. La centralina elettronica unificata Magneti Marelli (ECU) ha fatto il suo ingresso nella Top Class nel 2016, al fine di ridurre il gap tra costruttori e fra team ufficiali e satelliti.

Una decisione presa per migliorare lo spettacolo e l'obiettivo è stato centrato in pieno, con gare più al limite anche se più pericolose per via delle sfide ravvicinate. Dal prossimo anno verrà introdotto un nuovo elemento, la IMU (Inertial Measurement Unit), una piattaforma inerziale unificata uguale per tutti, che non solo permetterà di ridurre i costi, ma ridurrà ulteriormente le differenze di competitività. Infatti con l'ingresso del software unico Ducati e Honda, assicurandosi le migliori figure della Magneti Marelli, hanno fatto un grande passo avanti rispetto a Yamaha e agli altri costruttori. Il dubbio è che nonostante la centralina unica, il sensore IMU continui ad immettere capacità di calcolo dei software ufficiali vietati dal regolamento. In altre parole, nonostante l'elettronica unica alcuni costruttori potrebbero essere in grado di mantenere i loro sistemi personali.

Una "zona grigia" del regolamento MotoGP difficile da controllare ed eventualmente penalizzare, ma con la piattaforma inerziale unificata ogni ipotesi di illecito sarà quasi del tutto bandito. Chi potrà beneficiarne? Probabilmente Yamaha, che rispetto a Honda e Ducati è indietro in questa materia, ma come ha ben detto Valentino Rossi bisognerà capire quanto vorrà investire la fabbrica di Iwata in tal senso. D'altronde bisogna tenere presente che anche con la IMU zone "grige" potranno esserci ugualmente, poiché ci sono altri free devices sulla moto, alcuni con "intelligenza" propria (ovvero un firmware che gli dice come operare). Materia che per essere approfondita e plasmata richiede le migliori menti dell'ingegneria elettronica.

Carena aerodinamica in MotoGPGetty Images

I limiti dell'aerodinamica MotoGP

Le appendici aerodinamiche sono una novità introdotta nel 2015 dal team Ducati che ha fatto da precursore ed ispiratore per gli altri costruttori. Le winglets incidono sulla resistenza aerodinamica, mentre in fase di accelerazione aiutano a mantenere una maggiore stabilità dell’avantreno, riducendo il fenomeno dell'impennata. Nel 2017 le ali sono state bandite dal regolamento per paventate motivazioni di sicurezza in caso di incidenti, un cambio di rotta voluto soprattutto dalla Honda, accortasi del grande vantaggio a disposizione della casa di Borgo Panigale.

Lo studio dell'aerodinamica MotoGP non si è fermato e ancora una volta le norme sono state raggirate sfruttando il "vuoto giuridico". Cupolini e carenature sono comparse con appendici più arrotondate per continuare ad usufruire dei vantaggi in termini di carico sull'avantreno. Attualmente è consentito omologare una carena a inizio stagione e un’altra nel corso dell’anno ma, per aggirare questi limiti, gli ingegneri hanno escogitato delle carene "componibili", cioè costituite da pezzi eliminabili a seconda delle esigenze dei circuiti. Infatti il regolamento prevede che non si possano aggiungere parti alla carena, ma nulla vieta di toglierle.

Dal 2019 non solo sarà vietato addizionare delle parti aerodinamiche, ma anche eliminarle. Una volta che la moto sarà omologata per la prima gara in Qatar non saranno consentite modifiche. In questo modo sarà possibile limitare i costi nella ricerca in questo settore, ma a farne le spese potrebbe essere ancora una volta la Ducati che già nei test invernali di quest'anno ha schierato diverse opzioni al vaglio di Dovizioso e Lorenzo, segno di una profonda ricerca e investimento. Gigi Dall'Igna alcune settimane fa ha commentato un certo disappunto: "La stabilità delle regole è fondamentale e invece cambiamo quelle sull’aerodinamica ogni anno". Sarà l'ultima rivoluzione-involuzione per gli "Aero-pack"?

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