Fernando Alonso saluta la F1: "È il momento di cambiare"

Fernando Alonso annuncia l'addio alla F1 o forse è solo un arrivederci. Dopo 17 stagioni il pilota di Oviedo è alla ricerca di nuovi stimoli e vittorie.

Fernando Alonso pilota McLaren Getty Images

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Fernando Alonso sul suo profilo social aveva annunciato una notizia sensazionale alla vigilia di Ferragosto. Il suo addio alla Formula 1 era nell’aria da almeno un anno a questa parte, dopo tanti risultati deludenti al volante della McLaren, ma tanti suoi fan speravano in un annuncio differente. Così non è stato e dopo 17 stagioni memorabili lascerà il Circus, definitivamente o momentaneamente sarà il tempo a dirlo, perché il pilota di Oviedo non sbarra la strada ad un eventuale ritorno in futuro.

Il due colte campione del mondo nel 2005 e nel 2006 alla guida della Renault, il prossimo proseguirà la carriera nel Wec con la Toyota e completerà la Superseason che culminerà con la 24 Ore di Le Mans (a giugno). Resta da capire se Fernando Alonso sarà IndyCar già nella prossima stagione per coronare il sogno della Tripla Corona, dopo i trionfi al GP di Monaco di F1 e della 24 Ore di Le Mans lo scorso giugno,  storica prova del campionato mondiale Endurance.

Alla quarta stagione in McLaren, senza mai riuscire ad andare oltre il 5° posto e collezionando bel 19 ritiri, la sua decisione era in meditazione da molti mesi. È alla ricerca di nuovi stimoli e avventure dopo aver collezionato 32 vittorie, 22 pole position e 97 podi fino ad oggi. Oltre ai due titoli iridati Alonso è stato vice campione del mondo per tre volte. Troppo grande lo smacco di essere finito su una monoposto poco competitiva e con le porte sbarrate delle principali scuderie.

Fernando Alonso da campione ad "eterno secondo"

Fernando Alonso adesso ha intenzione di onorare al meglio le ultime nove tappe stagionali con la stessa passione che lo ha contraddistinto dal 2001, anno dell'esordio nel Circus con Minardi, di per sè già un piccolo record essendo il terzo pilota più giovane di sempre a partecipare a un Gran Premio di Formula 1. Nonostante non abbia incassato nessun punto iridato si distingue all'occhio clinico di Flavio Briatore che lo porta subito in Renault come collaudatore, premiandolo l'anno dopo come pilota ufficiale al posto di Jenson Button. Il 2003 è l'anno dei primi frutti: primo incidente e podio in Brasile, prima vittoria in Ungheria e pilota più giovane della storia a vincere un GP. Dopo una stagione 2004 dietro le quinte, nel 2005 corona il sogno del titolo mondiale con 7 vittorie, si ripete un anno dopo con altrettanti trionfi. È il biennio d'oro di Fernando, l'esaltazione di un pilota che sembra destinato ad entrare nella storia, ma nel pre-stagione 2007 compie forse uno dei più grandi errori della sua carriera.

Contro ogni previsione firma per la McLaren-Mercedes, affiancando il debuttante compagno di squadra Lewis Hamilton. Ma tra i due cavalli di razza non corre buon sangue, Alonso ammette pubblicamente di sentirsi a disagio, la McLaren perderà il titolo piloti all’ultima gara dell’anno a favore della Ferrari di Raikkonen. Sul team si abbatte anche lo scandalo Spy Story, il caso di spionaggio industriale ai danni della Ferrari che verrà dimostrato anche da alcune mail scritte da Alonso, le quali verranno utilizzate come elemento probatorio per dimostrare la colpevolezza della squadra. Il matrimonio tra il pilota e la McLaren è destinato a tramontare dopo un solo campionato.

Nel 2008/2009 riprova la fortuna in Renault ma i bei tempi d'oro sono passati e irripetibili. Il Mondiale è dominato da Ferrari e McLaren, riesce a raccogliere due briciole, a Singapore e in Giappone, ma ancora una volta la sua carriera si macchia di un episodio scandaloso che ha fatto tristemente storia. Flavio Briatore, per favorire la sua vittoria a Singapore, ordinò al secondo pilota della Renault, Nelson Piquet Jr., di andare a sbattere volontariamente contro le protezioni, causando così l’uscita della safety car in modo da portare Alonso in testa alla gara. La verità venne a galla solo un anno dopo scatenando l'indignazione dell'intero mondo del Circus. Si chiude così la love story tra Fernando e Renault e inizia l'era Ferrari.

Cinque stagioni al volante del Cavallino dove guadagna la fama di "eterno secondo", penalizzato dall'ascesa inarrestabile di Sebastian Vettel e Red Bull. Nel 2010 si gioca il titolo iridato fino all'ultima gara di Abu Dhabi, ma una scelta strategica sbagliata della Ferrari e il muro o rappresentato dalla Renault di Petrov frantumeranno il grande sogno. Stessa scena due anni dopo, il titolo è conteso fino all'ultimo GP del Brasile, ma il secondo posto non basta e il Mondiale scivola nelle mani di Vettel ancora una volta. Nel corso degli anni vengono introdotte le power unit ibride in Formula 1, le prestazioni della Ferrari crollano e Fernando Alonso non manca di attaccare a più riprese la scuderia del Cavallino. Si crea un clima teso, le scintille continue portano a bruciare il rapporto burrascoso e alla fine del 2014 lascia la Rossa di Maranello per tentare la fortuna con McLaren.

Quattro anni da incubo in McLaren

E' l'inizio di un incubo senza fine, con i motori Honda incapaci di adattarsi alla massima categoria. Manca potenza, affidabilità, Alonso non può che far buon viso a cattivo gioco. Alla sua quarta stagione in McLaren gli stimoli sono crollati, tanto da cercare a più riprese la fortuna in altre categorie. In molti hanno cercato di spianare il suo cammino verso i tre big team Ferrari-Mercedes-Red Bull, ma la sua fama di rompere l'armonia nei team gli sbarra ogni porta. Non resta adesso che puntare alla Tripla Corona con l'assalto alla Indy.

Dopo 17 fantastiche stagioni – spiega nel comunicato ufficiale – in questo fantastico sport, è arrivato il momento per me di fare dei cambiamenti e di passare oltre. Mi sono goduto ogni singolo momento di questi incredibili mondiali, e non riesco a ringraziare a sufficienza le persone che hanno contribuito a renderli così speciali.

Non è un addio, ma forse solo un arrivederci a tempi migliori, magari proprio alla guida della McLaren che ha sempre creduto in lui.

Voglio ringraziare tutti alla McLaren, il mio cuore sarà sempre con loro. So che torneranno a essere forti e, forse, a quel punto sarà per me il momento di tornare a correre nella categoria. Questo mi renderebbe davvero felice. Ho costruito dei rapporti con persone fantastiche e che mi hanno dato l’opportunità di allargare i miei orizzonti, correndo anche in altre serie. Adesso mi sento un pilota molto più completo che in passato. Ho preso questa decisione alcuni mesi fa ed è stata una decisione convinta.

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