Disastro di Genova, la storia di Davide Capello: "Salvo per miracolo"

L'ex giocatore del Cagliari, che adesso lavora come vigile del fuoco, è rimasto schiacciato sotto le macerie ma ne è uscito incredibilmente illeso.

Crollo del Ponte Morandi, Davide Capello si è salvato per miracolo Facebook

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Una tragedia immensa: ieri, in tarda mattinata, è crollato il Ponte Morandi di Genova. Fino a questo momento sono 39 le vittime accertate, tra le quali ci sono anche tre bambini. I soccorritori sono a lavoro, le operazioni di salvataggio proseguono senza sosta mentre chi è riuscito a sopravvivere tira un sospiro di sollievo e si dice miracolato, mentre la rabbia e la tristezza fanno fatica ad andar via. 

Anche il mondo del calcio si è stretto attorno alla città ligure, in primis i calciatori di Sampdoria e Genoa. Uno di questi ha anche sfiorato la tragedia: Domenico Criscito ha raccontato di aver attraversato il Ponte Morandi con la sua famiglia 10 minuti prima del disastro. Un altro giocatore, invece, è rimasto coinvolto nel crollo, ma si è salvato per miracolo: è la storia di Davide Capello, ex estremo difensore del Cagliari che conta anche due presenze in Serie B.

Oggi Davide gioca nel Legino e lavora come vigile del fuoco. Ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, transitava proprio sul ponte nel momento in cui è venuto giù tutto: è rimasto coinvolto nel crollo, ma ha la fortuna di poterlo raccontare. Il classe 1983 è caduto per 30 metri con la sua auto, rimasta schiacciata tra le macerie. Nessun danno, però, per lui, che è stato tratto in salvo ed è uscito illeso dal disastro che ha colpito la città di Genova.

Tragedia di Genova, il racconto di Davide: "Sono salvo per miracolo"

Il portiere originario di Nuoro è salvo per miracolo e lo sa bene. Dopo essere stato salvato, Davide Capello ai microfoni di SkyTg24 ha dichiarato:

Prima ho sentito un rumore, poi è crollato tutto. Sono un miracolato. Trenta metri di volo, poi l'auto si è incastrata tra le colonne e le macerie. È incredibile, non ho un graffio

Nei momenti in cui è rimasto sotto le macerie, il giocatore ha anche inviato un messaggio WhatsApp a un suo amico, gli ha detto di stare bene: "Non so cosa mi ha salvato", ha scritto Davide. Il suo racconto poi è proseguito, come riporta da La Stampa:

Ho percorso il Ponte Morandi un sacco di volte per andare a Genova. Era impensabile che potesse succedere una cosa del genere su una delle autostrade più trafficate d’Italia

Impensabile, eppure è successo. Genova alla vigilia di Ferragosto si è svegliata e si è trovata a fare i conti con il crollo, con la tragedia, con le vite spezzate. Il portiere del Legino è salvo per miracolo, i vigili del fuoco e la protezione civile sono a lavoro per salvare altre persone. Quello che resta, dopo una giornata lunga e triste, è la speranza di sentire raccontare altre storie come quella di Davide.

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