Chelsea, addio ai divieti di Conte: ecco le nuove regole di Sarri

A rivelarlo è un articolo del Telegraph, che racconta come il nuovo allenatore dei Blues intenda creare un'atmosfera più rilassata intorno alla squadra cambiando alcune regole imposte dal suo predecessore.

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Se quello tra il Chelsea e Maurizio Sarri sarà un rapporto lungo e pieno di successi oppure un fallimento è ovviamente presto per dirlo: a meno di un mese dal suo insediamento come nuovo manager dei Blues, il tecnico ex-Napoli ha già diviso la stampa inglese tra chi si stropiccia gli occhi dopo l'ottimo esordio in Premier League contro l'Huddersfield e chi invece sottolinea la sconfitta nel Community Shield contro il Manchester City e non manca di ricordare la scarsa esperienza dell'allenatore alla guida di un top club quale il Chelsea intende essere.

Certo è che se è presto per parlare di rivoluzione da parte di Sarri, almeno in un sistema di gioco che deve ovviamente essere ancora perfezionato, è innegabile che l'arrivo del nuovo allenatore abbia portato una ventata di aria fresca in casa dei Blues. Una nuova filosofia che mira a motivare il gruppo, una nuova gestione che sicuramente sarà meno rigida di quella precedente firmata da Conte.

A rivelarlo è The Telegraph, che racconta di come i cambiamenti portati da Sarri siano già visibili nelle regole che riguardano la squadra: il nuovo tecnico ha cancellato alcuni divieti imposti dal suo predecessore, come ad esempio la ristretta scelta del cibo permesso dalla dieta e l'obbligo di passare la notte prima di ogni gara casalinga in ritiro nell'hotel Chelsea Harbour. I giocatori potranno così mangiare più o meno quello che desiderano e raggiungere Stamford Bridge con comodo prima degli impegni in campionato.

Maurizio SarriGetty Images

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Piccoli cambiamenti che dovrebbero permettere a Sarri di creare un'atmosfera più rilassata nel gruppo e che segnano un netto distacco da chi lo ha preceduto, quell'Antonio Conte che in due anni ha vinto una Premier League e una FA Cup ma è diventato anche presto inviso a buona parte dei giocatori. L'ex-tecnico del Napoli ha avuto un approccio decisamente diverso, venendo incontro alle esigenze dei calciatori con la consapevolezza che soltanto un gruppo coeso e convinto potrà compiere la rivoluzione stilistica necessaria per giocare secondo il suo credo.

Ed è sempre il Telegraph a raccontare come un altro problema che Sarri ha immediatamente voluto affrontare è stato quello legato all'avere a disposizione una rosa troppo lunga. L'allenatore, noto per non essere un amante del turn-over, è consapevole che la stagione è lunga e ci sarà bisogno di tutti ma allo stesso tempo sa anche molto bene come compiere delle scelte significhi creare inevitabilmente del malcontento,  ed è per questo che ha voluto ridurre il gruppo di giocatori a disposizione trattenendo solo chi ritiene utile alla causa.

È da spiegarsi in questo senso la cessione di Tiémoué Bakayoko, prelevato dal Monaco per 40 milioni di euro appena un anno fa e girato in prestito al Milan dopo una stagione molto deludente che aveva attirato molte critiche da parte degli addetti ai lavori, e quella in prestito del giovane terzino nigeriano Aina al Torino.

A centrocampo Sarri ha preferito puntare su Loftus-Cheek, mentre un altro calciatore apparentemente lontano dallo stile richiesto dal tecnico è Drinkwater per il quale, a differenza di Bakayoko, non è stato possibile trovare una sistemazione. Entro il 31 agosto la rosa dovrebbe essere sfoltita ancora con le cessioni di Charly Musonda e Tammy Abraham, lasciando così a Sarri un gruppo di lavoro ristretto su cui puntare per attuare una rivoluzione che per adesso è evidente nelle regole e prossimamente, questo è l'obbiettivo, lo sarà anche sul campo.

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