Ullrich, dalle sfide con Pantani al carcere: la discesa di un campione

Il Kaiser tedesco, vincitore del Tour de France '97, si trova in una clinica psichiatrica in Germania. Le accuse di molestie, la galera, i problemi di droga: era un avversario del Pirata.

Ciclismo, la parabola di Ullrich: sfidava Pantani, ora va in carcere Getty Images

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Succede così: all’improvviso finiscono le vittorie, la tua carriera volge al termine e ti esaurisci nell’oblio. Jan Ullrich, il Kaiser del ciclismo degli anni novanta e duemila, sta attraversando uno dei momenti più bui della sua vita. Dalla vittoria al Tour de France, alle sfide con Marco Pantani, all’alcol, al carcere, ad uno ospedale psichiatrico.

La caduta di un campione, che una volta messo il piede a terra e attaccata la bicicletta al chiodo, non è più riuscito a vivere serenamente. Oggi su Jan pendono delle accuse gravissime: tentato omicidio e lesioni corporali ai danni di una escort in un hotel di lusso a Francoforte. A 44 anni, nel fiore della sua vita da uomo e non più da sportivo, non riesce a scalare la sua montagna di problemi.

Secondo la Bild, Ullrich cercherà di combattere questo momento in un’altra struttura rispetto alla prima assegnata. Una terapia in attesa di giudizio. E a Maiorca, qualche settimana fa, era finito anche dietro le sbarre per un battibecco con il suo vicino di casa, il regista Til Schweiger.

Ullrich in Spagna dopo il carcereGetty Images
Ullrich in Spagna dopo il carcere: poi il ritorno in Germania

Jan Ullrich, la storia di un campione battuto dalla vita

Tentato omicidio e lesioni corporali. Rischia, e tanto, Jan Ullrich dopo l’aggressione di giovedì notte ai danni di una escort. Continuano le indagini della polizia. Una telefonata fatta dalla donna avrebbe scatenato una forte discussione fra i due e la successiva aggressione. L’ex ciclista, avrebbe cercato di strangolarla. Al momento dell’arresto è stato trovato sotto effetto di alcol e droga

E pensare che qualche giorno prima, era finito in manette per violazione di proprietà privata e tentata aggressione ai danni del regista Schweiger. Il motivo? Pare che l’uomo, vicino di casa a Maiorca, non lo abbia invitato ad una festa. I fantasmi del passato: le ombre del doping, l’uso di droghe. Ullrich è un campione sconfitto.

Il Tour e le sfide con Pantani

Il Tour de France 1997 è il più grande successo di Jan Ullrich. Poi nel suo palmares si contano una Vuelta (1999), un titolo Olimpico a Sydney (2000) e tre titoli Mondiali su strada. Nel 1998 si arrende ad un incredibile Marco Pantani. Sulle collinette della Corrèze, nel Parc Naturel Régional de Millevaches en Limousin, Jan stacca tutti. Rifila minuti agli avversari, ma le montagne vere devono ancora arrivare.

Il 21 luglio di quell’anno, nella tappa pirenaica con arrivo a Luchon, Pantani attacca in salita, sul Col de Peyresourde, e guadagna una ventina di secondi. Il 22 luglio vince la tappa con arrivo a Plateau de Beille e guadagna un paio di minuti su Ullrich. Ma il Kaiser è sempre in Maglia Gialla e il Pirata, quarto in classifica, ha ancora tre minuti di ritardo. Il 27 luglio la resa dei conti: Pantani si porta in testa e attacca a 50 chilometri dall’arrivo, sulla lunghissima salita del Galibier, che arriva a 2.642 metri d’altezza. Ullrich prova a stargli dietro ma non ne ha più. Il tedesco paga addirittura 9 minuti. Ad Albertville, ultima tappa in salita, i due sono ancora insieme: Marco lascia la vittoria a Jan. Pantani vince il suo Tour de France.

La discesa

Negli anni successivi Ullrich ottiene quattro secondi posti consecutivi al Tour e, più avanti, ammette di fare uso di doping. Gli vengono revocate delle vittorie, inizia la sua discesa nell’oblio. Si separa dalla moglie, gli viene tolto l’affidamenti dei figli. Droga, alcol, eccessi. Il campione non c’è più, ma vuole risollevarsi. Si disintossicherà, starà in cura da uno psichiatra. Magari potrà riprendere la bici e ricominciare da dove tutto partì. C’è una frase di Ivan Basso, un altro campione delle due ruote che ha corso anche con Ullrich, che sembra perfetta per chiudere questo pezzo:

La bicicletta insegna cos'è la fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne, ma anche nelle fortune e nei dispiaceri - insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi.

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