NBA: Carmelo Anthony ai Rockets, può funzionare con Harden e Paul?

I Rockets puntano su Anthony per sostituire Ariza e Mbah a Moute, ma sarà sufficiente per riprovare l'assalto al titolo?.

Ultima chiamata per Carmelo Anthony coi Rokcets Getty Images

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Possiamo dire quasi ufficialmente che, con la giornata di ieri, si è chiuso lo scoppiettante mercato dei grandi nomi NBA. Non è stato quello che si definirebbe un colpo di teatro, ma è arrivata l’ufficialità della firma di Carmelo Anthony con gli Houston Rockets. È un beta test per i texani che lo hanno inchiostrato per un anno al minimo salariale di 2.4 milioni. Di certo è una scelta molto intrigante, come lo era stata quella dei Thunder l’anno scorso, con la differenza che per i vice campioni della Western Conference è una win-win situation, non essendosi dovuti privare di nulla e avendolo a libri per una cifra popolare.

Il più contento dell’acquisto è ovviamente l’amico Chris Paul che gli ha subito riservato il benvenuto via social network. Il famigerato banana boat con i due più James e Wade è nei ricordi estivi di tutti gli appassionati e i componenti hanno manifestato la voglia un giorno di giocare nella stessa squadra. Appurata l'impossibilità di unire tutti e quattro i talenti, hanno provato il gioco delle coppie, con la speranza che quello tra CP3 e Melo vada meglio di quello rapido e non indimenticabile della coppia Wade-James.

La miglior squadra della stagione regolare NBA è tornata con i propri protagonisti principali, infatti i rinnovi di Paul e Capela sono stati a dir poco fondamentali, ma è impossibile pensare che le dolorose perdite di Trevor Ariza e Luc-Richard Mbah a Moute, non possano influire sul gioco di D’Antoni. Le due ali erano giocatori versatili, difensori di alto profilo e glue guy della squadra in grado di punire sugli scarichi (soprattutto Ariza) ed essere quelle essenziali armi tattiche sui cambi difensivi. Tutte queste caratteristiche non rientrano nel bagaglio di Carmelo Anthony e questo potrebbe essere un problema.

Anthony e il suo amore per il palloneGetty Images

NBA: come sfruttarlo in attacco

Per una stella NBA è difficile riadattarsi a un ruolo da comprimario o addirittura da sparring partner, ma spesso è l’unico modo per allungare la carriera. Melo non ha mai accettato questo stato delle cose neanche al cospetto di stelle come Paul George e Russell Westbrook, ma soprattutto non ha mai voluto scendere a compromessi con se stesso e capire che il suo gioco di dieci anni fa non ha più la stessa efficacia oggi. Oltre a questo c’è la sua endemica difficoltà a difendere, piegare le gambe e sacrificarsi per la causa.

Ora a Houston ha un’altra occasione per redimersi, mettersi a disposizione dei due senatori Harden e Paul, provando a essere utile a una squadra da titolo, anche se sembra difficile trovare offensivamente un senso alla sua presenza. Con una coppia come George e Westbrook non ha saputo accogliere il ruolo di catch and shooter, ma Harden e Paul sono ancor più accentratori dei suoi ex compagni, infatti Ariza toccava la palla il 7.4% delle volte, ovvero la metà del 13.4% di Melo ai Thunder. Il miglior modo per utilizzarlo offensivamente potrebbe essere sfruttando i mismatch in post basso o medio contro un piccolo, dove ancora può far valere la sua taglia, sebbene non sia più efficace come una volta.

Harden e Paul i leader dei RocketsGetty Images

Come nasconderlo in difesa

Il vero lodo rimane nella metà campo difensiva, dove Melo non è mai stato annoverato tra i mastini NBA. Sebbene nella scorsa stagione abbia comunque prodotto cifre degne nella marcatura dei piccoli sul cambio (+ 0.6 su 100 possessi), questo è diventato un vero disastro nei momenti in cui il piccolo risultava essere esplosivo e ricco di armi in faretra come ad esempio Donovan Mitchell nei playoffs, che ha portato un irreale 136 di offensive rating nei matchup contro di lui. Sui pick and roll predilige il cambio alla lotta sui blocchi e questo condizionerà il sistema difenso di Bzdelik, ma ci sarà anche da definire il suo perché potrebbe avere senso solo da ala forte, posizione che Ariza ha coperto per solo 181 minuti sui 2269, mentre Mbah a Moute per 515 su 1564. Anthony, di contro, ha giocato da tre solo 250 dei 2501 minuti in campo nella scorsa stagione e questo complica un po’ le tendenze e la composizione dei quintetti per D’Antoni.

È possibile che quindi Tucker continuerà ad occupare molti minuti da 4 con Anthony ad alternarsi, lasciando i minuti da tre alla ditta Green - Carter-Williams - Ennis, per relegare Ryan Anderson a coprire i pochi buchi in centro di Capela. Le alchimie sono delicate, le perdite sul perimetro importanti e per i Rockets potrebbe essere ancora più difficile andare a contrastare i Warriors per il titolo dell’ovest.

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