Il mito del Cavallino rampante: 30 anni fa moriva Enzo Ferrari

30 anni fa moriva Enzo Ferrari, ma il mito continua a vivere. Sebastian Vettel: "Il suo spirito è presente a Maranello".

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Il 14 agosto 1988 Enzo Ferrari passava dalla realtà al mito. A trent'anni di distanza il suo spirito aleggia sulla casa di Maranello, sul mondo intero delle quattro ruote, con la sua biografia di eroe passato dall'essere rifiutato in giovane età come dipendente FIAT all'essere il padre della casa automobilistica più famosa del pianeta. Una storia iniziata come giovane squattrinato e collaudatore di telai, passando per la carriera di guidatore provetto, poi l'approdo in Alfa Romeo fino alla fondazione nel 1929 della Scuderia Ferrari.

Enzo Ferrari ha attraversato la crisi economica del 1933, la II Guerra Mondiale, prima di raccogliere i primi successi in Formula 1 negli ani '50, il primo titolo nel 1952 ad opera di Alberto Ascari. Fu l'incontro e l'amicizia con Adolfo Orsi, proprietario della Maserati, e soprattutto con Vittorio Stanguellini, a trasformare il pilota e direttore di una scuderia sportiva in uno dei più grandi industriali di tutti i tempi, tracciando un percorso che continua a fare storia negli annali dell'automobilismo e dell'economia. Era chiamato il “Drake”, una specie di mostro di bravura nel realizzare imprese straordinarie. Alias  il “Commendatore”, non solo perchè nel 1927 gli fu riconosciuto il titolo di Commendatore, ma i meccanici modenesi lo chiamavano in dialetto “Cumandator”, quasi a far derivare il soprannome dalla parola “comando”.

Ma per farsi un'idea di chi fosse davvero Enzo Ferrari bisogna affacciarsi alla finestra della sua vita privata, lunga e tormentata, costellata di soddisfazioni ma anche di dolori. Nel 1923 sposa Laura Garello, conosciuta alla stazione di Torino mentre deluso stava per lasciare la città che gli aveva chiuso le porte del suo primo lavoro. Subito il matrimonio non si rivela rose e fiori, nove anni dopo nasce suo figlio Dino, ma nel frattempo intesse un'altra relazione sentimentale con Lina Lardi, dalla quale nasce, il 22 maggio 1945, un altro figlio, Piero Lardi. Suo foglio Dino è affetto da distrofia muscolare e muore a soli 24 anni, un dolore immenso che si trascinerà per tutta la vita.

FerrariGetty

Enzo Ferrari ricordato da Vettel e suo figlio Piero

Conosce Fiamma Breschi due anni dopo e continuerà a frequentarla per tutta la vita. Fino al drammatico 1988: nel mese di giugno papa Giovanni Paolo II si recò in visita agli stabilimenti di Maranello per incontrarlo, ma era già sulla via del tramonto e i due ebbero solo un colloquio telefonico, con grande tristezza di Ferrari che da tempo sognava di stringerli la mano. Il 14 agosto, all'età di 90 anni, il 'Drake' si spense e la notizia fu divulgata solo dopo le esequie, dopo essere stato tumulato nel cimitero di San Cataldo, a Modena, accanto alla tomba del figlio Dino.

Il mito di Enzo Ferrari obbliga a spingere sull'acceleratore, ad onorare il cavallino rampante, a sognare quel volante che rappresenta la storia del Circus. Sebastian Vettel ha commemorato il patron di Maranello ricordandolo come un personaggio epico mai incontrato, ma di cui avverte la presenza ogni volta che varca la soglia del box o della fabbrica. 

Dal primo giorno in cui sono entrato in Ferrari, alla fine del 2014, ho sentito che lo spirito del fondatore, lo spirito di Enzo Ferrari, era presente ovunque a Maranello - ha detto a 'La Stampa -. Io sono nato nel 1987, solo un anno prima della morte di Ferrari, per cui naturalmente non ho mai potuto conoscerlo di persona, e oggi posso solo immaginare come sarebbe stato il nostro incontro. Ma so che avrei davvero voluto conoscerlo, perché secondo me era una persona speciale, un uomo con una visione: e questa visione è ancora presente oggi nell’azienda e nella Scuderia che lui ha fondato. La gente che lavora qui, indipendentemente dal ruolo che svolge, sente questa presenza e lavora con più passione... La Ferrari è un mito, e i volanti Ferrari in Formula 1 sono solo due, per cui considero un privilegio e un onore essere un pilota titolare della Scuderia.

A ricordare Enzo Ferrari non poteva mancare suo figlio Piero:

A trent'anni dalla scomparsa di mio padre - ha detto il figlio Piero - sono orgoglioso di vedere quanto affetto c'è ancora nei suoi confronti e sono sicuro che sarebbe particolarmente contento di vedere tanti giovani che lo ricordano e seguono con passione la Ferrari. Quella di oggi è una Ferrari sicuramente diversa, ma che a lui sarebbe piaciuta perché ha gli stessi valori e guarda, come sempre ha fatto lui, al futuro.

Luca Cordero di Montezemolo ha conosciuto molto bene Enzo Ferrari, da cui ha ereditato direttamente la presidenza dell'azienda protrattasi per 23 lunghi stagioni, fino all'ultima era Marchionne.

Mi ricordo quando nel 1975 quando a Monza abbiamo vinto dopo dodici anni il mondiale con Lauda, io come giovane direttore sportivo gli telefonai dopo la gara e lo sentii per la prima volta commosso, quasi in lacrime, al telefono. E questo dimostra l'attaccamento la passione che aveva per la sua azienda e per i suoi uomini. Quando ho preso il suo posto nel '91 - ha raccontato al Tg5 - e per 23 anni ho ricoperto quel ruolo, ogni volta che vincevamo, e abbiamo vinto 14 titoli mondiali, ho sempre pensato fosse un modo per restituire a lui la fiducia che mi diede quando ero giovanissimo. Ho sempre pensato che sarebbe stato orgoglioso di quello che avevamo fatto.

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