Premier League: chi sono i proprietari dei 20 club inglesi?

Delle squadre che partecipano alla Premier League, soltanto sei sono di proprietà di un imprenditore inglese. Buona rappresentanza degli Stati Uniti, poi Russia e Cina.

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Il fascino e lo charme, da sempre, caratterizzano il popolo inglese. La passione per il calcio e lo spettacolo della Premier League non sono da meno. E anche se con il passare degli anni imprenditori locali hanno dovuto cedere a magnati provenienti da Stati Uniti, Russia e Cina, i valori e lo stile sono rimasti intatti all'interno e all'esterno degli stadi. Colori e suoni che ci riportano alla memoria battaglie calcistiche rimaste nella storia di questo romantico sport.

Un'atmosfera che si respira solo in Inghilterra. Anche se le cose - com'è inevitabile che sia - stanno cambiando pure in Premier League. La poesia e la voglia di vedere la propria squadra uscire con la maglia sudata, non importa quale sia il risultato, si sta man mano spegnendo. Siamo nell'epoca del 'businness football', bisogna vincere per arricchirsi e continuare a crescere. Dove il pesce grande mangia quello piccolo.

Per dirla con le parole di Nick Hornby: il calcio, com'è noto, è il gioco del popolo, e come tale cade nelle grinfie di tutta quella gente che non è, insomma, il popolo. Con le dovute eccezioni. Tra i proprietari dei 20 club di Premier League ce n'è veramente per tutti i gusti: dal self-made man al giocatore di poker che si è arricchito con le scommesse. Dal presidente cresciuto a 300 metri dallo stadio della squadra del cuore a quello che colleziona Picasso sul suo yacht di 70 metri.

I proprietari dei club di Premier Laegue

Arsenal, Stan Kroenke

Così come per la maggior parte dei club inglesi, anche per l'Arsenal va fatta un'importante distinzione tra presidente e proprietario. Tra chi riveste un ruolo meramente istituzionale e chi detiene il controllo delle quote societarie. Da una parte abbiamo il banchiere Chips Keswick, ma la figura più importante è quella di Stan Kroenke, azionista di maggioranza. L'imprenditore statunitense, che attualmente possiede il 67% del club, ha fatto un'offerta per rilevarlo completamente. Decisiva sarà la risposta di Alisher Usmanov, magnate russo di origini uzbeke che detiene il 30% delle azioni.

Stan Kroenke, ArsenalGetty Images
Stan Kroenke (71 anni), Stati Uniti

Bournemouth, Maxim Demin

Un imprenditore russo che sceglie di investire il proprio denaro in una squadra di Premier League. Ha un qualcosa di familiare. Ma in questo caso stiamo parlando di Maxim Demin, diventato proprietario del Bournemouth nella stagione 2010/2011. I suoi interessi nel Regno Unito però affondano le radici nel 2005: entrambe le società petrolchimiche che gestisce sono state costruite in quell'anno. Si occupa della vendita di combustibili, metalli e prodotti chimici industriali. Il suo patrimonio stimato supera i 100 milioni di sterline e a beneficiarne sono state anche le Cherries. La presidenza del club è affidata all'uomo d'affari Jeff Mostyn.

Maxim Demin, BournemouthGetty Images
Maxim Demin (49 anni), Russia

Brighton, Tony Bloom

Una storia che meriterebbe una trasposizione cinematografica. Noi, il suo film, lo andremmo a vedere sicuramente. Il presidente e proprietario del Brighton si chiama Tony Bloom. Alla maggior parte di voi potrebbe lasciare indifferente questa notizia, ma in Gran Bretagna il suo nome è leggenda. Si tratta di un giocatore di poker che ha creato la sua fortuna con le scommesse. La sua bravura è aver trasformato ogni cosa in oro. E il club che ha acquistato nel 2009 non fa eccezione: grazie a lui il Brighton è tornato in Premier League a distanza di 34 anni.

Tony Bloom, BrightonGetty Images
Tony Bloom (48 anni), Inghilterra

Burnley, Mike Garlick

Una specie in via d'estinzione il presidente del Burnley. Nato a 300 metri da Turf Moor (lo stadio che ospita le partite casalinghe del club), Mike Garlick è la perfetta fusione tra l'imprenditore e il tifoso. Il suo businness è una società di consulenza e di reclutamento che lui stesso ha fondato nel lontano 1989. E il suo Burnley rappresenta una vera mosca bianca per la Premier League: uno dei cinque club ad avere una proprietà inglese ed è l'unico insieme al Crystal Palace a reggersi sul binomio presidente-manager altrettanto inglesi.

Mike Garlick, BurnleyGetty Images
Mike Garlick (54 anni), Inghilterra

Cardiff City, Vincent Tan

Tutti hanno bisogno di un hobby. Quello del presidente Vincent Tan riguarda le squadre di calcio. O meglio, la collezione di esse. Ne possiede ben 4, una cifra irrisoria se confrontata agli 11 figli concepiti, ma questo è un altro discorso. Il magnate malese, patrimonio stimato 1.2 miliardi di euro, oltre al Cardiff possiede quote di minoranza del Los Angeles FC, il Sarajevo e il KV Kortrijkt (massima serie belga). Non è stato facile il suo impatto nel 2010 con i tifosi gallesi: appena arrivato decise di cambiare i colori sociali da blu in rosso - suo colore preferito - ma la guerra civile che rischiò di provocare gli fece cambiare idea. Il presidente del club è il turco, naturalizzato inglese, Mehmet Dalman.

Vincent Tan, Cardiff CityGetty Images
Vincent Tan (66 anni), Malesia

Chelsea, Roman Abramovich

Eccoci giunti a qualcuno che non ha bisogno di presentazioni. È stato il pioniere tra i proprietari della Premier League, il primo a porta moneta sonante dall'estero e riscuotere successi. Petrolio, gas, metalli. Se si volesse riassumere la fortuna di Abramovich in tre parole basterebbero queste. Lui che ha chiesto e ricevuto la cittadinanza israeliana. Dopo aver vissuto per molto tempo a Londra, non gli è stato rinnovato il visto di lavoro. Ha così sfruttato le sue origini ebraiche per fare ritorno in Isreale. In questo modo potrà entrare nel Regno Unito per brevi periodi senza bisogno di permessi speciali. Il presidente della squadra è Bruce Buck: imprenditore e avvocato statunitense che si occupò dell'acquisizione di tutte le azioni del Chelsea Villace plc (quotato alla Borsa di Londra per un valore di 140 milioni di sterline) da parte della società petroliera Sibneft, di cui Abramovich era proprietario.

Roman Abramovich, ChelseaGetty Images
Roman Abramovich (51 anni), Russia

Crystal Palace, Steve Parish

Tipo istrionico Steve Parish. Non si può dire che ami restare lontano dalle luci dei riflettori, anzi. La sua possibile partecipazione alla serie televisiva 'Dragons' Den' nel 2017 rivela tutto il contrario. Un proposito che dovette abbandonare per i troppi impegni lavorativi. Il suo primo lavoro riguardava la computer grafica: con il passare del tempo aumentò la sua ingerenza fino ad assumere il controllo del gruppo. L'acquisizione del Crystal Palace avvenne nel 2010. Da quel momento Parish, dopo aver riportato la squadra in Premier League, ha promesso ai tifosi di voler costruire un nuovo stadio da 40mila posti. Eppure il progetto è rimasto su carta, con la squadra che continua a giocare a Selhurst Park, sud di Londra.

Steve Parish, Crystal PalaceGetty Images
Steve Parish (53 anni), Inghilterra

Everton, Farhad Moshiri

C'è anche una rappresentanza dell'Iran tra i proprietari di club in Premier League. Nel 2016 l'Everton è stato acquisito dall'imprenditore Farhad Moshiri, con passaporto iraniano-inglese, ha quote e percentuali di varie acciaierie e compagnie in Inghilterra e Russia. Eppure il suo interesse per il calcio risale al 2007, quando insieme al socio Alisher Usmanov, acquistò il 14% dell'Arsenal, fino ad arrivare al 30%. Entrambi speravano di ottenere la maggioranza dei Gunners, ma si sono dovuti arrendere di fronte alla forza dello statunitense Stan Kroenke. A quattro anni di distanza dall'ultimo tentativo, Moshiri ha deciso di virare sull'Everton, investendo una cifra superiore alle 200 milioni di sterline, che gli hanno garantito il 49,9% del club, rilevato dalle mani dell'ex proprietario, Bill Kenwright. Molto contestato dai tifosi e che aveva acquistato il club nel 1999 per 20 milioni di sterline. Kenwright è rimasto comunque in carica come presidente.

Farhad Moshiri, EvertonGetty Images
Farhad Moshiri (63 anni), Iran

Fulham, Shahid Khan

Da una proprietà egiziana a una pakistana. Chissà cosa penseranno i tifosi del Fulham, freschi di promozione in Premier League dopo anni molto difficili. Il merito va principalmente a Shahid Khan imprenditore pakistano, trasferitosi da giovane negli Stati Uniti per studiare prima e lavorare poi. Dopo aver acquistato la società dal suo vecchio datore di lavoro, diventa fornitore unico della Toyota. Gli affari vanno bene, il suo patrimonio arriva a superare i due miliardi di dollari. E prima di comprare il Fulham per una cifra tra i 150 e i 200 milioni di dollari nel 2013, fa pratica con la NFL: alla fine del 2011 acquista i Jacksonville Jaguars, squadra professionistica di football americano, diventando il primo proprietario appartenente a una minoranza etnica a possedere una squadra della lega.

Shahid Khan, FulhamGetty Images
Shahid Khan (68 anni), Pakistan

Huddesfield Town, Dean Hoyle

C'è spazio anche per l'uomo che si è fatto dal niente in questa Premier League. Si tratta di Dean Hoyle: lui e sua moglie nel 1997 fondarono la Card Factory, catena di biglietti d'auguri e articoli per negozi di souvenir, nel retro di un furgone. A distanza di 12 anni hanno aperto più di 500 negozi dando lavoro a 5mila persone. Hoyle si è così trasformato da semplice tifoso a proprietario dell'Huddersfield, portandolo a una storica promozione in Premier League al termine della stagione 2016/2017. In una classifica stilata nelle ultime settimane, la famiglia Hoyle è stata inserita nell'elenco delle più ricche dello Yorkshire (290 milioni di patrimonio).

Dean Hoyle, Huddersfield TownGetty Images
Dean Hoyle (51 anni), Inghilterra

Leicester City, Vichai Srivaddhanaprabha

Thailandese con origini cinesi. Il suo volto in Gran Bretagna - insieme a quello di Claudio Ranieri - è associato alla vittoria della Premier League da parte del Leicester nel 2015/2016. Vichai Raksriaksorn (cognome poi modificato in Srivaddhanaprabha, conferitogli a mo' di onorificenza dal Re di Tailandia), deve la sua fortuna al King Power Group, di cui è fondatore. Gruppo leader della gestione di negozi duty free negli aeroporti che nel 2010 gli ha consentito di capeggiare la cordata di imprenditori thailandesi che ha rilevato il Leicester un anno più tardi.

Vichai Srivaddhanaprabha, LeicesterGetty Images
Vichai Srivaddhanaprabha (61 anni), Thailandia

Liverpool, John William Henry

È finita l'era del calcio gestito da gentiluomini interessati esclusivamente ai risultati sportivi. Questa è la generazione del businness e non è un caso che gli americani abbiamo colto al volo l'occasione per cercare di incrementare gli affari grazie allo sport. Il caso di John William Henry non fa eccezione. La sua società di gestione degli investimenti è stata il trampolino per insediarsi nelle più importanti realtà sportive: dai Boston Red Sox (2002) al Liverpool (2010), passando per la Nascar (2007). Tutto merito della Fenway Sports Group, compagnia di investimenti nel mondo dello sport, fondata sempre da Henry e con presidente Tom Werner, che ricopre lo stesso ruolo anche nel Liverpool.

John Henry, LiverpoolGetty Images
John Henry (68 anni), Stati Uniti

Manchester City, Mansour bin Zayd Al Nahyan

Con un patrimonio di 19 miliardi di euro, ecco a voi il proprietario di una squadra di calcio più ricco del mondo. Tutti voi conoscete Mansour bin Zayd Al Nahyan, o più semplicemente lo Sceicco Mansour. Ma chi è e come ha creato il suo impero? Innanzitutto è il figlio del presidente degli Emirati Arabi Uniti dal 1971 al 2004, nonché fratellastro dell'attuale presidente in carica. In Patria ricopre il ruolo di ministro per gli affari presidenziali, ma i suoi interessi sono rivolti alla International Petroleum Investment Company, l'azienda che lo ha reso così ricco. L'ingresso nel mondo del calcio è avvenuto nel 2008, con la sua Abu Dhabi United Group ha acquistato per quasi 240 milioni di euro il Manchester City. Acquisti da capogiri e successi in Inghilterra, fino ad arrivare a Guardiola. Non contento nel 2013 si è reso protagonista della creazione di una seconda squadra di calcio a New York, portando campioni del calibro di Villa, Lampard e Pirlo. Ma non finisce qui, Mansour possiede altre due società di calcio: il Melbourne City F.C. e l'Al-Jazira SCC.

Mansur bin Zayd Al Nahyan, Manchester CityGetty Images
Mansur bin Zayd Al Nahyan (48 anni), Emirati Arabi Uniti

Manchester United, famiglia Glazer

È dal 2005 che la proprietà del Manchester United è nelle mani della famiglia Glazer. Il membro più importante è stato Malcolm Glazer, presidente della First Allied Corporation, una holding-company con interessi in tutto il mondo. Tredici anni fa l'imprenditore statunitense è riuscito nella scalata al club, rilevandolo per la cifra di 1,47 miliardi di dollari. Una spesa che comportò nel giro di pochi anni un indebitamento di 800 milioni: la situazione degenerò nel 2010 quando i tifosi dello United misero in piedi una mega protesta nei confronti della dirigenza e del proprio presidente. Nonostante i risultati sportivi e i ricavi più alti di sempre (da 250 a oltre 500 milioni), i Red Devils hanno passato dei brutti momenti dal punto di vista economico. Dopo la morte di Malcolm Glazer nel 2014, la gestione del club è passata nelle mani di Joel e Avram.

Famiglia Glazer, Manchester UnitedGetty Images
Famiglia Glazer, Stati Uniti

Newcastle, Mike Ashley

Il Newcastle è in vendita. Dopo 10 anni di presidenza, Mike Ashley ha deciso di cedere il club: non ha più la forza economica - a detta sua - per reggere il passo delle big inglesi. L'imprenditore inglese ha creato il suo impero nel 1982 grazie a Sports Direct, divenuta la più grande società rivenditrice di articoli sportivi presente nel Regno Unito. Nel 2007 la St. James Holdings Limited, anch'essa società di Ashley, ha pagato 134 milioni di sterline per l'acquisizione del Newcastle. La scorsa estate però è arrivata la decisione di lasciare. Al momento non sono arrivate offerte ufficiali per la compravendita del club, la speranza dei tifosi è che tra i consorzi asiatici ci sia qualcuno interessato ad acquistare. In passato i bookmakers avevano parlato anche di Mark Zuckerberg (presidente e ad di Facebook) e Vince McMahon (presidente e CEO della WWE) come possibili successori.

Mike Ashley, NewcastleGetty Images
Mike Ashley (53 anni), Inghilterra

Southampton, Gao Jisheng

Il Southampton è il terzo club di Premier League a finire nelle mani cinesi. Dopo il Wolverhampton, anche i Saints hanno una proprietà che farà capo a Pechino. Merito dell'entrata in scena di Gao Jisheng, che nell'agosto del 2017 ha comprato l'80% delle azioni del club, succedendo all'ex azionista di maggioranza, la svizzera Katharina Liebherr (rimasta con una parte di quote in società). La Lander Sports Development (società di infrastrutture sportive che ha la propria base nella provincia orientale dello Zhejiang), arrivato il via libera dalla Federazione, ha pagato circa 200 milioni di sterline per il controllo del Southampton. Anche se questa non è la prima impresa messa a segno nel mondo del calcio: nell’ottobre del 2015 la società di Gao Jisheng ha firmato una partnership di 10 anni con l’Hangzhou Sports Development Group per ricostruire la rappresentativa femminile nella capitale dello Zhejiang.

Gao Jisheng, SouthamptonGetty Images
Gao Jisheng (66 anni), Cina

Tottenham, Joe Lewis

Un proprietario del tutto fuori dal comune Joseph 'Joe' Lewis. L'81enne è a capo della compagnia di investimenti ENIC Group, specializzata nei settori delle comunicazioni e dello sport, che nel 2001 rilevò il Tottenham da Alan Sugar. Attualmente il colosso gestito da Lewis controlla l'85.55% delle quote del club. Compagno di affari - da sempre - Daniel Levy, diventato presidente degli Spurs al termine dell'acquisizione. In 17 anni il duo Lewis-Levy ha riportato il Tottenham nelle zone alte della classifica e, non contento, ha realizzato un nuovo stadio di proprietà. Abbattuto White Hart Lane, si è costruito un impianto avveniristico da 60mila posti che ospiterà anche eventi di football americano. Ma ad affascinarci maggiormente è la vita condotta dal proprietario del club: possiede uno yacht di sei piani, lungo 70 metri (valore di 150 milioni), dove vive 9 mesi l'anno. Attraccato alle Bahamas, dove conserva quadri di Picasso e Matisse in una collezione d’arte valutata un miliardo di dollari. Secondo Forbes si tratta del 248esimo uomo più ricco della terra con un patrimonio stimato di 4.2 miliardi.

Joe Lewis, TottenhamGetty Images
Joe Lewis (81 anni), Inghilterra

Watford, famiglia Pozzo

Lo chiamano 'Modello Pozzo', ma negli ultimi tempi non sta dando i frutti sperati. Né in campo, né tantomeno fuori. Dopo la cessione del Granada al gruppo cinese Desports, gli imprenditori friulani sono rimasti a capo dell'Udinese (dal 1986) e del Watford (dal 2012). Anche se la EFL (English Football League) ha cercato di fare chiarezza sul processo di acquisizione del club inglese. Sotto la lente d'ingrandimento della federazione inglese sarebbe finita la documentazione che ha portato Gino, figlio di Giampaolo, al vertice della società di Premier League. L'accusa sollevata da un'inchiesta del Telegraph riguarda la presunta falsificazione di un documento per ovviare la burocrazia e poter rinforzare la rosa in maggior misura e con tutto il tempo necessario. I fatti risalgono a due stagioni fa e hanno portato alla sospensione a tempo indeterminato dell'allora presidente, Raffaele Riva. Mentre negli ultimi mesi i continui legami con l'Udinese hanno tracciato ombre lunghe su entrambi i club, nonostante i Pozzo abbiano sempre respinto le accuse con decisione.

Famiglia Pozzo, WatfordGetty Images
Famiglia Pozzo, Italia

Wast Ham United, David Sullivan

L’amore per il calcio ha una casa. Dopo 16 anni e mezzo alla guida del Birmingham, nel 2010 David Sullivan è riuscito nel suo intento: diventare proprietario del West Ham. Un investimento da 120 milioni di euro che gli ha garantito (insieme al compagno in affari Gold) il 50% delle quote del club, battendo - tra gli altri - la concorrenza di Massimo Cellino. Una passione per gli Hammers che trova continue conferme: due anni fa Sullivan ha rifiutato un’offerta da 650 milioni di sterline per il suo West Ham. E più volte ha ribadito: “Vendo solo al re dell’Arabia Saudita”. What else?

David Sullivan, West HamGetty Images
David Sullivan (69 anni), Galles

Wolverhampton, Guo Guanchang

Ci sarà un motivo per cui si chiamano scatole cinesi. Questa storia ha due protagonisti: il magnate Guo Guanchang (fondatore del conglomerato Fosun) e Jorge Mendes (creatore della Gestifute, di cui Guanchang possiede il 20%). E già questo ci dà la dimensione del rapporto che intercorra tra i due. Ora con l'orologio torniamo al 2016, quando il Wolverhampton viene acquistato per 45 milioni di sterline proprio dalla Fosun: nonostante gli scarsi risultati sportivi degli ultimi anni, Mendes consiglia al socio cinese di chiudere l'affare. La società a questo punto passa dalle mani di Steve Morgan, che nel 2007 aveva comprato il club alla cifra simbolica di 10 sterline, a quelle di Guanchang. Indovinate a chi tocca il compito di rinforzare la rosa? Esatto. In poco tempo il Wolverhampton si riempie di calciatori portoghesi: Hélder Costa, Diogo Jota, Ivan Cavaleiro, Roderick Miranda e Rúben Neves, tutti gestiti dalla Gestifute. Sei giocatori tutti nella stessa squadra, si tratta di un record. E dopo aver fatto fuori tre allenatori di fila in pochi mesi (Kenny Jackett, Walter Zenga e Paul Lambert), anche la panchina diventa lusitana. Le redini sono affidate all'ex portiere Nuno Espirito Santo, fedelissimo di Mendes, grazie al quale ha maturato una notevole esperienza: è stato il tecnico di Rio Ave, Valencia, Porto e infine Wolverhampton.

Guo Guangchang, WolverhamptonGetty Images
Guo Guangchang (51 anni), Cina

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