Europei: Rachik di bronzo, Italia tre volte sul podio nella maratona

L’Italia è salita tre volte sul podio nelle gare di maratona disputate nella mattinata dell’ultima giornata di gare agli Europei di Berlino.

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Il venticinquenne bergamasco Yassine Rachik ha conquistato uno splendido e inatteso bronzo nella gara maschile individuale con il record personale di 2h12’09” trascinando il team azzurro al successo nella classifica a squadre grazie al quinto posto di Eyob Faniel in 2h12’43” e al dodicesimo di Stefano La Rosa in 2h15’57”. Rachik ha preceduto di 13 secondi lo spagnolo Javier Guerra.

Il belga Koen Naert si è aggiudicato la medaglia d’oro individuale a sorpresa in 2h09’51” precedendo lo svizzero di origini eritree Abraham Tadesse, che ha festeggiato il suo trentaseiesimo compleanno con la medaglia d’argento in 2h11’24”.

L’Italia è salita sul gradino più alto del podio a squadre per la quarta volta dopo le affermazioni del 1981, del 1998 e del 2006. Gli azzurri hanno preceduto la Spagna e l’Austria. Yassine Rachik:

Ci credevamo. Era veramente un sogno e sono riuscito a realizzarlo. Ho fatto una gara molto coraggiosa, cercando di spingere fino alla fine. Nonostante il caldo siamo riusciti a dare il massimo in una sfida uomo contro uomo, e a portare questa doppia medaglia che per me vale davvero tanto. Ho sperato nell’oro ad un certo punto, ma non era per niente facile. 

Il vincitore Koen Naert ha stabilito il record dei Campionati con 2h09’51” correndo la seconda parte più velocemente rispetto alla prima (1h05’54” nella prima parte e 1h03’57” nella seconda parte). Naert si era classificato ottavo all’ultima maratona di New York nello scorso Novembre e ha un personale di 2h10’16” stabilito a Rotterdam lo scorso anno. La gara si è decisa al 33 km quando Naert ha piazzato l’allungo decisivo staccando gli inseguitori Abraham e Rachik di 50 secondi. Il belga ha preso un vantaggio di 1 minuto e 18 secondi su Abraham (campione europeo di mezza maratona ad Amsterdam e quinto all’ultima maratona di New York) transitando in 2h03’13 al 40 km. Rachik è passato al 40 km in 2h04’53 con 21 secondi di vantaggio su Guerra. Koen Naert:

Incredibile. Non ho ancora realizzato la portata del mio risultato. Ho aspettato fino al momento giusto per lanciare il mio attacco. Mi sono sentito particolarmente forte oggi

Le donne sono salite sul secondo gradino del podio nella gara a squadre grazie al sesto posto di Sara Dossena con il record personale di 2h27’53”, all’ottavo della pediatra valdostana Catherine Bertone (2h30’06”) e del quattordicesimo di Fatna Maraoui (2h34’48”). Il successo a squadre è andato alla Bielorussia, mentre la Spagna si è aggiudicata il terzo posto. La bielorussa Volha Mazouronak ha conquistato il successo individuale in volata in 2h26’22” precedendo la francese Clemence Calvin (al debutto in maratona) di sei secondi. La ceca Eva Vrabcova Nyvltova ha completato il podio tagliando il traguardo situato nella centralissima Breitscheidplatz in 2h26’31”. Da sottolineare la bella prova della triatleta bergamasca Sara Dossena, che ha stabilito l’undicesima migliore prestazione italiana di sempre alla seconda maratona in carriera dopo il brillante sesto posto all’ultima maratona di New York in 2h29’39”. Sara Dossena:

Non posso dire di essere del tutto contenta perché la medaglia era poco distante. Ho un po’ di rammarico. Nonostante sia molto critica con me stessa sono soddisfatta perché ho fatto un ottimo tempo.

Mazouronak, quinta classificata alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, ha fatto l’andatura a metà gara guidando il gruppo di testa comprendente nove atlete, comprese le azzurre Dossena e Bertone. Le tre medagliate hanno staccato le avversarie al 25 km. Dopo aver perso del sangue dal naso nelle fasi iniziali della gara, la bielorussa ha piazzato l’accelerazione decisiva intorno al 30 km che ha ridotto il gruppo di testa a quattro atlete (Damantsevich, Calvin e Vrabcova Nyvtlova), mentre hanno perso contatto Sara Dossena e Catherine Bertone. A due km dalla fine sono rimaste solo Mazouronak, Calvin e Vrabcova Nyvltova (tre volte partecipante alle Olimpiadi invernali nello sci di fondo). Mazouronak ha accelearato ma Calvin è riuscita a ricucire lo strappo e le due top runner hanno corso fianco a fianco fino all’ultima curva prima dello sprint decisivo della bielorussa nell’ultimo chilometro. Mazouronak è allenata da un tecnico tedesco Wolfgang Heinig.

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