Premier League 2018/2019: come giocherà il Chelsea di Maurizio Sarri

Maurizio Sarri è alla guida di una delle squadre più forti della Premier League. Riuscirà a portare il suo gioco anche al Chelsea?

Maurizio Sarri alla prova Premier League, la più difficile della sua carriera. Getty Images

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Un uomo di 59 anni, vissuto prevalentemente in provincia di Arezzo, che solo sette anni fa veniva licenziato dal Sorrento, oggi è l’uomo più atteso della Premier League 2018-2019. Maurizio Sarri arriva in Inghilterra con i dubbi di tanti. Per molti addetti ai lavori il suo gioco, che ha una fondamentale base di didattica, è difficile da far capire e mettere in pratica ad atleti multimilionari. Poi il suo inglese da vecchio bancario non è adatto per poter passare insegnamenti così sofisticati. E infine, ma voi ve lo immaginate Sarri a dover creare e mantenere bune relazioni con Abramovich e tutto il suo staff? Non è in grado.

Gli altri, pochi per la verità, sanno invece che Maurizio Sarri è cresciuto in maniera esponenziale in tutti questi anni. Non aver giocato a calcio ad alti livelli lo ha portato ad avere una inarrestabile sete di conoscenze, che nessuno sembra eguagliare. E crescendo ha scalato ogni gradino, senza saltarne nessuno. Questo retroterra così lungo e ricco ha fatto sì che l’apice della sua carriera sia arrivato adesso, con il Chelsea, dopo che per tre anni si è fatto conoscere, ammirare e ha fatto spendere parole dolcissime dai migliori allenatori d’Europa riguardo al gioco proposto con il Napoli.

I suoi dettami tattici fondamentali in Italia li conosciamo bene: 4-3-3, regista-metodista che gioca al massimo a due tocchi e cerca di innescare o le azioni sulle catene laterali o le mezzali negli half-spaces, attaccanti che creano gioco su un lato per poi ribaltare sul lato debole e trovare disordinate le difese avversarie, triangoli costanti sulle fasce per muovere il gioco e trovare superiorità numerica. Ecco quello che il Sarrismo può fare a Londra e quali sono gli uomini su cui il tecnico italiano punterà nel corso della stagione.

Maurizio Sarri ha un Chelsea perfetto per poter puntare alla vittoria della Premier League 2018-2019

Una delle cose che si sa di Maurizio Sarri è che cerca in tutti i modi di trovare un 11 titolare e di proporlo in maniera costante. Lo fa perché far conoscere e applicare in maniera naturale automatismi complessi nel gioco negli spazi e nel movimento della palla fra gli uomini, richiede una grande e approfondita conoscenza reciproca. Fare questo però porta anche ad una squadra che a fine stagione esaurisce energie, pagando questa scelta nel momento più importante dell’anno.

Il Chelsea non è il Napoli, può contare su una rosa di calciatori molto più livellata per quel che riguarda la qualità complessiva e ipotizziamo un turnover molto più strutturato rispetto a quello standard (Hamsik fuori al 60’) e praticamente nullo realizzato a Napoli. Detto questo però, la squadra titolare si affermerà molto velocemente e si partirà dalla difesa. Cortouis è un campionissimo, avrebbe di sicuro giocato anche con Sarri, e allora perché si spendono 80 milioni di euro per arrivare a Kepa Arrizabalaga? L’acquisto di Kepa dipende esclusivamente da quello che Guardiola sta facendo con il portiere brasiliano Ederson nel Manchester City.

Negli ultimi dieci anni tanti portieri sono stati scelti da grandi squadre anche per le loro qualità nel giocare con i piedi, in questo modo un portiere può fin da subito direzionare il gioco e dargli ritmo. Ma con Ederson, Guardiola ha spostato il livello molto più avanti. La difesa e il centrocampo del Manchsetser City si muovono senza avere timore nel proporre traiettorie difficili per i piedi di Ederson. Il portiere brasiliano ha una qualità così eccelsa che riesce a creare lui stesso gioco, così la squadra si ritrova subito ad avere un’opzione in più e un uomo libero nel momento fondamentale di inizio azione. Stessa cosa vuole fare Sarri con Kepa.

La difesa a 4 del Chelsea dovrebbe ricalcare la logica utilizzata nel Napoli. Ha già presenti in rosa giocatori perfetti per questa idea difensiva ed è per questo motivo che Sarri non ha richiesto rinforzi. La coppia centrale sarà formata da un regista, David Luiz, bravo nel trovare le mezzali, e un difensore di grande fisicità, Rudiger, per difendere di forza e chiudere gli spazi nei contrattacchi avversari.

I laterali rispecchiano la coppia Hysaj-Ghoulam, con un netto upgrade in qualità complessiva ed esperienza. Azpilicueta può coprire tutta la fascia ed essere molto presente soprattutto in fase difensiva, Marcos Alonso sa entrare nel campo, scambiare posizione con mezzala e attaccante esterno, anche fare regia. Se immaginiamo che i centrali di riserva, Christensen-Cahill, e i laterali (entrambi italiani) Zappacosta-Emerson Palmieri sono le copie quasi perfette dei titolari, la difesa non dovrebbe avere mai scompensi, anche con un turnover molto più massiccio rispetto a quello fatto con il Napoli.

A centrocampo la rivoluzione più importante per adattare l’intera squadra al gioco sarriano. Per accelerare le pratiche, Sarri ha chiesto e ottenuto l’uomo fondamentale per sviluppare il suo calcio, il metodista Jorginho. Già arrivando a Napoli ha voluto il suo metodista di Empoli, Valdifiori. Dopo pochi giorni di ritiro azzurro però è stato onesto e intelligente nel capire che Jorginho il suo gioco lo avrebbe sviluppato anche meglio dell’ex empolese e lo ha imposto in squadra, non impedendo poi la successiva cessione di Valdifiori.

A Londra ha replicato questa mossa, ma questa volta un simil-Jorginho non c’è, per cui l’italo-brasiliano sarà di sicuro l’uomo intorno al quale girerà l’intero gioco della squadra. Per avere Jorginho da metodista bisogna però convertire altri due uomini essenziali. Da una parte Kanté deve diventare una mezzala abile negli inserimenti negli spazi, mentre dall’altra parte uno fra Barkley, Fabregas o Kovacic deve fare quello che nel Napoli faceva Hamsik. Anche in questo gli uomini sembrano perfetti per costruire un centrocampo essenziale e ottimo anche nella fase di recupero palla, considerando che come sostituti ci sono Loftus-Cheek e Moses, calciatori che non fanno calare il rendimento delle proprie squadre, anche giocando di meno.

In attacco c’è da divertirsi. Uno come Morata, Sarri non lo ha mai avuto. Negli ultimi due anni ha avuto un grande uomo d’area, Higuain, a cui ha insegnato come meglio dialogare con le mezzali e le punte esterne, e un centravanti di movimento, Mertens, a cui invece ha insegnato a farsi trovare in verticale per puntare subito la porta. Morata mette insieme tante caratteristiche che avevano sia Higuain che Mertens, e se lo spagnolo è in forma, può fare un salto di qualità clamoroso.

Per quanto riguarda gli esterni d’attacco pensiamo che a Sarri gli venga da sorridere nel pensare che può giocare con Hazard a sinistra e Willian a destra, con Pedro prima riserva di entrambi. Se il belga e il brasiliano si affideranno al tecnico italiano potranno fare una stagione mostruosa, riuscendo anche a migliorare sotto tanti piccoli punti di vista. Fra gli altri, in Premier League può essere soprattutto l’anno di Hazard. Se è in forma e gioca come Sarri vuole, il Pallone d’oro non è un miraggio.

La scelta di prendere Sarri da parte del Chelsea non è stata quasi obbligata dalla necessità di proporre qualcosa di nuovo o di contrastare sul suo stesso campo lo strapotere del Manchester City di Guardiola. La scelta di Sarri è perfettamente ponderata sul tipo di gioco del tecnico italiano rispetto alla tipologia di calciatori in rosa in questo momento. Prendendo Sarri, il Chelsea prima di tutto in Premier League vuole dare una rispolverata a tutta la sua argenteria, sapendo che può ancora brillare in maniera accecante.

Probabile formazione titolare Chelsea 2018-2019

Chelsea 4-3-3: Kepa; Azpilicueta, Rudiger, David Luiz, Marcos Alonso; Kanté, Jorginho, Kovacic; Willian, Morata, Hazard.

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