MMA, Inside the Cage: il taglio del peso è eticamente "scorretto"?

Nell'ultimo anno la questione legata al taglio del peso è stata oggetto di pesanti critiche fuori dall'ottagono: pratica eticamente scorretta o legittima?

Darren Till taglia il peso Paddy Power

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Il taglio del peso è stato, è e resterà probabilmente il topic più evergreen del mondo degli sport da combattimento. Una pratica, quella di presentarsi sulla bilancia con un paio di chili in meno rispetto al propio peso corporeo reale, che nelle MMA ha preso una deriva veramente preoccupante nell'ultimo quinquennio. Ma cosa è il taglio del peso? In buona sostanza la stragrande maggioranza dei fighter, per rientrare nei limiti della propria divisione, devono ovviamente smaltire quei chili di troppo accumulati "off camp", ovvero fuori dal periodo di allenamento. Alcuni chili vengono smaltiti attraverso l'allenamento e la dieta, che si fanno progressivamente più duri in relazione all'avvicinamento del match.

Miesha Tate taglia il pesoBryan Caraway official Instagram
Miesha Tate giace in stato di semi-incoscienza dopo aver spinto troppo durante il taglio del peso. A prendersi cura di lei l'ex fidanzato e peso gallo UFC Bryan Caraway.

A ciò vanno poi aggiunte alcune pratiche legate al taglio dei liquidi, che vanno però affidate a specialisti del settore onde evitare di trovarsi di fronte a complicazioni di salute gravissime sia nel breve che nel medio-lungo periodo. Un punto, quest'ultimo, che divide non poco sia gli spettatori che gli addetti ai lavori del mondo delle MMA: sono stati tantissimi, infatti, gli esempi di taglio del peso esagerati e che hanno regalato immagini veramente forti al pubblico, come nel caso di Cris Cyborg, Miesha Tate e Darren Till.

Proprio quest'ultimo caso è forse quello che più di tutti ha scosso il pubblico delle grandi MMA: un taglio del peso sconvolgente, e che altro non ha fatto se non alimentare nuovamente le polemiche legate ad una regolamentazione più adeguata della suddetta pratica. Per questo, nel nuovo episodio di Inside the Cage, abbiamo deciso di approfondire l'argomento contattando tre fighter italiani con altrettante idee diverse sull'argomento.

MMA, taglio del peso: la parola ai fighter 

Pietro Penini, Stefano Paternò e Francesco Nuzzi: questi i tre atleti che si sono concessi ai microfoni di FOX Sports.it per approfondire la questione legata al weight-cut. Cominciamo con le parole di Penini, peso medio veronese che si è detto favorevole al taglio del peso ma senza eccessi.

Secondo me, come tutte le pratiche sportive, è accettabile finché viene regolamentato e non lo reputo pericoloso. Io stesso me ne sono accorto, tagliando anche un paio di chili. Se chi ti aiuta in questo percorso lo fa con cognizione di causa, e con un metodo scientifico, non si va incontro a sofferenze particolari. Discorso diverso, ovviamente, per i fai da te. Poi, ovviamente, c'è anche la componente legata ai chili: se si tagliano 2 chili uno neanche lo nota, se invece sei Darren Till e tagli 30 chili ogni volta è ovvio che il corpo se ne accorge e ti manda dei segnali quali gli svenimenti per avvisarti che quello che stai facendo è troppo. Giusto o sbagliato? Una finta questione etica. Alla maggior parte della gente piace vedere fighter che alla pesata sono 70 chili ed il giorno dopo ne pesano 10-15 in più.

Per quanto riguarda una regolamentazione diversa, con più categorie di peso come nel pugilato o comunque delle norme più ferree, Penini ha dimostrato di avere le idee chiarissime al riguardo.

Più categorie di peso come il pugilato? Sì, ma con riserva. Ad esempio Canelo e GGG si son evitati per due chili di differenza per un sacco di tempo. Giusto monitorare il peso con la proposta che fu avanzata da una Commissione Atletica, con un peso che non deve superare l'8% del limite di chili della categoria ad una settimana dal weigh-in. In questo modo tutti tagliarebbero lo stesso quantitativo o giù di lì, e si renderebbe la pratica meno pericolosa. Diciamo che, per quanto mi riguarda, mentalmente mi spinge e mi aiuta molto anche a concentrarmi: a livello di testa ti dedichi ancor di più a quello che stai facendo, anche perché hai fame o sete. Io non abolirei questa pratica, ma la regolamenterei perché alcuni fighter rischiano davvero troppo. Poi certo, siamo tutti adulti, e chi vuol eccedere si assume le conseguenze.

Di avviso decisamente diverso il campione pesi welter Cage Warriors Stefano Paternò, che si è sempre detto contrario al taglio del peso. Un 77 chili naturale il fighter milanese, che come Gunnar Nelson si presenta sulla bilancia col suo peso reale e senza ricorrere a pratiche da lui ritenute assolutamente scorrette.

Io penso che il taglio del peso sia un modo, ormai ritenuto accettabile, di barare. Se tu pesi, ad esempio, 77 chili, devi combattere a 77 e non a 87. Credo si tratti di un modo legalizzato di barare, è assolutamente scorretto. Inoltre molti non considerano neanche i gravissimi danni che questa pratica porta al corpo umano.

Scrivo queste parole mentre sono sul volo di ritorno da Londra. Penso a questa straordinaria avventura... Cosa mi ha portato alla vittoria? Non è stato un training camp. È stato un percorso di 22 anni (quasi 23) che è ancora solo all’inizio. È stato prima di tutto essere cresciuto con una famiglia fantastica che nonostante le difficoltà, tipiche di ogni famiglia, mi ha trasmesso i valori più importanti nella vita di un uomo. Ho sempre avuto amici fantastici e, cosa molto importante, con la testa a posto (più o meno... 😅). A poco meno di 15 anni incontrai (quasi per caso!) il luogo che sarebbe poi diventato la mia seconda casa. Non sto parlando di quattro mura. Ma di @garciaamadori e dell’ambiente sano e positivo che ha costruito negli anni con la sua personalità e le bellissime persone della @mma_atletica_boxe Ho iniziato a combattere a 16 anni e ricordo ancora che in quei primi match mi ca**vo veramente sotto dalla tensione. Ma match dopo match le cose cambiavano, io diventavo sempre più confidente e crescevo. Un altro passo chiave del mio percorso è stato quando (quasi) 4 anni fa ho deciso di condividere la mia vita con una persona che ha la capacità di rendermi ogni giorno migliore. (Qua mi fermo perché se no si monta la testa 😂) A parte scherzi, la mia scelta migliore di sempre. Il mio percorso è stato poi arricchito da incontri e conoscenze che si sono rivelate fondamentali per la mia crescita. Qui voglio citare @workoutmilano dove tutt’ora lavoro, luogo d’origine di conoscenze dal valore inestimabile. @alexdandiufc e @itfmist con cui si è creato un rapporto che va oltre al solo aspetto professionale. My brother @fuckinglionel per la super sigla d’ingresso! L’amico @emanuelerigione1992 che mi mette sempre nelle condizioni migliori per affrontare allenamenti e match. Gli sponsor che hanno creduto in me @mma_addicted e @orthofanpro E per concludere con bellezza tutte le persone che il mondo delle MMA mi sta facendo conoscere e che mi sostengono nelle mie imprese! La persona che sono oggi non esisterebbe senza di Voi. Ora che sono atterrato, ho un solo pensiero: Aver rappresentato con dignità il mio paese è l’orgoglio più grande! 🇮🇹

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Taglio del peso? Nì. Questo il pensiero di Francesco Nuzzi, campione pesi gallo ICF. Il combattente pugliese ha chiarito come sia accettabile parlare di un piccolo taglio per rientrare in categoria, ma anche come siano assolutamente da evitare weight cut esagerati.

Il taglio del peso va fatto con criterio. Se si tratta di 6 o 7 chili può anche starci, di più no. D'altronde un minimo di weight cut ci deve star per forza, perché se pesi 63 chili come fai rientrare nella categoria a 60? In quel caso un po' di dieta ed un po' di sauna possono essere tollerati. I tagli del peso stile Darren Till, invece, sono assolutamente sbagliati: in quel caso non dico sia come il doping, però... oltre ad essere scorretto fa anche male. Difatti sono d'accordo con quelle promotion che stanno introducendo la seconda pesata, in cui non bisogna andar oltre il 10% del limite della propria divisione.

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