Europei di Berlino: Dina Asher Smith sotto i 22 secondi sui 200 metri

La britannica completa la doppietta dopo l'oro nei 100 metri, mentre Ingebrigtsen vola sui 5000 metri maschili.

Europei di Berlino: Dina Asher Smith Getty

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Dina Asher Smith e Jakob Ingebrigtsen si confermano come i grandi personaggi degli Europei di Berlino 2018 vincendo rispettivamente i 200 metri femminili e i 5000 metri maschili. Ottimo Gimbo Tamberi, che va vicino al podio con un bel quarto posto con 2.28 nella finale del salto in alto.

La campionessa in carica Dina Asher Smith ha completato la doppietta vincendo anche la finale dei 200 metri scendendo per la prima volta nella sua carriera sotto i 22 secondi con un formidabile 21”89, migliore prestazione mondiale dell’anno e nuovo record britannico. Già nella finale dei 100 metri di Martedì scorso la ventitreenne londinese aveva fatto registrare il tempo più veloce eguagliando il 10”85 detenuto da Marie Josée Ta Lou.

Nell’ultima giornata la laureata in storia al King’s College di Londra potrebbe andare a caccia del tris con la staffetta 4x100. Nella storia degli Europei soltanto Walasiewicz nel 1938, Sechenova nel 1946, Fanny Blankers Koen nel 1950, Vogt nel 1969, Renate Stecher nel 1971, Irena Szewinska nel 1974, Kathrin Krabbe nel 1990, Irina Privalova nel 1994, Kim Gaevert nel 2002 e Dafne Schippers nel 2014 hanno vinto 100 e 200 metri nella stessa edizione degli Europei. Due anni fa la britannica conquistò i titoli europei sui 200m e nella 4x100 ad Amsterdam.

Dafne Schippers ha vinto la medaglia d’argento con il personale stagionale di 22”14 precedendo l’altra sprinter olandese Jamile Samuel (22”37) e la svizzera Mujinga Kambundji (22”45).

Finale 200 metri femminile: Dina Asher Smith sotto i 22 secondi

Dina Asher Smith si è dimostrata ancora una volta una campionessa, abbattendo il record britannico sui 200 metri, completando una fantastica doppietta dopo la vittoria sui 100 metri dello scorso martedì.

Non riesco a credere che sono riuscita a correre sotto i 21”90. Non mi aspettavo di correre così velocemente essendo ancora stanca dopo i 100 metri. Sono orgogliosa di questo risultato. Devo essere rilassata e con un atteggiamento positivo. Ascolto la mia musica preferita. Ho imparato dall’anno scorso ai Mondiali di Londra che essere rilassata e felice aiuta ad andare veloci. Quest’anno non ho corso tanti 200 metri perché mi sono concentrata maggiormente sui 100 metri. Volevo accrescere la mia fiducia su questa distanza e ho corso in 10”85. Sono molto felice di questo risultato. In Europa ci sono molte ottime sprinter. Voglio ringraziare i fans di tutta Europa per il sostegno.

Salto in alto maschile: Tamberi quarto nella finale vinta da Przbylko

Gianmarco Tamberi ha difeso con grande onore il successo di due anni fa ad Amsterdam classificandosi al quarto posto con 2.28m nella sua quarta finale consecutiva in questa manifestazione (record stagionale incrementato di un centimetro rispetto al 2.27m di Montecarlo) e miglior misura dal 2.29m realizzato lo scorso anno nella qualificazione dei Mondiali di Londra). Gimbo ha superato 2.19m al primo tentativo, 2.24m al secondo e 2.28 sempre alla prima prova.

Il successo è andato come da previsioni al tedesco Mateusz Przybylko con il record personale eguagliato a 2.35m al termine di una gara perfetta senza errori con tutti i salti riusciti al primo tentativo. Il bielorusso Maksim Nedasekau ha vinto l’argento eguagliando il record personale di 2.33m realizzato l’anno scorso in occasione del titolo europeo juniores a Grosseto. Tamberi è stato in zona medaglia quando ha superato 2.28m al primo tentativo ma è stato superato dal russo Ilya Ivanyuk, che ha battuto il record personale alla quota di 2.31m al primo tentativo come tutte le altre misure precedenti. Dopo un tentativo sbagliato a 2.31m Tamberi ha tentato il tutto per tutto nei tentativi rimasti a sua disposizione alla quota di 2.33m ma senza successo.

Mi devo inchinare agli avversari perché i tre che sono andati sul podio hanno centrato il personale. Non mi aspettavo una gara così. Pensavo che 2.28m superato senza errori bastasse per una medaglia. Ho cercato di fare del mio meglio. Nel primo tentativo a 2.33m ero anche abbastanza vicino. Poteva valere un 2.31m ma ho provato il tutto per tutto per cercare una medaglia. Ero molto carico, la voglia di saltare mi portava via. Sono sicuro che questa sia la strada giusta per tornare in alto. Credo che avrei potuto 2.33m ma con una progressione diversa. E’ stata una gara in cui Przbylko ha realizzato un capolavoro di fronte ad un gran pubblico. Mi sono preso anch’io una bella fetta. Se guardiamo il lato positivo, sono contento di aver fatto il record stagionale con la maglia dell’Italia. Ci tengo a dare il massimo in azzurro. Mi è piaciuto il carattere che ho tirato fuori a 2.28m, ma non ambisco a questo, gli obiettivi sono altri. L’anno scorso non ne avevo più dopo i Mondiali, invece non vedo l’ora di tornare in gara, tirare fuori la cattiveria e magare fare i 2.30m. Ci ho messo davvero l’anima e ringrazio tutti quelli che mi sostengono.

5000 metri maschili: La Ingebrigtsen double; Jakob vince davanti a Henrik

La Norvegia festeggia ancora il suo giovane eroe Jakob Ingebrigtsen, che ha bissato il successo di Venerdì sui 1500 metri vincendo anche i 5000 metri con il nuovo record europeo under 20 di 13’17”06 davanti al fratello maggiore Henrik (13’18”75). Oltre a diventare il primo Millennial a vincere un titolo europeo Jakob è il primo a vincere sia i 1500m sia i 5000m nella stessa edizione. Ancora bravissimo Yeman Crippa, che dopo la medaglia di bronzo sui 10000 metri ha trovato ancora le energie per ottenere un bel quarto posto in 13’19”85 preceduto dal campione europeo dei 10000 metri Morhad Amdouni (13’19”14). L’allievo di Massimo Pegoretti è arrivato ad appena un secondo dal record personale realizzato a Palo Alto lo scorso Maggio. 

Vincere il secondo titolo europeo è il risultato del lavoro svolto in tutta la mia carriera. Abbiamo cominciato a preparare i 5000 metri subito dopo aver tagliato il traguardo nei 1500m. E’ una sensazione pazzesca vincere questa medaglia. Un risultato enorme.

Yeman Crippa:

Sono contento anche di questa gara. Per pochissimo è sfuggito il podio, forse per colpa mia. Ho fatto tante volte avanti e indietro, e mi è costato molto. Se ne avessi avuto un po’ di più, nel rettilineo finale avrei preso il francese. E’ una medaglia di legno, ma sono giovane e posso lavorarci. Torno a casa con un terzo e un quarto posto niente male, poi vedendo chi mi ha battuto sono sereno, pur sapendo che devo lavorare molto.

Staffetta 4x400 maschile: Trionfo per il Belgio dei tre fratelli Borlée

Dopo i successi della famiglia Ingebrigtsen è stato il turno della famiglia Borlée che ha compiuto l’ennesimo capolavoro vincendo il titolo della staffetta 4x400 con 2’59”47, miglior tempo mondiale dell’anno. Il quartetto belga era composto dai tre fratelli Dylan, Jonathan e Kevin Borlée e dal giovane Jonathan Sacoor, campione mondiale juniores a Tampere. Da sottolineare la straordinaria frazione da 43”91 di Kevin Borlée.

Come gli Ingebrigtsen sono allenati dal padre Gjert, anche i Borlée sono seguiti dal genitore Jacques Borlée, medaglia di bronzo sui 200 metri agli Europei Indoor di Budapest 1983. Il quartetto belga ha battuto la Gran Bretagna (Rabah Yousif, Dwayne Cowan, Matthew Hudson Smith e Martyn Rooney), argento in 3’00”36, e la Spagna (Oscar Husillos, Samuel Garcia, Lucas Bua, Bruno Hortelano), bronzo in 3’00”78. Gli azzurri Edoardo Scotti, Michele Tricca, Davide Re e Matteo Galvan si sono ben difesi classificandosi al sesto posto in 3’02”34. Una staffetta 4x100 azzurra non si qualificava per una finale europea dall’edizione 2010 quando gli azzurri si classificarono ottavi. Matteo Galvan:

Scendere sotto il muro dei 3’02” avrebbe dato un senso diverso al nostro Europeo anche perché il quarto posto era molto vicino. Questo deve essere l’inizio della strada verso le Olimpiadi di Tokyo. C’è tantissimo da lavorare, tutti insieme con lo stesso obiettivo. 

Staffetta 4x400 femminile: Polonia trionfa, Italia quinta

La Polonia ha conquistato la medaglia d’oro in 3’26”59 confermandosi grande potenza dell’atletica europea e mondiale. La neo campionessa in carica Justyna Swiety Ersetic ha trascinato le compagne Malgorzata Holub Kowalik, Iga Baumgart Witan, Patrycia Wyciszkiewicz al trionfo in 3’26”59 davanti alla Francia (Elea Mariama Diarra, Deborah Sananes, Agnes Raharolay e Floria Guey), seconda in 3’27”17) e alla Gran Bretagna (Zoey Clark, Amy Allcock, Anyika Onuora, Elidh Doyle), terza in 3’27”40. Il quartetto italiano multietnico formato da Maria Benedicta Chigbolu, Raphaela Lukudo, Ayomide Folorunso e Libania Grenot si è classificato al quinto posto in 3’28”62. Libania Grenot:

C’era l’aspettativa di difendere il bronzo di due anni fa, ma non sempre si può vincere. Abbiamo dato il 100%, non ho rimpianti. Dispiace per il podio mancato ma da qui si riparte.

Ayomide Folorunso:

Puntavamo al nostro meglio ma anche le altre non erano da meno. Sapevo che sarebbe stata tosta perché erano tutte battagliere. La sensazione è di aver forzato la prima parte rispetto al solito per prendere la corda. Abbiamo fatto tutto il possibile.

Lancio del disco femminile: Quinto oro consecutivo di Perkovic, Osakue quinta

Sandra Perkovic si è confermata la regina indiscussa del lancio del disco vincendo il quinto titolo europeo di fila della sua straordinaria carriera con un lancio da 67.62m precedendo le tre tedesche Nadine Muller (63.00m), Shanice Craft (62.46m) e Claudine Vita (61.25m). La ventiduenne piemontese Daisy Osakue si è comportata alla grande nella prima finale di alto livello in ambito internazionale chiudendo al quinto posto con 59.32m.

È stata una gara difficile. Durante la gara ho pensato a mia madre, che è sempre nervosa quando mi guarda alla televisione. Ho immaginato quanto fosse nervosa a casa nel vedere che non stavo lanciando così bene. Sono riuscita fortunatamente a migliorare e ho mostrato un sorriso alla telecamera. Improvvisamente l’ho vista tra il pubblico. E’ venuta qui a sorpresa senza dirmelo.

Daisy Osakue:

Già la finale era un sogno e ci sono entrata, poi l’obiettivo era arrivare tra le prime otto per giocarmi gli ultimi tre lanci e ce l’ho fatta ancora. Sono amareggiata soltanto per non aver realizzato il personale ma non ero lontana e sono molto contenta. Mi sono divertita troppo, qui ero in pedana con le migliori. Berlino è un trampolino di lancio. La ricorderò per sempre.

800 metri maschili: Kszczot vince il terzo titolo europeo consecutivo

Il fuoriclasse polacco Adam Kszczot si è confermato il re degli 800 metri a livello europeo vincendo il terzo titolo continentale consecutivo all’aperto in un ottimo 1’44”59 davanti allo svedese Andreas Kramer (record nazionale eguagliato con 1’45”03) e al campione del mondo francese Pierre Ambroise Bosse (1’45”30) dopo un passaggio non velocissimo ai 400 metri in 53”14. Kszczot ha nel suo palmares anche tre titoli europei indoor, l’oro mondiale indoor a Birmingham 2018 e l’argento ai Mondiali di Londra 2017. Il transalpino ha provato il tutto per tutto andando in testa a 450 metri dalla fine ma il polacco lo superato nello sprint finale a 200 metri dalla fine.

Adam Kszczot:

“Ho realizzato ciò che nessun altro aveva realizzato prima. Ho vinto tre titoli europei di fila e sono emozionato. Vincere questo titolo è stato quattro volte più difficile rispetto al successo del 2014”.   

400 metri femminili: Swiety Ersetic batte di un soffio Belibasaki

La polacca Justyna Swiety Ersetic ha battuto di quattro centesimi di secondo la sorprendente greca Maria Belbasaki in 50”41 in un bel testa a testa sul rettilineo finale. Belbasaki ha realizzato il record nazionale con 50”45. L’olandese Lisanne De Witte ha conquistato la medaglia di bronzo con il record nazionale di 50”77. Justina Swiety Ersetic:

Sono molto sorpresa. Sono diventata la seconda di sempre in Polonia ed è il primo titolo europeo per la Polonia sui 400 metri. Irena Szewinska, che è morta poche settimane fa, vinse il bronzo sui 400 metri in questa manifestazione e vincere questo titolo è stato molto emozionante per me.

Salto in lungo femminile: Mihambo vince l’oro per la Germania

La lunghista tedesca originaria di Zanzibar Malaika Mihambo ha vinto il titolo europeo con 6.75m al terzo tentativo davanti al pubblico di casa, ma all’ultimo salto ha dovuto tremare perché l’ucraina Maryna Bekh si è avvicinata pericolosamente saltando 6.73m. Shara Proctor si è aggiudicata la medaglia di bronzo con 6.70m. Ivana Spanovic ha dovuto rinunciare alla finale per un grave infortunio al tendine d’Achille subito durante la qualificazione.  

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