Europei di atletica: bronzo per Palmisano nella 20 km di marcia

L'azzurra ha bissato il risultato ottenuto ai Mondiali di Londra trovando anche il suo record staginale di 1h27'30''. Oro a Maria Perez.

Palmisano Getty

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Antonella Palmisano si è ripetuta bissando la medaglia di bronzo ai Mondiali di Londra con un altro prestigioso terzo posto nella 20 km agli Europei d Berlino di atletica con un eccellente record stagionale di 1h27’30” nella gara vinta dalla spagnola Maria Perez con il record dei campionati di 1h26’36” davanti alla giovane ceca Anezhka Drahotova (1h27’03”). E’ una medaglia che vale tantissimo perché arrivata al termine di una gara di altissimi contenuti tecnici con prestazioni di assoluto livello mondiale.

La gara della 20 km femminile è iniziata con un’ora e 50 minuti di ritardo per una fuga di gas lungo il percorso. Per questo gli organizzatori hanno fatto disputare la gara femminile in contemporanea con quella maschile in una fresca mattinata berlinese con un’alternanza di pioggia e sole.

Palmisano ha riportato l’Italia sul podio degli Europei di atletica 12 anni dopo il bronzo vinto da Elisa Rigaudo a Goteborg 2006. La marciatrice pugliese, cresciuta atleticamente con Tommaso Gentile ma seguita ora da Patrizio Parcesepe, si è fatta il miglior regalo per il ventisettesimo compleanno festeggiato lo scorso  6 Agosto alla vigilia degli Europei e per l’imminente matrimonio con il fidanzato Lorenzo Dessi (anche lui marciatore di buon livello) fissato per il prossimo Settembre.

Europei di Berlino, Palmisano bronzo nella 20 km di marcia

Antonella ha marciato come sempre con l’immancabile fiore in testa portafortuna preparato da sua mamma Maria. Per l’occasione la marciatrice azzurra ha portato un fiore rosso, giallo e nero, i colori della bandiera tedesca insieme al tricolore italiano, in onore del paese ospitante degli Europei.

Non è stata una gara facile. Nei giorni scorsi la marciatrice di Mottola aveva detto di non essere nelle stesse condizioni dell’anno scorso. Ai Mondiali a squadre non era arrivata al meglio a causa di un attacco febbrile all’arrivo a Taicang che non le aveva permesso di andare oltre il diciassettesimo posto. Nella gara degli Europei ha dovuto stringere i denti quando Drahotova ha cambiato ritmo al 15 km staccando l’azzurra e Perez di 3 secondi con un passaggio in 1h05’33”. La spagnola ha piazzato l’allungo decisivo al 16 km. Palmisano ha stretto i denti conservando un vantaggio di 29 secondi sulla lituana Virbalyte Dimsiene. 

Mi mancava velocità a questi ritmi, però dovevo rimanere lì a crederci. Sono contenta di avere avuto vicino a me tutta la mia famiglia. Lungo il percorso il pubblico non ha mai smesso di sostenerci. Abbiamo sentito il tifo in ogni punto del percorso. Senza il loro sostegno non sarebbe stato possibile arrivare a questo risultato. Sono contenta di essermi confermata. Non era facile vincere una medaglia un anno dopo, soprattutto non ero nella stessa condizione della scorsa stagione. E’ stata una gara tosta, un continuo variare su un’atleta e l’altra, non si capiva chi potesse prendere il ritmo giusto. Non ho la stessa forma di Londra perché quest’anno abbiamo cambiato un po’ di cose nei chilometri della preparazione invernale, ma era importante farlo nel 2018 in previsione dei Giochi Olimpici di Tokyo. Per me questa medaglia significa tanto. E’ la ciliegina sulla torta. Tra un mese mi sposo. Mia madre sta finendo di preparare l’abito da sposa. I preparativi mi hanno tolto qualcosa dal punto di vista atletico. All’altare non ci andrò marciando, adesso devo imparare a portare i tacchi. 

La bella giornata per l'atletica azzurra è stata completata dal bel nono posto di Valentina Trapletti con il personale migliorato di 21 secondi con 1h29’57” (primo tempo della sua carriera al di sotto delle 1h30’). La marciatrice milanese tornava a Berlino nove anni dopo aver partecipato ai Mondiali del 2009. Eleonora Giorgi, debilitata nei giorni scorsi da un’infiammazione alle vie urinarie con febbre alta, è stata squalificata quando era staccata dal gruppo delle migliori.

Ho fatto di nuovo il personale in una gara tostissima. Era estremamente fresco e le partenze sono state velocissime. Anche l’inconveniente del ritardo è stato snervante perché abbiamo dovuto ricominciare il riscaldamento e questo non ha aiutato. Sono rimasta da sola per quasi tutta la gara, speravo non accadesse. All’inizio ero con il gruppo ma il ritmo era altissimo, ho tenuto più che ho potuto. Da Berlino 2009 a Berlino 2018 ho avuto tanti infortuni. Mi era stato detto che ero un’atleta finita e invece è stato un rientro fantastico. 

La medaglia di Palmisano è l’ottava nella 20 km femminile nella storia degli Europei dopo l’oro di Annarita Sidoti e il bronzo di Ileana Salvador a Spalato 1990, l’oro e l’argento di Erica Alfridi a Budapest 1998, e dall’argento di Sidoti sui 10 km a Helsinki 1994, di Erica Alfridi a Monaco 2002 e di Elisa Rigaudo a Goteborg 2006.

20 km di marcia maschile: Stano ad un secondo dal bronzo

Nella 20 km maschile Massimo Stano ha sfiorato la medaglia di bronzo con 1h20’51” arrivando ad un solo secondo dalla medaglia di bronzo vinta dal ventenne russo Vasily Mizinov. Stano condivide le stesse origini pugliesi di Antonella Palmisano e lo stesso allenatore Patrizio Percesepe. La Spagna ha dominato la gara vincendo l’oro e l’argento con Alvaro Martin, primo in 1h20’42” con sei secondi di vantaggio su Diego Garcia. Alvaro Martin:

Durante gli ultimi 100 metri ho pensato a tutte le sfide che ho dovuto affrontare negli ultimi mesi. Voglio godermi questo momento. Mi sento come uno studente che deve prepararsi per l’esame di laurea e ha affrontato oggi l’ultimo esame.

Francesco Fortunato ha tagliato il traguardo al sedicesimo posto, mentre Giorgio Rubino non ha terminato la gara. Prima degli Europei di Berlino Stano aveva vinto i bronzi agli Europei Under 23 del 2013 a Tampere e al Mondiale a squadre di Taicang 2018 oltre al titolo italiano della 20 km in 1h20’02”. Massimo Stano:

Un secondo è lunghissimo. Questo era un test per capire se potevo recitare un ruolo da protagonista, non da spettatore. Credo che la risposta sia arrivata. Posso lottare davanti e proverò a essere sempre più avanti. E’ stata una gara stranissima perché la prima parte è stata davvero lenta. Poi c’è stato il cambio di ritmo al 12 km. mi porto a casa una medaglia di legno e il primato personale, ma anche la consapevolezza che si può stare davanti.

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