Calciomercato Milan, il nuovo corso di Leonardo "cancella" Mirabelli

In poco più di due settimane il dirigente brasiliano, nuovo responsabile del mercato per il fondo Elliott, si è liberato di Bonucci, Kalinic e André Silva, "simboli" della vecchia gestione di Yonghong Li.

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Il calciomercato Milan 2018/2019 è iniziato da poco più di due settimane, da quando cioè la proprietà del club rossonero è passata dalle mani di Yonghong Li a quelle del fondo Elliott, chiamato a tracciare un nuovo corso che tutti i tifosi del Diavolo sperano essere più fortunato e vincente di quello che lo ha preceduto.

Con il subentro del gruppo americano avvenuto il 21 luglio, pochi giorni dopo sono stati annunciati gli esoneri di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli e il subentro al loro posto, come nuovo responsabile del calciomercato Milan, del brasiliano Leonardo, già visto in rossonero come calciatore e allenatore, il quale in poco più di quindici giorni ha operato con decisione sui trasferimenti in uscita liberandosi dei maggiori simboli della scorsa campagna acquisti.

Salutato Bonucci, capitano mai apparso convinto e convincente e tornato alla Juventus in una trattativa che ha fatto parlare a lungo i media e che ha portato a Milanello Caldara e Higuain, Leonardo ha poi piazzato Kalinic all'Atletico Madrid e si è quindi disfatto - l'ufficialità dovrebbe arrivare a breve - del giovane centravanti portoghese André Silva, finito al Siviglia con la formula del prestito più diritto di riscatto a favore del club spagnolo.

André Silva, MilanGetty Images
Pagato ben 38 milioni di euro, André Silva (classe 1995) ha deluso le aspettative segnando appena 2 gol nella Serie A 2017/2018.

Calciomercato Milan, il nuovo corso di Leonardo "cancella" Mirabelli

Tre operazioni importanti dal punto di vista tecnico e finanziario e, soprattutto, un chiaro messaggio di discontinuità con un passato che non sarà mai ricordato con piacere dai tifosi rossoneri, i cui sogni estivi del 2017 sono stati frustrati da una stagione vissuta tra mediocri risultati sul campo e notizie preoccupanti dal punto di vista finanziario. 

Lo scorso calciomercato Milan aveva infatti lasciato intendere ben altre ambizioni per il club, che aveva chiuso l'era-Berlusconi passando nelle mani dell'ambizioso - e misterioso - Yonghong Li: pur circondato da un certo scetticismo, il nuovo proprietario cinese aveva dato mandato ai suoi uomini-mercato, Fassone e Mirabelli, di operare con aggressività in sede di campagna acquisti con il compito di creare immediatamente una squadra capace di competere per i più importanti trofei in Italia e in Europa. 

Erano così arrivati Conti e Kessie dall'Atalanta, Biglia dalla Lazio e poi ancora Calhanoglu, Borini, Musacchio e Rodriguez. Il vero simbolo del mercato rossonero era però diventato Leonardo Bonucci, strappato alla Juventus e investito immediatamente del ruolo di capitano di una squadra che intendeva rompere con un passato che nelle ultime stagioni aveva portato ben poche soddisfazioni. In attacco il compito di segnare sarebbe invece stato affidato al giovane talento portoghese André Silva, pagato addirittura 38 milioni di euro al Porto, e a Nikola Kalinic, reduce da due stagioni alla Fiorentina concluse sempre in doppia cifra.

Nikola KalinicGetty Images
Dopo aver inseguito molti grandi nomi, il Milan ripiegò su Nikola Kalinic, prelevato dalla Fiorentina come punta di sicuro affidamento: il croato ha invece segnato appena 6 gol in 41 apparizioni in rossonero.

In pochi si erano illusi del fatto che il Milan potesse lottare per lo Scudetto, ma era opinione diffusa che i rossoneri avrebbero finito per centrare un piazzamento in Champions League, iniziando un percorso di crescita che in pochi anni li avrebbe riportati nell'élite europea e mondiale. Niente di più sbagliato: la squadra è apparsa in difficoltà fin dall'inizio, e mentre la dirigenza mandava segnali economici preoccupanti e sempre più frequenti la stagione è proseguita nella più assoluta mediocrità, salvata solo in parte dall'arrivo di Gattuso come allenatore al posto di Montella.

Gennaro Gattuso è ancora l'allenatore del Milan e, a oggi, è l'unico vero simbolo rimasto di una proprietà, quella di Yonghong Li, che si è sciolta come neve al sole dopo appena un anno. Il più grande acquisto della scorsa campagna acquisti, Bonucci, è stato ceduto senza colpo ferire appena ha manifestato l'intenzione di andarsene, Kalinic e André Silva, mai convincenti, sono stati anch'essi allontanati senza troppi rimpianti.

Anche se ci sono ancora diversi giorni a disposizione per effettuare acquisti e cessioni - e non è quindi scontato che sia finita qui - già adesso non è azzardato dire che Leonardo abbia quasi completamente "cancellato" Mirabelli e il lavoro fatto la scorsa estate, un chiaro messaggio di discontinuità dei nuovi proprietari nei confronti di chi li ha preceduti. Ai tifosi rossoneri non resta che sperare che questo venga seguito da un'altrettanto marcata differenza a livello di risultati sportivi.

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