Manchester United, lo scontro tra Mourinho e la società continua

L'ultima sessione di mercato sembra confermare quanto siano aumentate le distanze tra il portoghese e il club, i cui vertici sembrano non ritenerlo più l'uomo su cui costruire il futuro dei Red Devils.

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La sessione di calciomercato estivo appena conclusa dal Manchester United sembra indicare senza più ombra di dubbio che è in atto una vera e propria crisi tra i Red Devils e il manager José Mourinho. La conferma arriverebbe dai mancati colpi di mercato in entrata, richiesti a gran voce e persino pubblicamente dal tecnico portoghese e che neanche nell'ultimo giorno utile si sono palesati per rinforzare una rosa incompleta e reduce da una stagione, quella scorsa, dove non è stato vinto nessun trofeo.

Una situazione che può capitare, ma non se ti chiami José Mourinho e hai fatto della famosa frase "zero tituli" il tuo marchio di battaglia quando si tratta di mettere alla berlina colleghi e rivali. Non se il Manchester United ha puntato forte su di te - su raccomandazione del leggendario Alex Ferguson - per ripartire dopo stagioni a dir poco complicate e nell'ultima stagione non sei mai riuscito a stare al passo dei cugini del City, guidati per giunta dall'odiatissimo Guardiola.

Insomma, motivazioni per ripartire con decisione nella Premier League che sta per cominciare ne avrebbero a bizzeffe sia Mourinho che il club, ma quella che potrebbe e dovrebbe essere nelle intenzioni di entrambi la stagione del riscatto rischia di trasformarsi in un'annata difficile e complicata a causa delle sempre più evidenti divergenze tra la società e l'allenatore, che non sembra più godere della fiducia di un tempo. Anzi.

José MourinhoGetty Images

Manchester United, lo scontro tra Mourinho e la società continua

Il mercato estivo ha portato tre rinforzi nella rosa del Manchester United: il terzo portiere Lee Grant, il giovane terzino destro portoghese Diogo Dalot e il centrocampista brasiliano Fred, vero e proprio colpo di calciomercato costato ben 59 milioni di euro. Acquisti interessanti - almeno gli ultimi due - ma inseriti in una sessione di calciomercato che, come sottolinea anche l'Independent, sembrano sottolineare la spaccatura ormai evidente tra il modo di vedere il calcio di José Mourinho e quello del club, che forse si è pentito di aver ingaggiato quello che ai tempi - ma forse tutt'ora - veniva considerato "il miglior allenatore al mondo". 

È noto infatti che il portoghese preferisca lavorare con calciatori già formati piuttosto che con gli elementi di prospettiva voluti dai vertici della società, e a questo bisogna aggiungere il mancato arrivo del difensore centrale chiesto con insistenza: Toby Alderweireld del Tottenham è sempre apparso irraggiungibile, Harry Maguire del Leicester non è mai sembrato un obiettivo realizzabile, Yerry Mina è finito all'Everton e Jerome Boateng ha addirittura chiuso personalmente un affare mai decollato preferendo restare al Bayern Monaco.

Neanche il colpo di coda tentato nel finale senza troppa convinzione, e che avrebbe portato all'Old Trafford il 32enne uruguaiano Diego Godin dell'Atletico Madrid, è riuscito, molto probabilmente anche per la mancata volontà reale del club di puntare su un calciatore ormai a fine carriera e che invece Mourinho avrebbe accolto a braccia aperte, dato che gli avrebbe garantito una resa sicura nel breve periodo.

Sarebbe proprio questa ormai enorme differenza di vedute tra il club e il tecnico a rendere difficile la convivenza di quest'ultimo all'Old Trafford: il Manchester United punta su giocatori forti ma ancora giovani, e gli acquisti di Fred e Dalot lo indicherebbero tanto quanto le mancate cessioni di Paul Pogba e Anthony Martial, due a cui Mourinho pare avrebbe rinunciato a cuor leggero ma che invece sono stati trattenuti alla base da una dirigenza che pare aver perso fiducia nella propria guida tecnica.

Una partenza non ottimale nella stagione 2018/2019 potrebbe costare cara al manager portoghese, che potrebbe finire con l'essere scaricato dopo poco più di due anni dal club che aveva puntato su di lui per rinascere dopo le difficili stagioni seguite al ritiro del leggendario Sir Alex Ferguson. E se è vero che Mourinho può ancora ritenersi artefice del proprio destino sul campo, appare ormai evidente il fatto che se il rapporto proseguirà sarà alle condizioni del Manchester United: logico quindi immaginare che, comunque vada, la prossima stagione sarà molto difficile tanto per i Red Devils quanto per il loro allenatore.

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