MotoGP, Valentino Rossi: "Yamaha lavora a piccoli passi"

In Austria il pilota pesarese alle prese con i problemi irrisolti della Yamaha: "Non mi aspetto novità in tempi brevi".

Valentino Rossi in conferenza stampa al Red Bull Ring Getty Images

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Valentino Rossi dovrà giocare in difesa al Red Bull Ring, un tracciato con numerosi rettilinei dove l'accelerazione, tallone d'Achille della Yamaha in MotoGP, è fondamentale per guadagnare decimi preziosi a giro. Dal test di Brno non sono arrivate grandi novità in termini di elettronica, le speranze vengono rimandate al test di Aragon di fine agosto, non resta che stringere i denti nel week-end austriaco. "Non cambia molto per noi", ammonisce il Dottore. Sarà necessario lavorare su ogni minimo dettaglio per tentare l'assalto al podio.

Da un anno a questa parte la YZR-M1 lamenta problemi di usura alla gomma posteriore nella seconda parte di gara. Un problema che i tecnici di Iwata non sono riusciti a colmare né durante la pausa invernale, nèé con i test sparpagliati nel corso di questa stagione.

Io spero vivamente che la situazione migliori già entro quest’anno. La Yamaha ha un modo di lavorare per piccoli passi, quindi non mi aspetto delle novità incredibili alla svelta. Bisogna vedere più che altro quanto la Yamaha ha voglia di vincere, quanto impegno ci vuole mettere per tornare alla vittoria e soprattutto quanti soldi vuole spendere, perché mi sembra che Honda e Ducati negli ultimi tempi abbiano anche investito di più

I diretti avversari nel campionato MotoGP si sono assicurati le "menti" migliori della Magneti Marelli mentre Yamaha è rimasta a guardare, sono riusciti a far funzionare la centralina unica come se fosse ancora privata, hanno impiegato più tempo, uomini e denaro sui test team. Un vuoto che la casa dei Tre Diapason sta tentando di colmare in vista del 2019, ma da qui a Valencia occorre limitare i danni. Nell'ultimo test di lunedì scorso Valentino Rossi ha potuto beneficiare di una nuova carena aerodinamica, ma su un tracciato largo e molto veloce non sarà la soluzione che potrà fare la differenza.

MotoGP, Red Bull Ring bestia nera della M1 di Valentino Rossi

Il GP d'Austria di MotoGP si preannuncia come una delle tappe più difficili per le Yamaha, la migliore per Ducati. Nel 1996 all'A1 Ring Valentino Rossi conquistò il suo primo podio in terra austriaca all'esordio in classe 125, ma erano tempi ben diversi e non si vive di ricordi. Settima piazza nel 2017, quarta l'anno prima, il Red Bull Ring non sarà certo la gara del riscatto. A Brno sono state intraprese piccole modifiche sull’accelerazione dal primo tocco dell’acceleratore, qualche idea è venuta fuori per migliorare la tenuta delle gomme, ma sono pezzi di un puzzle che richiede tempo per essere completato.

Qui sulla carta secondo me è una delle due o tre piste peggiori dell’anno - ha ricordato il campione di Tavullia -. Però non dobbiamo buttarci giù. Sulla carta è così, poi magari in gara cambia tutto. L'anno scorso ho fatto una gran fatica, ma due anni fa era andata bene, io e Lorenzo eravamo vicini alle Ducati, anche se non era bastato per il podio. Però non siamo in un momento tecnico indimenticabile. La nostra moto è bella da guidare, è precisa, riesco a entrare in curva forte, fa tutto bene. Dobbiamo solo migliorare in accelerazione e poi siamo competitivi

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