Calciomercato, Tottenham senza acquisti: "Colpa della Brexit"

In una Premier League che ha visto molte squadre rivoluzionare la propria rosa nel mercato appena concluso spicca il Tottenham, che ha chiuso senza prendere un solo rinforzo: il manager Pochettino spiega perché.

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La Brexit - l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sancita con il referendum del giugno 2016 e che diventerà effettiva entro la fine del 2020 - è da tempo materia di scontro politico e oggetto di previsioni da parte di diversi esperti di economia, chiamati a stimare i danni o i benefici che essa porterà ai sudditi di Sua Maestà la Regina.

Mentre il mondo ne discute e ne studia gli effetti a medio e lungo termine, il Tottenham Hotspur chiude la sessione di calciomercato dell'estate 2018 senza registrare un solo arrivo per rinforzare una rosa che è rimasta identica a quella della scorsa stagione di Premier League, che vide gli uomini guidati da Pochettino piazzarsi al terzo posto alle spalle dei due club di Manchester. Ed è proprio il manager argentino a spiegare questo fatto insolito - mai successo prima - tirando in ballo proprio la Brexit che tanto ha fatto e farà discutere.

Quello che il Tottenham sta facendo è mostrarsi coraggioso, perché costruire un nuovo campo di allenamento e le nuove strutture per la prima squadra è un investimento enorme. Stiamo costruendo un nuovo stadio che costerà quasi un miliardo di sterline - questa è la verità, non credete a quelli che dicono che costerà 400 milioni - e con la Brexit la situazione peggiora, perché i costi aumentano del 30%. Questo è un dramma, e mi dispiace per il popolo inglese.

Calciomercato, Tottenham senza acquisti: "Colpa della Brexit"

Non è soltanto la Brexit dunque a spiegare il calciomercato senza colpi del Tottenham, ma anche i costi relativi alla costruzione del nuovo stadio che dovrebbe essere inaugurato nel corso di questa stagione, comunque influenzati secondo Pochettino anche dagli effetti economici della scelta effettuata dal popolo nel referendum di giugno 2016. La congiunzione di questi due fattori avrebbe portato quindi gli Spurs a muoversi con molta cautela sul mercato, portando invece il club a blindare le proprie stelle.

Sono così arrivati i rinnovi di Erik Lamela, Harry Kane, Davinson Sanchez, Harry Wink e Son Heung-Min, è arrivato un timido tentativo per acquistare il talento 22enne Jack Grealish dall'Aston Villa, con i Villans che però hanno rifiutato l'offerta iniziale di circa 30 milioni di euro e poi, con l'arrivo della nuova proprietà multimilionaria del gruppo NSWE, hanno tolto definitivamente il giocatore dal calciomercato.

Non aver preso nessuno può sembrare brutto per la percezione degli altri e rispetto alla storia del calcio stesso, ma è la nostra scelta, una scelta coraggiosa: trattenere i nostri migliori giocatori, mantenere la squadra unita. Certo, siamo aperti al miglioramento, ma se non puoi migliorare e devi acquistare qualcuno tanto per fare è meglio mantenere la propria rosa. Forse abbiamo solo principi differenti.

Il calciomercato appena concluso è stato piuttosto insolito, avendo chiuso molto prima del previsto a causa delle nuove regole che vogliono lo stop ai trasferimenti il giorno precedente all'inizio del campionato. Pochettino ammette che anche questo può aver inciso sul mercato del Tottenham, che alla fine si è ridotto a due movimenti in uscita: hanno lasciato il club i prodotti delle giovanili Anton Walkes e Keanan Bennetts, finiti rispettivamente al Portsmouth e al Borussia Monchengladbach.

Chi avrà avuto ragione? Lo scopriremo sul campo, con gli Spurs che faranno il proprio esordio in Premier League sabato 11 agosto sul campo del Newcastle e che dovranno dimostrare di poter tenere testa anche così ai campioni del Manchester City, capaci nell'ultima stagione di distanziarli di ben 23 punti.

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