I “vecchi” ci regalano medaglie agli European Championships 2018

Paltrinieri, Scozzoli, Batki e Pellegrini fanno ottime prove e vincono medaglie che, unite a quelle dei più giovani, fanno guardare con fiducia al futuro dello sport italiano.

Battuto solo dall’ucraino Romanchuk, Paltrinieri vince un bellissio argento negli 800 metri. Getty Images

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L’Italia agli European Championships 2018 sta favorevolmente impressionando grazie ai tanti giovani atleti che sta proponendo nelle diverse discipline. I nomi ormai stanno diventando noti. Nel ciclismo Letizia Paternoster, classe 1999, è stata bronzo nella prova più difficile, l’omnium, dietro le grandi favorite Willd e Archibald.

Nel nuoto abbondano i giovani campioni che stiamo coltivando. Alessandro Miressi, classe 1998, ha vinto la gara più emozionante, i 100 metri stile libero, Federico Burdisso, classe 2001, è stato un fantastico bronzo nella gara più dura, i 200 farfalla, mentre Simona Quadarella, altra classe 1998, oro negli 800 e nei 1500 metri, è il nuovo volto raggiante dello sport italiano che vince.

Siamo per fortuna una squadra giovane che guarda con fiducia al futuro, ma i “vecchi” campioni non vogliono ancora abdicare e a questi European Championships, evento pensato proprio guardando al futuro delle manifestazioni multi-sportive, lo hanno dimostrato con la conquista di medaglie e ottime prove soprattutto in piscina.

Paltrinieri, Pellegrini e gli altri, lo sport italiano non è solo giovane agli European Championships

La prima medaglia di giornata è stata conquista da Noemi Batki, sostenuta e tifata al microfono in televisione dalla sua ex compagna di squadra, Tania Cagnotto. Per lei è arrivato un bellissimo argento nella gara della piattaforma da 10 metri, conquistato superando tante atlete grazie agli ultimi due tuffi davvero perfetti.

A vincere è stata l’olandese Van Dujin per pochi punti. Per la Batki è stata la vittoria del sacrificio e del recupero dopo anni di infortuni e brutte prestazioni dovute alla poca confidenza con la piattaforma a causa dei lunghi recuperi a cui si doveva sottoporre. Oggi può esultare e, nonostante abbia già 31 anni, è in un momento di carriera perfetto per puntare a bersagli ancora più grandi.

Il secondo argento è del campione che negli ultimi quattro anni ha portato più in alto di tutti il nostro sport. Gregorio Paltrinieri, che inseriamo tra i nostri “vecchi” per esperienza internazionale e non tanto per età, essendo ancora un ventiquattrenne, è arrivato a Glasgow non in perfetta forma. Purtroppo in Scozia ha subito una gastrointerite molto acuta che lo ha debilitato.

Nonostante uno stato di forma che da mediocre è diventato pessimo, è riuscito a vincere un argento negli 800 metri, dopo il bronzo nei 1500, conquistato in una condizione fisica davvero disastrosa. Magari queste sconfitte serviranno a Gregori per avere ancora più rabbia nei prossimi due grandi appuntamenti, Mondiali 2019 e Olimpiadi 2020.

Poi a stupirci è stata anche Federica Pellegrini, la nostra più grande atleta degli ultimi 10 anni, ha voluto tornare al suo vecchio amore, la velocità e con solo un anno di allenamenti mirati è riuscita a raggiungere un quinto posto in finale che dimostra ancora una volta la sua sconfinata classe.

Poco dopo è sceso in acqua un trentenne da pochi giorni, Fabio Scozzoli (i compleanni sono stati il 3 agosto Scozzoli e il 5 agosto Pellegrini). In una gara nella quale si pensava che ormai il romagnolo non avesse ancora più nulla da dire ha vinto un argento impronosticabile, battuto solo dal campionissimo Adam Peaty.

L’Italia dello sport guarda al futuro ma non dimentica il presente e il suo passato più prossimo. In tutte le discipline presenti agli European Championships stiamo ammirando atleti al loro primo grande evento che si affidano all’esperienza di chi ha già vissuto queste tensioni. Il mix sta portando ottimi frutti.

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