The Wrestler - André The Giant, il vero gigante buono della WWE

Il colossale lottatore francese è una delle figure più iconiche della storia. La prima vera attrazione speciale nel wrestling. Dentro e fuori dal ring.

André The Giant WWE.com

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Il wrestling del secolo scorso e in particolare quello della WWE basava gran parte della sua attrattiva su un chiaro punto: quello di presentare al pubblico una serie di personaggi che potessero catturare e rapire tutti quelli che seguivano il prodotto, ingigantendoli e costruendoli come se fossero usciti da un film o da un fumetto.

Hulk Hogan e The Ultimate Warrior erano veri e propri supereroi in carne e ossa; Macho Man Randy Savage era così affascinante e pittoresco da attirare su di se tutte le attenzioni dei fan; The Iron Shiek e Nikolai Volkoff si presentavano come i wrestler che tutti amavano disprezzare; Roddy Piper e Ted Di Biase erano dei cattivi carismatici e con dei personaggi magnetici.

Ma probabilmente l’uomo che nella seconda metà del ventesimo secolo fu maggiormente avvolto da una sorta di “aura” che lo faceva risaltare come qualcosa di straordinario era André The Giant. Il mastodontico lottatore di origini francesi è e rimarrà per sempre un’icona del mondo del wrestling per la sua presenza dentro e fuori che gli fecero guadagnare il soprannome di “Ottava meraviglia del mondo”.

André The Giant vs HoganWWE.com

André The Giant, il gigante buono della WWE

André René Roussimoff nasce a Grenoble e sin dalla sua infanzia è chiaro che il ragazzo francese sia un “esemplare” raro dal punto di vista fisico: la sua stazza e la sua forza fisica (probabilmente dovute a un disturbo chiamato acromegalia) sono impressionanti per un adolescente e lo spingeranno a lasciare la scuola per svolgere lavori manuali. Dopo qualche anno però André sarà introdotto nel mondo del wrestling professionistico e grazie alla fama che si guadagnerà nel suo paese natale, incomincerà a girare il mondo.

A notarlo sarà Vince McMahon Senior, allora proprietario della World Wide Wrestling Federation (antenata della WWE) e padre dell’attuale padrone della compagnia. Nel 1973 André The Giant debutterà in federazione e in pochissimo tempo diventerà una delle stelle più importanti della disciplina e soprattutto uno dei lottatori più amati. Il francese, presentato come l’ottava meraviglia del mondo, era un vero e proprio “Gigante buono”: terrificante all’apparenza e duro con gli avversari scorretti ma gentile con i fan e specialmente con i bambini.

Ma probabilmente la pagina più famosa della sua carriera sarà scritta dopo un cambio di attitudine: nel 1987 sfiderà apertamente l’eroe Hulk Hogan per un match a Wrestlemania III con in palio il titolo mondiale WWF. Dopo una vita passata come l’eroe della folla, il gigante voltò le spalle al pubblico in cerca della cintura, situazione che catalizzerà l’attenzione non solo dei fan del wrestling ma del mondo intero. L’evento al Pontiac Silverdome del 29 marzo sarà un successo strepitoso di pubblico, diventando la miccia che farà scoppiare il cosiddetto “wrestling boom” trasformandolo in un prodotto mainstream. Il momento in cui Hogan solleva André per la prima volta e lo lancia al tappeto è e rimarrà per sempre uno dei più famosi della storia della disciplina.

André The GiantWWE.com

L'ottava meraviglia del mondo

Dagli anni ’70 in poi, l’obiettivo della WWE è sempre stato quello di costruire un prodotto che si basasse sulla forza della narrativa. L’intrattenimento è importante quanto (se non più) dell’azione vera e propria che i lottatori presentano sul ring, motivo per cui spesso la compagnia ha piegato la realtà a suo piacimento per il bene dei suoi show.

André The Giant è uno degli esempi migliori di questa pratica della federazione, anche perché il momento della sua massima popolarità era ben lontano dai tempi moderni in cui il fact-checking rende tutto più facilmente smascherabile. Il punto principale era la sua altezza: il francese veniva presentato come un colosso di 224 centimetri prima di ogni suo incontro ma probabilmente questo dato era volontariamente gonfiato per far risaltare la sua stazza eccezionale.

Stesso discorso si può fare per la già citata “The slam heard 'round the world”, cioè il fotogramma in cui Hogan solleva e schianta al tappeto André The Giant per la prima volta nella storia. Un momento iconico che però non corrisponde alla realtà dato che il colosso era stato sollevato già più di una volta negli anni precedenti, persino dallo stesso Hogan in match combattuti però lontano dalla WWE. Senza quella narrazione però il pubblico non avrebbe reagito alla stessa maniera e quell’istante che ha reso forse Hogan-André il più famoso match di tutti i tempi non avrebbe avuto lo stesso impatto.

André The Giant ha cambiato per sempre il mondo del wrestling diventato una vera e propria attrazione speciale che il pubblico ammirava qualunque cosa facesse. A dimostrazione di questo basta guardare il bassissimo numero di titoli vinti nella sua permanenza in WWE, dove ha conquistato solo campione di coppia e in ha conquistato la cintura mondiale soltanto una volta e per 1 minuto e 48 secondi, dopo cui la vendette a Ted Di Biase. Che si trattasse della sua presenza, della sua stazza o del suo carisma: se in uno show c’era André The Giant, le persone accorrevano per vedere l’ottava meraviglia del mondo in azione. Sempre e comunque.

Larger than life

In lingua inglese viene utilizzato il termine “Larger than life” per descrivere le persone che sono esagerate in ogni aspetto della loro vita, che risaltano, che sono fuori dall’ordinario. Ed è inutile negare che la sua stazza lo abbia reso un personaggio ormai iconico ma anche nella vita di tutti i giorni André The Giant era una personalità decisamente da ricordare.

Uno dei tratti più noti del gigante francese era il suo amore per l’alcol: le storie sulle leggendarie bevute di André hanno raggiunto un livello quasi mitologico, con Ric Flair che in un recente documentario trasmesso da HBO ha rivelato che una sera lo ha visto bere 106 bottiglie di birra mentre secondo altre fonti ci furono nottate in cui riuscì anche a superare le 150. Ma forse la storia più incredibile riporta ancora una volta a quella notte del Pontiac Silverdome nel 1987.

Vince McMahon ci mise molto a convincere André The Giant a lottare contro Hulk Hogan: il colossale wrestler aveva 40 anni e le sue condizioni di salute erano precarie dati i suoi dolori alla schiena, al punto che Paul Orndoff era pronto ad affrontare The Hulkster in caso di rinuncia all’ultimo minuto del francese. André decise di stringere i denti ma prima del suo match arrivò a bere ben 14 bottiglie di vino.

Dentro ma anche fuori dal ring André The Giant è rimasto nell’immaginario collettivo come una figura di culto (celebre anche il suo ruolo da attore nel film “La storia fantastica”, in un ruolo scritto appositamente per lui) e la sua celebrità rese ancora più tragica la sua morte arrivata per un infarto a soli 46 anni. A dimostrazione della sua importanza, pochi giorni dopo la sua scomparsa la WWE inaugurò la sua Hall of Fame e lui fu il primo nome a esservi inserito. Un riconoscimento dovuto a una delle figure più importanti della storia della federazione.

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