Tortu quinto e deluso nei 100 metri degli European Championships 2018

Battuto nella finale dei 100 metri dai britannici Hughes e Prescod e dal turco Harvey, Tortu ha vissuto la prima grande delusione della sua carriera. Ma da qui può solo imparare e ripartire.

Tortu battuto dai britannici Hughes e Prescod e dal turco Harvey Getty Images

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Quinto posto per Filippo Tortu nella gara dei 100 metri svoltisi a Berlino per gli European Championships 2018. Nella gara regina dell’atletica leggera è stato battuto dai due britannici Hughes e Prescod, che hanno chiuso rispettivamente con 9’’95 e 9’’96, dal turco Harvey, terzo con 10’’01, mentre la quarta posizione è stata dell’altro britannico Ujah.

La delusione è stata grande per tutto quello che Tortu aveva dimostrato in quest’anno, riuscendo ad abbassare il record di Pietro Mennea che resisteva dal 1979 e allo stesso tempo anche a scendere sotto i 10’’, con un 9’’99 che lo metteva fra i primi posti nelle liste stagionali europee e di conseguenza fra i favoriti per una medaglia.

Ma non bisogna distruggere tutto quello che di buono si sta costruendo intorno all’atleta milanese. Tortu ha rimesso dopo anni l’Italia sulla mappa della velocità internazionale e ha fatto un percorso di crescita molto costante, per cui questa gara è solo uno step necessario per entrare nel mondo dei seniores. I suoi record in tutte le categorie giovanili non raccontano di un atleta che ha trovato l’anno buono. Di Filippo Tortu sentiremo parlare ancora per tanti anni.

Tortu quinto agli European Championships 2018 e deluso per non aver vinto una medaglia

Già favorito per una possibile medaglia all’inizio di questi European Championships, dopo una buona semifinale e soprattutto l’abbandono del favorito numero uno, il francese Vicaut per problemi fisici, il peso della responsabilità sulle spalle di Filippo Tortu si è moltiplicato in un istante.

Mentre gli altri “bolteggiavano” in fase di presentazione degli atleti, sciogliendo i muscoli, ballando e parlando, lui, di fronte a quello schermo che sparava a lettere cubitali il suo nome, restava fermo e muto, con la faccia tesa di chi sapeva di poter fare qualcosa di grande, ma aveva paura di sbagliare e non riuscirci. Per la legge che muove tutte le cose, quando pensi di poter sbagliare, sbagli.

E tanti piccoli errori nella corsa di Tortu sono stati evidenti. Non tanto la partenza, che è stata buona, quanto nel lanciato, che è stato contratto, con le spalle troppo bloccate, mentre ai suoi lati si distendevano magnificamente Hughes e Prescod, prendendosi primo e secondo posto.

Arrivato al traguardo, il volto di Tortu da nervoso è diventato rabbioso, e le sue parole smozzicate hanno effettivamente spiegato quello che ha vissuto in quei dieci secondi di corsa e ha capito una volta arrivato al traguardo:

È la prima vera batosta della mia carriera. Negli ultimi metri, quando ho visto che mi stavano davanti, ho mollato e ho sbagliato perché è una cosa che non si fa.

In queste parole c’è tutto il senso della prima volta in un contesto così grande e con una pressione addosso così forte per il nostro campione. Perché Filippo Tortu, anche con un quinto posto in una gara in cui avrebbe potuto già iniziare a scrivere meraviglie riguardo alla sua carriera, è e resta un grande campione su cui dobbiamo avere piena e incondizionata fiducia.

Per fortuna lo sport non ti lascia mai senza una nuova prova. A fine settimana ci sarà la 4x100 nella quale tolte la Gran Bretagna e la Francia, che ha però il dubbio Vicaut, è possibile dire la nostra. E Filippo Tortu deve essere colui che ci guiderà.

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