Borussia Dortmund, il ritratto di Witsel: il grande colpo dei gialloneri

Il centrocampista belga, fortemente richiesto da Favre, è il miglior acquisto del club tedesco. Dai tatuaggi al soprannome: ecco tutte le curiosità su di lui.

252 condivisioni 0 commenti

di

Share

Finalmente è arrivato. Finalmente è vero. Axel Witsel è sbarcato in Germania, lo ha acquistato il Borussia Dortmund. In Svizzera, dove il club stava ultimando la preparazione, ha firmato il contratto che il direttore sportivo Zorc si è sbrigato a depositare. Sfumato subito a inizio estate il sogno Arturo Vidal (poi andato al Barcellona), il belga era il giocatore tanto richiesto da mister Lucien Favre.

Witsel porterà esperienza e carisma al centrocampo del Borussia Dortmund. Per questo in società sono contentissimi del suo acquisto. Oggi, giocatori così, in media costano molto più dei 20 milioni spesi dal club giallonero. L'affare insomma è evidentemente stato fatto dal club tedesco. Ora Favre chiede però ancora un tassello per completare la rosa: un attaccante.

Ma, al Borussia Dortmund, al momento si gongola per l'arrivo di Witsel. Anche perché il giocatore belga convince nel suo insieme. Convince il suo profilo, in tutto e per tutto. Piace dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista caratteriale. Con lui la squadra ha fatto il salto di qualità. In società ne sono tutti convinti.

Vota anche tu!

Ti sarebbe piaciuto vedere Witsel in Italia?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Borussia Dortmund, il ritratto di Witsel

Nato in Belgio, nella periferia di Liegi, è cresciuto con mamma Sylvi, papà Thierry e la sorella minore Whitney. Da piccolo Axel passava parecchio tempo sui campi di gioco. Una volta ha raccontato:

Nella mia infanzia non avevo molti giochi, a parte il pallone da calcio. Sono molto grato a mio padre che mi ha sempre spinto, mi ha sempre aiutato, mi ha sempre portato al campo d'allenamento. Senza di lui non avrei mai potuto intraprendere questa strada.

A 15 anni il passaggio allo Standard Liegi, con cui, già a 17 anni, è riuscito a esordire fra i professionisti. Con lo Standard ha totalizzato 148 partite nelle quali ha segnato 33 gol. Nel 2008 e nel 2009 i primi due campionati vinti, nel 2011 la coppa. Nel 2008 Witsel è stato votato come miglior giocatore belga dell'anno e come miglior giovane della nazione. Nel 2009, con un bruttissimo intervento su Marcin Wasilewski, spezzò la gamba all'avversario. Venne squalificato per 8 partite (e multato per 2500 euro) e ricevette diverse minacce di morte al punto che sia lui che i suoi famigliari giravano con una scorta.

Family time 🙏🏽😘❤️ @r_babyberry

A post shared by Axel Witsel (@axelwitsel28) on

Dal 2011 (e fino al 2012) ha giocato con il Benfica, poi per 5 anni ha indossato la maglia dello Standard Liegi. Lì, di tanto in tanto, ha subito insulti razziali. Prima del suo arrivo, infatti, lo Zenit non aveva giocatori di colore. Nel 2017 il passaggio al Tianjin Quanjin, preferito alla Juventus. Il motivo? Semplice, i soldi. Come confermato dallo stesso Witsel:

La scelta non è stata facile. Da una parte un top club come la Juventus, dall'altra un'offerta che, per la mia famiglia, era irrinunciabile.

In Cina ha guadagnato 16 milioni all'anno. Al Borussia Dortmund ne prenderà circa 5. Insomma, dopo aver fatto cassa è voluto a tornare in Europa a grandi livelli.

Borussia Dortmund, ecco Witsel: soprannominato Chaloupe

Wistel viene soprannominato "Chaloupe", vale a dire "Scialuppa". Questo perché il suo modo di giocare, lento ma efficace, secondo i suoi compagni di squadra allo Standard Liegi, ricorda una scialuppa in mare. Dal 2015 è sposato con Rafaella Szabo. La donna ha studiato marketing, ora lavora come cosmetica, mestiere che porterà avanti anche in Germania. Con lei Axel ha avuto due bambini: Mai-Li (3) ed Evy (1). Piccola curiosità: benché Axel in Cina guadagnasse circa 2055 euro all'ora, Rafaella ha sempre fatto la spesa per la famiglia andando nei discount più economici. Infine i tatuaggi, quelli che raccontano sempre una persona. Witsel è cattolico praticante, per questo ha un crocifisso tatuato sul petto. Due ali di angelo completano l'opera. Sul suo bicipite sinistro c'è scritto "28AW“, vale a dire le sue iniziali e il suo numero di maglia. A Dortmund però fremono. E ovviamente gongolano. Perché finalmente è arrivato.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.