Serie B, Avellino: ricorso respinto, ma ci sono altri casi aperti

Per gli irpini il Tar del Lazio era l'ultimo grado: ora i Cadetti perdono un altro pezzo di storia, dopo Cesena e Bari. Gli altri ricorsi da esaminare.

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Questa volta non c'è davvero più nulla da fare. La Serie B perde una pedina importante e il calcio professionistico un pezzo di storia. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto il ricorso dell'Avellino contro il provvedimento della Co.Vi.Soc. che aveva provocato il rigetto da parte della Figc della domanda di iscrizione al campionato cadetto a causa del mancato rispetto delle norme sulla fideiussione.

Il club irpino aveva già presentato un primo ricorso presso il Collegio di Garanzia dello Sport, respinto una settimana fa. Quello del Tar del Lazio era l'ultimo flebile tentativo per evitare l'irreparabile, almeno attraverso una sospensiva. Ma non è stato possibile.

Nei 106 anni della sua storia, hanno vestito la maglia biancoverde dell'Avellino giocatori illustri come, fra gli altri, il brasiliano Dirceu, l'austriaco Walter Schachner - che ha militato, combinazione, anche nel Cesena - oltre a Barbadillo, De Napoli, Nocerino, Andrea Masiello e Zappacosta. In panchina si sono alternati tecnici di spessore come Oronzo Pugliese, Luis Vinicio, l'indimenticato O'Lione, Rino Marchesi, Angelillo, Bersellini, Zeman e un giovane Maurizio Sarri, per citarne solo alcuni.

Luis Viniciogoogle
Luis Vinicio e Maurizio Sarri in una foto recente: entrambi sono stati allenatori dell'Avellino

Serie B, Avellino: respinto anche l'ultimo ricorso

Perso anche l'ultimo grado di giudizio, l'Avellino - che ha all'attivo 10 partecipazioni alla Serie A, consecutive fra il 1978 e il 1988, e 19 alla Serie B - dovrà ripartire dai Dilettanti, come Bari e Cesena. Si tratta del secondo fallimento per il club irpino, costretto a ricominciare dalla Serie D già nel 2009.

AvellinoGetty Images

Gli altri casi aperti

La profonda delusione dei tifosi irpini, però, non regala ancora certezze assolute alla composizione della prossima Serie B. Molti, infatti, sono i procedimenti ancora aperti, a partire dal ricorso dell'Entella che, appena retrocesso, punta a far ricadere la penalizzazione del Cesena sul campionato scorso, escamotage che consentirebbe al club ligure di tornare fra i Cadetti. Ternana e Pro Vercelli, poi, stanno per ricorrere al Coni contro i ripescaggi di Novara e Catania, mentre il Palermo la Serie B vorrebbe addirittura lasciarla per la A, dove ambisce a prendere il posto o del Frosinone - lamenta irregolarità nella finale persa dei playoff - o al limite del Parma, per gli sms non più di Calaiò, ma di Ceravolo.

PalermoGetty Images
Il Palermo punta invece alla Serie A

Un guazzabuglio senza fine, insomma. Con i ripescaggi e il calendario congelati a fine della scorsa settimana, l'unica certezza sembra essere l'intenzione della Figc di arrivare a un campionato a 22 squadre. L'intenzione, appunto.

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