Scozia, Paul McGowan scenderà in campo con la cavigliera elettronica

Dopo essere stato condannato per l'aggressione a un buttafuori nei pressi di un nightclub, il centrocampista del Dundee - non nuovo a questo tipo di provvedimenti - sarà controllato dalla polizia.

Paul McGowan in azione con la maglia del Dundee Getty Images

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In Scozia il campionato è ricominciato lo scorso weekend, e nell'attesa di scoprire se qualcuno riuscirà a impensierire il dominio del Celtic Glasgow - vincitore degli ultimi 7 titoli consecutivi, 10 nelle ultime 13 edizioni - ha destato curiosità la partita che ha visto il St. Mirren ospitare il Dundee. Questa segnava il ritorno nella Scottish Premier League dei padroni di casa dopo la promozione conseguita nella scorsa stagione, evento che i Saints hanno festeggiato conquistando i tre punti grazie a una doppietta di Danny Mullen. 

Ma più del risultato, più persino del clamoroso errore del portiere ospite Jack Hamilton che inciampando sul pallone ha regalato un gol agli avversari, l'attenzione di molti è stata catturata dal centrocampista del Dundee Paul McGowan, che è sceso in campo con la cavigliera elettronica che sarà costretto a indossare dopo essere stato condannato per aver sputato a un buttafuori all'entrata del locale dove il club teneva la sua tradizionale festa annuale.

McGowan, non nuovo a questo tipo di bravate, è riuscito a evitare la prigione - cosa tutt'altro che scontata visti i suoi precedenti - ma sarà costretto a indossare la cavigliera elettronica e a svolgere lavori socialmente utili. La sua condanna - della durata di due mesi - non gli permetterà inoltre di prendere parte a partite giocate in orario serale, dato che dalle 19 alle 7 di mattina dovrà trovarsi nella sua abitazione di Airdrie per evitare ulteriori inasprimenti di pena.

Scozia, Paul McGowan scenderà in campo con la cavigliera elettronica

La condanna può sembrare un'esagerazione soltanto a chi non conosce bene il calciatore, già resosi protagonista in passato di azioni eclatanti fuori dal rettangolo di gioco, comportamenti che hanno senz'altro frenato la carriera di questo centrocampista trentenne cresciuto nel prestigioso Celtic Glasgow ma presto finito ai margini del club, diventando protagonista in provincia - si tratta di un buon mediano che in gioventù aveva anche una discreta propensione per il gol - ma senza mai riuscire a risalire la china a causa di uno stile di vita a dir poco turbolento che gli ha portato 5 condanne dal 2010 a oggi.

Già nel 2014, mentre giocava nel St. Mirren, Paul McGowan era stato condannato a svolgere 130 ore di lavori socialmente utili dopo aver aggredito due agenti nella centrale di polizia di Coatbridge, una pena che per molti era da considerarsi equivalente a una grazia e che avrebbe dovuto indurre il giocatore a comportarsi meglio in futuro. Niente da fare: addirittura nello stesso anno il centrocampista (mai preso in considerazione dalla Scozia anche per questo tipo di comportamenti) aggrediva nuovamente un poliziotto, beccandosi una condanna di quattro mesi agli arresti domiciliari.

È stato allora, verso la fine del campionato 2014/2015 - il primo disputato con la maglia del Dundee - che McGowan è sceso in campo per la prima volta con la cavigliera elettronica, evitando le gare giocate nell'orario serale a causa della restrizione che lo vuole nella sua abitazione tutti i giorni dalle 19 alle 7 del mattino. Protagonista di una vita dove gli spettri dell'alcolismo e del gioco d'azzardo si sono palesati più volte, il calciatore promise in quell'occasione che avrebbe tentato di essere un uomo migliore. I recenti avvenimenti, però, fanno pensare che la strada che McGowan dovrà percorrere prima di liberarsi dei propri demoni sia ancora terribilmente lunga.

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