Premier League, inseguendo il Manchester City: la griglia di partenza

I Citizens di Pep Guardiola davanti a tutti per qualità della rosa. Manchester United, Liverpool e Tottenham inseguono, Chelsea e Arsenal per il rilancio.

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L'antipasto è già arrivato in tavola domenica 5 agosto, con la Community Shield conquistata dal Manchester City grazie al 2-0 sul Chelsea. Per il piatto principale occorrerà attendere venerdì 10, quando l'anticipo delle 21 tra Manchester United e Leicester aprirà le porte della Premier League 2018/2019: tutti all'inseguimento dei Citizens di Pep Guardiola, freschi di vittoria con 100 punti all'attivo nella scorsa edizione.

La stagione 2018/2019 è partita così come era terminata l'annata precedente: con una vittoria del City. Che resta la certezza anche di questo torneo, grazie a un organico riconfermato in gran parte e arricchito dall'arrivo di Mahrez dal Leicester. E se sull'altra sponda di Manchester, in casa United, Mourinho non sorride per la campagna acquisti, legittime ambizioni di titolo sono coltivate anche da Liverpool, Tottenham, Chelsea e Arsenal.

Nella griglia di partenza della Premier League 2018/2019 le prime sei posizioni non sono in discussione, almeno sulla carta, ma dietro ci sono un paio di potenziali sorprese che spingono. E il calciomercato in entrata, con chiusura alle 18 (ora italiana) di giovedì 9 agosto, potrebbe regalare ancora dei colpi di coda.

Premier League 2018/2019, la griglia di partenza

Prima fila: Manchester City e Liverpool

La vetta è quasi d'obbligo del City. Un telaio collaudato, l'innesto di Mahrez e l'adattamento dimostrato al calcio inglese, sostituendo in parte il palleggio con maggiore fisicità e presenza in area di rigore (Gabriel Jesus è l'esempio migliore di questa evoluzione). Alle spalle del gruppo di Guardiola c'è il Liverpool fresco di finale di Champions League: Klopp ha rinnegato la sua tesi contro le spese milionarie, portando ad Anfied Road Fabinho, Alisson, Keita e Shaqiri. Punti deboli limati e corsa al titolo lanciata.

Seconda fila: Manchester United e Tottenham

Un passo indietro rispetto alla graduatoria dello scorso anno, che ha visto i Red Devils in seconda posizione e gli Spurs chiudere al terzo posto. Naturale involuzione dettata da un calciomercato quasi bloccato, che ha portato a Old Trafford il solo Fred - ma il finale di mercato potrebbe mettere in discussione la posizione di Pogba in squadra e vedere l'arrivo di Milinkovic-Savic alla corte di Mourinho - e ha visto il team di Pochettino badare più alle conferme che alle entrate. Le qualità degli organici non si discutono, ma la sensazione è che qualcosina manchi ancora.

Terza fila: Arsenal e Chelsea

Entrambe hanno cambiato allenatore, ingaggiando Unai Emery e Maurizio Sarri, entrambe vogliono svoltare rispetto al pass per l'Europa League acquisito nella scorsa annata. Su sponda Gunners, l'estate ha portato in rosa Torreira, Sokratis, Leno, Lichsteiner più altri ritorni dai prestiti, ma il salto di qualità non sembra vicinissimo. Meno colpi per il Chelsea, che ha trattenuto sin qui Hazard e acquistato Jorginho: Sarri punta forte sul predestinato Hudson-Odoi, crede nell'arrivo di Kovacic e consolida sul campo le sue idee, già gradite in casa Blues. Basteranno?

Quarta fila: West Ham e Leicester

Gli Hammers sono la squadra che più è migliorata grazie alla sessione estiva di mercato in Premier League. Nomi come quelli di Wilshere, Anderson, Diop, Fabianski e Yarmolenko rilanciano le ambizioni del gruppo allenato da Manuel Pellegrini, reduce dal tredicesimo posto dello scorso anno. In casa Leicester la parola d'ordine è continuità: perso Mahrez, dentro Rachid Ghezzal. Obiettivo, far meglio del nono posto della stagione 2017/2018.

Quinta fila: Everton e Newcastle

Hanno perso Klaassen e Funes Mori, acquistando Digne e Richarlison. Meno presenza nell'asse centrale, più qualità in fascia: la scelta dell'Everton è chiara, ma potrebbe non pagare. Per questo i Toffees sono un gradino più in basso rispetto alla scorsa annata. Tante conferme e poche rivoluzioni per il Newcastle di Benitez, candidato a un campionato sereno.

Sesta fila: Burnley e Crystal Palace

Nella scorsa stagione era stata l'autentica sorpresa della Premier League, ora rischia di pagare lo scotto dell'esordio europeo. La sensazione è che la rosa del Burnley sia risicata per competere sul doppio fronte, nonostante l'arrivo di Joe Hart tra i pali. Stesso discorso, ma senza coppe di mezzo, per il Palace di Hodgson: si riparte dall'ossatura dello scorso anno, chiuso all'undicesima posizione.

Settima e ottava fila: Bournemouth, Watford, Southampton e Huddersfield

Iniziamo ad affacciarci nelle zone calde della Premier League che verrà. Qui trova posto un poker che ha chiuso la scorsa stagione tra la 12esima e la 16esima posizione. Chi balla di più è l'Huddersfield: i colpi sono il riscatto di Kongolo e l'arrivo di Diakhaby in attacco, ma la cessione di Tom Ince resta un buco in organico. Il Bournemouth ha perso Richarlison, ma riparte da un gruppo collaudato, mentre il Watford ha abbassato l'età media della rosa e ha inserito in organico scommesse di valore come Deulofeu e Masina. Mercato convincente per il Southampton, che ha portato al St Mary's Stadium nomi come Vestergaard, Elyounoussi e Armstrong.

Nona e decima fila: Fulham, Wolverhampton, Brighton e Cardiff

A completare la griglia di partenza della Premier League 2018/2019 ci sono quest'anno tre neopromosse con storie tutt'altro che banali: il Fulham, di ritorno nel massimo campionato inglese dopo quattro stagioni in Championship e rinforzato dagli arrivi di Mitrovic, Mawson, Seri e Schurrle, il Wolverhampton di proprietà portoghese (acquistati i lusitani Rui Patricio, Joao Moutinho, Diogo Jota e Ruben Vinagre) e il Cardiff, nuovamente in Premier dopo l'apparizione e l'ultimo posto della stagione 2013/2014. Completa il lotto delle pericolanti il Brighton, che ha comprato tanto ma da campionati esteri, come l'arrivo di Alireza Jahanbakhsh dall'AZ Alkmaar conferma.

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