Pep Guardiola, nessuno come te: in dieci anni vinti 24 trofei

Il Community Shield conquistato contro il Chelsea è il 24esimo trionfo dal 2008. Al Barcellona, al Bayern e al Manchester City ha lasciato il segno. Ora la Champions.

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Vince e convince, Josep Guardiola. Il primo trionfo della stagione inglese porta la sua firma: Community Shield in bacheca grazie al 2-0 del Manchester City sul Chelsea dell’amico Maurizio Sarri. In dieci anni lo spagnolo ha fatto collezione di coppe e medaglie: 24 tra Barcellona, Bayern Monaco e, appunto, City.

Pep è già tra i migliori allenatori di tutti tempi, non lo scopriamo di certo oggi. Lo è per la sua idea di calcio, per il suo modo di fare, oltre che per i trofei vinti. In Inghilterra, dicevano, avrà vita breve. Perché la sua filosofia poco si sposa con il football della regina. E invece si sbagliavano. 

Non è Guardiola ad essersi adattato alla Premier League e al calcio inglese in generale, ma il contrario. Modulo, tattiche, pensieri di uno degli uomini più vincenti del pallone. Che ad inizio stagione alza già il suo primo trofeo: una routine, ormai.

Guardiola, allenatore del Manchester City contro SarriGetty Images
Guardiola, 24 trofei in 10 anni: è lui il migliore

Guardiola e il guardiolismo: il filosofo di una filosofia vincente

Numeri, per chi ama le statistiche: 24 trofei vinti in 10 anni, questo il palmares di Pep Guardiola. Nello specifico: 3 campionati spagnoli, 2 Coppe di Spagna, 3 Supercoppe di Spagna, 3 Supercoppe UEFA, 2 Champions League, 3 Mondiali per Club, 3 campionati tedeschi, 2 Coppe di Germania, 1 Premier League e 1 League Cup, 1 Community Shield. Barcellona e Bayern Monaco il passato, oggi c’è il Manchester City. Ritratto di un vincente.

La carriera in panchina iniziata nel 2008, dopo dieci anni è tempo di bilanci. Ma basta con i numeri. Sul campo, lo spagnolo inventore del tiki-taka, ha dimostrato di essere un grande allenatore non solo con la sua squadra del cuore, il Barcellona. Non solo con Messi, Xavi, Iniesta. Ha vinto in Germania, con il Bayern Monaco, esportando la sua idea anche tra i bavaresi e in tutta la Bundesliga. Poi la sfida più difficile, almeno sulla carta: la Premier League, il calcio più bello e difficile al mondo, il Manchester City. Anche qui non ha fallito.

Uomo tutto di un pezzo

C’è una missione da portare a termine in Inghilterra: vincere la Champions League. In bacheca nei saloni dell’Etihad Stadium c’è un solo trofeo internazionale: la Coppa delle Coppe datata addirittura 1969-1970. Guai a dire che dopo 24 trofei in un decennio, Pep sia stufo di festeggiare, poco affamato, stanco. Affatto. "Sono pronto a combattere di nuovo", assicura lui.

Ha vinto con la sua idea di calcio, poi con la squadra allenata. Difesa alta, i terzini come interni di centrocampo, giocatori rivitalizzati (vedi David Silva). Piace per questo Guardiola, per la sua identità. Ripetersi in Premier League dopo aver portato il quinto titolo ai Citizens nella passata stagione sarà importante. Il pensiero fisso però, è all'Europa e alla Champions: missione iniziata.

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