Chelsea, Morata: "Sono rimasto per riscattarmi e dimostrare chi sono"

L'attaccante spagnolo dei Blues ha spiegato le ragioni del momento complicato vissuto nella scorsa stagione: "Non volevo ascoltare nessuno, volevo solo restare a casa mia".

Alvaro Morata alla terza stagione con il Chelsea ha scelto la maglia numero 29 Chelseafc.com

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Non molla, anzi rilancia. La seconda stagione di Alvaro Morata con la maglia del Chelsea partirà nel segno del riscatto. A spiegarlo lo stesso centravanti spagnolo in un'intervista rilasciata al Mirror: tra un'estate che l'ha visto affiancato a più riprese a un possibile ritorno in Serie A, un'auto-eliminazione dal calciomercato e l'addio ai fantasmi del recente passato.

Una nuova stagione, un nuovo numero di maglia: il 29, che Morata ha dedicato ai due figli neonati dal matrimonio con Alice Campello, Alessandro e Leonardo, la cui data di nascita è appunto stata quella del 29 luglio. Non senza brontolii da parte dei tifosi del Chelsea, che hanno chiesto e ottenuto il rimborso delle maglie dei Blues acquistate con il nome di Alvaro e il numero 9 sulla schiena.

La scelta di cambiare marchio di fabbrica sulla schiena dopo una vita calcistica con il 9 non è solo indice del legame di Morata con la famiglia, ma anche della voglia di ripartire del 26enne di Madrid. Reduce da un Mondiale visto in poltrona per l'esclusione dai convocati del ct Lopetegui, pedice di una prima parte di 2018 vissuta con il freno a mano tirato. Ora Alvaro è pronto a mettere il passato da parte:

Nella seconda parte della scorsa stagione ho avuto una sorta di blocco mentale, non volevo parlare con nessuno, non volevo sentire nessuno, volevo solo rimanere a casa. Non è stata depressione, ma qualcosa di simile. 

Chelsea, lo schiaffo di Morata al passato: "Ho sofferto la pressione, no all'Italia per rinascere qui"

Cambiare ancora, voltando pagina, o restare in Inghilterra per dimostrare di valere più di quanto fatto vedere nella prima stagione in Premier League? Dopo qualche perplessità iniziale Morata ha optato per la permanenza a Londra. Dove le reti complessive nella stagione 2017/2018 sono state 15, di cui 11 in campionato. Di queste, però, appena una è stata realizzata nella seconda parte di stagione. Dati lontani dalle sue medie abituali: di qui, pur a fronte della corte di Milan e Juventus, la scelta di restare con i Blues.

La cosa più facile sarebbe stata lasciare il Chelsea, potevo tornare in Italia, tra l'altro mia moglie è italiana. Potevo anche tornare in Spagna. Ho avuto molte offerte, ma voglio lottare qui.

Due Coppe di Spagna, una Supercoppa, due edizioni della Liga, due Champions League, una Supercoppa europea e una Coppa del Mondo per Club con il Real Madrid, due scudetti, altrettante Coppe Italia e una Supercoppa italiana con la Juventus, infine una Coppa d'Inghilterra al Chelsea. Nella bacheca di Morata, a 26 anni da festeggiare a ottobre, ci sono già 15 trofei, ma lo spazio a disposizione è ancora tanto. Per questo sotto la guida di Maurizio Sarri l'attaccante classe 1992 prepara la ripartenza:

Nel calcio è tutto una questione di testa e nell'ultimo anno ho sofferto sotto questo aspetto, perché sono arrivato qui con tante aspettative, tanta pressione: ora voglio lottare e voglio cambiare il passato, per questo ho deciso di rimanere al Chelsea. Tutto quello che ora ho in testa è di segnare, segnare e ancora segnare, poi tornare a casa e stare con i miei bambini e mia moglie.

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