Rivoluzione Milan: dove può arrivare adesso la squadra di Gattuso?

Dalla nuova dirigenza agli ultimi acquisti, i rossoneri cambiano volto e ambizioni: ora la zona Champions League non sembra più così lontana.

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Se non è rivoluzione, poco ci manca: bastano due soli giocatori per cambiare il volto a una squadra? Probabilmente no. Ma se uno dei due è Gonzalo Higuain e se l'altro è uno dei difensori italiani più promettenti, le cose cambiano. E sono cambiate per il Milan, che nel giro di un mese è passato dal baratro dell'incertezza europea a un attaccante capace di segnare 111 gol nelle ultime 5 stagioni in Serie A. 

Cambia il Milan, si evolve il Milan: la rivoluzione societaria continua, Leonardo sta guidando il mercato e i tifosi applaudono. In pochi giorni il nuovo direttore generale ha portato a termine un'operazione difficilmente immaginabile fino a due settimane fa, e non ha intenzione di fermarsi qui: nel mirino, adesso, ci sono una mezzala (Rabiot?) e un esterno d'attacco (Bernard?). La rivoluzione continua.

Nel frattempo, però, si è tornato a parlare di Milan. Perché adesso la squadra di Gattuso sembra essere tornata in corsa per obiettivi davvero importanti, almeno sulla carta. Con un Bonucci in meno e con due volti (e che volti) in più, l'allenatore adesso potrà lavorare serenamente, senza nessuna ombra dietro. Perché Ringhio è una delle poche conferme della nuova dirigenza. Per il resto, come detto, la parola d'ordine è sempre la stessa: rivoluzione. O quasi.

Milan, una (quasi) rivoluzione in quattro step: dove possono arrivare i rossoneri?

La Serie A è alle porte, la presenza in Europa League è confermata: dove può arrivare il Milan? Adesso la squadra di Gattuso sembra più pronta, anche dal punto di vista tattico: mancava un grande attaccante ed è arrivato Higuain, Bonucci è stato rimpiazzato da Caldara e sull'out di sinistra c'è l'alternativa Strinic. I colpi potrebbero non essere finiti qui, sulla lista dei desideri rossoneri ci sono altri possibili acquisti: una mezzala e un esterno, come detto.

A parte questo, comunque, il Milan sembra più pronto rispetto alla passata stagione. La base adesso è solida, e i grandi cambiamenti possono portare effetti concreti sul campo. Alla fine, sarà lui a parlare: il campo, le prestazioni, i punti messi in tasca e le vittorie ottenute. Con l'obiettivo (adesso più concreto) di tornare in zona Champions League e di andare più avanti possibile in Europa League. Chissà se gli obiettivi verranno raggiunti. Per il momento, comunque, tira un'aria diversa a Milanello. È nuova, fresca e parla di una rivoluzione divisa in quattro step.

Milan, Gattuso al centro del progettoGetty Images

1) La dirigenza

Addio Fassone, addio Mirabelli (e torna il sereno anche con Raiola): Elliott ha tagliato i ponti con la passata gestione e per il momento ha messo la parte tecnica nelle mani del solo Leonardo, in attesa di capire chi arriverà per affiancarlo. Il brasiliano, nel frattempo, se la sta cavando egregiamente: conosce l'ambiente, ha chiarito con Gattuso, muove i fili e tiene vivi i contatti. È pur sempre colui che portò Kakà e Thiago Silva a Milano, dopo tutto. E anche Pato. Che, tra l'altro, continua a proporsi ai rossoneri e aspetta una chiamata.

2) Gli acquisti

Caldara e Higuain, Higuain e Caldara: il Milan era alle prese con le regole della UEFA e ha tirato fuori dal cilindro un ottimo doppio colpo senza spendere troppi milioni. E sono arrivati anche Reina, Strinic e Halilovic, già bloccati dalla passata dirigenza. Si attendono ancora volti nuovi, qualcuno invece partirà. La sensazione, però, è che la squadra si sia rinforzata. Anche in ottica futura.

3) La (gustosa) conferma di Gattuso

C'era l'ombra di Conte, è vero, ma adesso sembra svanita: Gattuso resta saldamente al comando dei rossoneri. Ha tutto il tempo per preparare la stagione dall'inizio, con i suoi metodi, con la sua filosofia. Ha fatto pace con Leonardo ed è stato confermato dalla società sulla panchina del Milan. Un attestato di stima, poi anche per lui parlerà il campo. Ringhio lo sa bene: testa bassa e pedalare, la ricetta è sempre la stessa. Il piatto, però, quest'anno verrà preparato dall'inizio. E una volta fuori dal forno potrebbe essere ancora più buono.

Milan, la rivoluzione è in attoGetty Images
Il Milan di Gattuso durante la tournée americana

4) Il gruppo unito

Altro fattore fondamentale: l'anno scorso sono arrivati tanti volti nuovi, nel corso dell'ultima stagione hanno avuto tempo di conoscersi (in campo e fuori) e di fare gruppo. Elementi chiave come Kessié, Calhanoglu e Biglia possono salire ancora di rendimento, così come gli altri. Con l'aggiunta di sole due pedine (ma fondamentali) nell'undici titolare, Gattuso adesso vuole trovare l'alchimia perfetta per far rendere al massimo una squadra che adesso è più consapevole dei proprio mezzi, rispetto a qualche mese fa.

Milan, la rivoluzione passa anche dal gruppo unitoGetty Images

Bonus Capitano

Bonucci ha lasciato la fascia, l'eredità è stata raccolta da Alessio Romagnoli. Simbolo del nuovo corso, amatissimo dai tifosi. Un altro segnale della rivoluzione rossonera. Adesso, parola al campo.

#ICC2018 @acmilan @spursofficial #preseason #DevilsInUsa 🇺🇸🔴⚫️

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