L'oro cola sulle maglie: la Premier League infrange ogni record

Il campionato inglese guadagna più di tutti dalle sponsorizzazioni sulle maglie, senza farsi remore sul betting.

L'oro sulle maglie: il record della Premier Getty Images

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L'oro sulle maglie. La vulgata è di quelle che oramai si raccontano in tutti i bar italiani: le squadre di Premier League sono più ricche, non temono concorrenza sul calciomercato e vengono invidiate in tutta Europa. 

Non è solo questione di diversa distribuzione di diritti tv (comunque centrale alla voce ricavi dei club inglesi), ma in generale di un sistema premiante, che apprezza l'immenso prestigio conquistato dal calcio britannico e decide di sfruttarlo fino in fondo. 

Le grandi aziende pagano profumatamente per potersi mettere in vetrina: l'oro è sulle maglie, lo sponsor paga caro per avere l'opportunità di legare il brand ai successi di un club. Mai come in questa stagione: secondo quanto riporta la rivista Sport Intelligence, stavolta la Premier League ha infranto ogni record. 

Premier League, record di introiti dagli sponsorGetty Images
Premier League, record di introiti dagli sponsor

Premier League dorata: i ricavi dagli sponsor sulle maglie infrangono tutti i record

Oro colato sulle maglie: i contratti per le sponsorizzazioni sulle maglie per la stagione 2018/19 della Premier hanno generato 313,6 milioni di sterline (412,5 milioni di dollari). Già la scorsa stagione aveva regalato un deciso incremento: i 20 club avevano intascato qualcosa come 281,8 milioni di sterline, con un segno più di 55 milioni. E si tratta dei soli soli sponsor sulla maglietta: come riporta Sports Pro Magazine, e ricorda Calcio e Finanza, gli sponsor 'di manica' contribuiranno con altri 46 milioni di sterline. Dal 2010 ad oggi l'incremento è di 100.45 milioni di sterline. 

L'accordo più redditizio rimane quello del Manchester United: i Red Devils incassano dalla Chevrolet qualcosa come 47 milioni di sterline l'anno. Meno dall'altra parte di Manchester: il City da Ethiad si gode "solo" 45 milioni di sterline, anche grazie all'aumento contrattuale previsto. Poi un terzetto: il Liverpool, anche in virtù dei risultati pazzeschi, ha rinegoziato il suo accordo con Standard Chartered arrivando a 40 milioni di sterline, la stessa cifra percepita dall'Arsenal, chiusa l'era Wenger (con un aumento di 10 milioni stanziati da Fly Emirates) e Chelsea (da Yokohoma). Discorso di crescita analogo relativo al Tottenham: presto traslocheranno nella nuova casa, hanno risultati attraenti da top club e prestigio in crescita importante. Riceve 35 milioni all'anno dall'AIA, ma l'accordo è destinato a migliorare. Per intenderci, e fare un po' di paragoni: nel 2017/18 la Juventus riceveva 18 milioni di euro annui da Jeep, il Milan 16 da Fly Emirates, il Napoli 10 milioni da Lete, l'Inter 12 da Pirelli. Cifre da metà classifica in Premier League. 

In Italia per molti campionati dalle maglie mancavano gli sponsorGetty Images
In Italia per molti campionati dalle maglie mancavano gli sponsor

Sotto il Tottenham il vuoto: anche il calcio inglese presenta un gap importante tra le prime 6 della classe e tutte le altre. Basti pensare che la settima nella classifica dei ricavi da sponsor è il West Ham, fermo al suo accordo con i maltesi di Betway a 10 milioni di euro l'anno (sono le cifre delle big in A), 25 milioni in meno rispetto alla squadra di Pochettino. A proposito: in Inghilterra non si fanno remore morali a cedere spazio e visibilità a società di scommesse: sono 9 le società che espongono un brand di "gambling". Cozza un po' con l'immagine di "famiglia" e "comunità" di cui spesso i club si ammantano, osservano in Inghilterra. E ironizzano: "Nel frattempo, nonostante la decisione della Federcalcio (FA) dello scorso anno di cessare tutti gli accordi di sponsorizzazione con le società di scommesse, nove squadre della Premier League mostreranno i marchi di gioco sul davanti delle loro maglie". Con tanti saluti ai vertici del calcio inglese. 

Felipe Anderson del West Ham esulta con la sua maglietta sponsorizzata da brand di gamblingGetty Images
Felipe Anderson del West Ham esulta con la sua maglietta sponsorizzata da brand di gambling

Secondo l'agenzia specializzata Agimeg tutte le società di Premier League hanno i cartelloni led degli stadi con gli spot delle società di gioco, e tutte hanno accordi con le compagnie di scommesse. In Francia non solo ci sono le sponsorizzazioni del betting, ma lo Stato redistribuisce parte del gettito delle scommesse alle squadre di Ligue 1. 

Queste cifre, lo ripetiamo, non includono gli sponsor sulla manica: l'Arsenal in questo caso ricava 10 milioni di sterline dal suo accordo con Visit Rwanda, stessa cifra che incassa lo United da Kohler e il City da Nexen Tyre, la Hyundai deposita 6 milioni nelle casse del Chelsea, il Liverpool ne ha a bilancio 5 da Western Union. Tutti gli altri club si attestano sui 400-500 k, inclusi quelli che versa il popolare gioco Angry Birds all'Everton e una società di cryptovalute ai Wolves

La Premier League inoltre ha enorme appeal internazionale: 17 club hanno sponsor non inglesi: dagli USA al Giappone, passando per la Thailandia, Malta, il Kenya. La Premier incassa. La Premier League non si cura di ogni disquisizione morale sul betting. E infrange ogni record: cola l'oro sulle maglie. 

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