The Wrestler - Triple H, l'uomo che sta cambiando il volto della WWE

Dopo essere stato uno dei lottatori di maggior successo della storia, The Game adesso è uno dei dirigenti che sta cercando di cambiare la federazione di Stamford.

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Il modo in cui la WWE concepisce il wrestling è, specialmente in questo periodo storico, molto diverso da quello delle altre compagnie (indipendenti e non) sparse per il mondo. Il motivo principale è che la federazione di Stamford è un’azienda multimilionaria che propone un prodotto curato da centinaia di persone che si muovono dietro le quinte.

Ogni programma che viene trasmesso è infatti il frutto del lavoro dei dirigenti dal punto di vista pubblicitario e di gestione, dei producer che curano i rapporti fra lottatori e dirigenti lavorando anche sul lato tecnico dello spettacolo fino ad arrivare ai booker, cioè le persone che hanno il compito di pensare alle storie, ai match e a tutto quello che succede davanti alle telecamere in uno show.

Il lavoro di queste figure è tanto importante quanto quello delle superstar che competono sul ring e che rimangono comunque il volto della compagnia, rendendolo un marchio riconoscibile in tutto il mondo fra appassionati e non. Ma esistono alcuni personaggi capaci di eccellere in entrambi i campi e l’esempio che in questi anni ha dimostrato di essere una vera e propria colonna per la WWE (sul ring e fuori) è quello di Triple H.

Triple HWWE.com

Triple H, uno dei simboli del nuovo millennio in WWE 

Paul Levesque nasce nel New Hampshire e la sua grande passione per il wrestling lo porta ad allenarsi con il leggendario Wladek “Killer” Kowalski: dopo le esperienze nelle federazioni territoriali, i primi passi nelle compagnie di alto livello sono mossi in WCW nel 1994, dove lotterà prima col nome di Terra Ryzing e poi interpretando il personaggio di uno spocchioso aristocratico. Questa gimmick sarà poi portata in WWE un anno dopo dove esordirà con lo pseudonimo di Hunter Hears Helmsley.

Dopo due primi anni fra alti e bassi, in cui però vincerà il titolo Intercontinentale e il torneo King of The Ring, la svolta della carriera di Triple H (il suo nuovo nome) arriverà grazie all’alleanza con il grande amico Shawn Michaels che con lui, Chyna e Rick Rude andrà a formare il gruppo denominato D-Generation X. La stable, caratterizzata da un comportamento irrispettoso e dissacrante, diventerà una delle più importanti della storia della compagnia e lancerà nella stratosfera sia Triple H che Michaels, entrambi due volti fondamentali dell’Attitude Era.

Dopo il momentaneo ritiro di HBK, Triple H diventò il leader della D-X crescendo ancora di più in popolarità, mentre l’altro snodo fondamentale della sua esperienza fu l’angle del suo matrimonio con Stephanie McMahon, figlia di Vince, il proprietario della WWE. L’alleanza con Stephanie (che pochi anni dopo diventerà davvero sua moglie) renderà Helmsley un main eventer fisso della compagnia, posizione che praticamente non lascerà mai dall’inizio del nuovo millennio fino al 2015: con 14 titoli mondiali, 5 titoli intercontinentali, una vittoria alla Royal Rumble e rivalità leggendarie come quelle con Michaels, The Rock e Undertaker, Triple H è indubbiamente uno dei wrestler di maggior successo degli ultimi 20 anni.

Triple H e Stephanie McMahonWWE.com

Una figura scomoda: la Kliq e l'era McMahon-Helmsley 

Quella di Triple H è una delle figure più discusse della storia moderna del wrestling, non soltanto per il successo che ha avuto nel ring ma anche per quello che è accaduto dietro le quinte nei quasi 2 decenni in cui è stato un lottatore a tempo pieno, dato che il nativo del New Hampshire è sempre stato un profilo molto “pesante” nello spogliatoio della WWE.

Negli anni ’90 era membro della Kliq, un gruppo di lottatori di cui facevano parte anche Shawn Michaels, Scott Hall e Kevin Nash che nei programmi non era riconosciuto ma aveva grande influenza nel backstage. La loro importanza nella federazione (prima dell’addio degli ultimi 2 che lasciarono Stamford per andare in WCW) era tale che i loro membri riuscivano a condizionare anche il team creativo in modo da influire positivamente sulle rispettive carriere, attirandosi parecchio malumore fra gli altri wrestler allora in compagnia.

Ciò che però porterà Triple H a essere quasi universalmente ritenuto una figura fin troppo ingombrante in WWE è stato il suo matrimonio con Stephanie McMahon. Inevitabilmente diventare il genero del boss della compagnia (specialmente se quel boss è un personaggio come Vince McMahon) porta inevitabilmente a delle dietrologie, ma la carriera di The Game all’inizio degli anni 2000 di certo non farà nulla per far cambiare idea ai più sospettosi.

Specialmente all’inizio del brand split, quando RAW e Smackdown avranno due roster separati, Triple H monopolizzerà la scena del main event dello show rosso. The Cerebral Assassin vincerà il World Heavyweight Championship per 4 volte in 2 anni, mantenendolo attorno alla vita addirittura per 532 giorni in quello che sarà definito ironicamente “Il regno del terrore” dai fan di wrestling.

Triple HWWE.com

Nel gergo degli appassionati un lottatore  in rampa di lancio a cui viene negata la possibilità di crescere di popolarità o di trovare una vittoria importante viene definito “Buried”: Triple H è stato uno dei lottatori che più volte è stato accusato di “seppellire” i suoi avversari pur di non farsi battere (Booker T e CM Punk sono gli esempi più noti), motivo per cui la sua immagine con una pala in mano è diventata uno dei meme più famosi su internet per chi segue il wrestling.

Triple HGetty

Dal ring al ruolo dirigenziale: la visione di NXT

Se la sua carriera full-time da wrestler è ormai finita da tempo, nonostante non disdegni qualche incontro nelle occasioni importanti come Wrestlemania, Triple H è ormai diventato una figura cardine nel lato dirigenziale della WWE: dal 2013 infatti è il Vicepresidente dei Talent, degli eventi live e del team creativo. Se questa carica gli permette di avere voce in capitolo sulla direzione creativa degli show, il suo ruolo più importante al momento è quello di ideatore e produttore di NXT.

Lo show giallo è nato nel 2010 sotto forma di reality show diviso in stagioni in cui alcuni  giovani lottatori venivano introdotti al pubblico WWE grazie ad alcune prove che portavano poi al voto e all’eliminazione dei wrestler, col vincitore finale che otteneva un contratto. Nel 2012 però arriverà la svolta anche per decisione di The Game: lo show smetterà di essere un reality e NXT muterà ufficialmente nel territorio di sviluppo della compagnia di Stamford, diventando uno programma di wrestling a tutti gli effetti.

Avevamo bisogno di formare la nuova generazione di talenti e prima di NXT, era difficile capire dove cercare per noi: in pochi sanno davvero come si diventa una superstar WWE.

Pochi mesi dopo, Triple H fu uno degli artefici della creazione del Performance Center, un centro a Orlando in cui tutti i lottatori appena messi sotto contratto a NXT (che viene registrato alla Full Sail University proprio a Orlando) possono allenarsi ed essere istruiti allo “stile” della WWE senza essere immediatamente gettati in pasto al pubblico di RAW e Smackdown, non abituato a vedere spesso facce nuove. In questo modo il brand giallo diventerà pian piano il luogo dove la federazione potrà non solo formare nuovi talenti ma anche accogliere i migliori delle federazioni indipendenti introducendoli al modo di lavorare nella compagnia di Stamford: i primi esempi furono Seth Rollins, Neville e Sami Zayn.

Da quell’ormai lontano 2013 la crescita di NXT è stata inarrestabile: sotto la guida di Triple H, che è anche il booker, il programma è diventato amatissimo in particolare dallo zoccolo duro dei fan di wrestling amanti del prodotto più vecchio stile o più simile a quello che si vede nelle federazioni indipendenti. Pur essendo comunque un brand di nicchia, la popolarità di NXT è in continua ascesa, gli speciali denominati TakeOver sono sempre un successo di pubblico e critica e soprattutto la Full Sail University è diventata una vera e propria fucina di talenti per RAW e Smackdown che ogni anno attingono dal roster giallo prelevando le stelle più importanti.

Il merito di questo successo è certamente di Triple H, che guida NXT con un approccio moderno che però non si distacca troppo dalla Old School vista la sua grande passione per l’NWA. Dato il periodo attuale in cui il prodotto del main roster non è visto benissimo dai fan di vecchia data della WWE perché ritenuto poco originale, lo show giallo è rappresenta una ventata di aria fresca. E dopo aver passato molti anni della sua carriera venendo additato come una figura che tendeva a “seppellire” nuovi talenti, ora gli appassionati vedono in Triple H l’uomo che sta cambiando il volto della compagnia. In meglio.

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