Liverpool, Klopp risponde a Mourinho: "Io dello United non parlo"

Botta e risposta tra il tedesco e il portoghese: "Si vede che è felice per i nostri colpi di mercato. Sergio Ramos? A Kiev sembrava un wrestler".

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La Premier League avrà il via ufficialmente nel weeekend tra il 10 e il 12 agosto, ma il termometro calcistico inglese ha già raggiunto picchi importanti. Almeno a giudicare dagli scambi dialettici. L'ultimo in ordine di tempo ha visto protagonisti José Mourinho e Jurgen Klopp: alle parole dell'allenatore portoghese del Manchester United, che aveva evidenziato come il calciomercato estivo avesse costretto il Liverpool a "dover vincere", la guida tedesca dei Reds ha risposto con ironia. Senza però dimenticare di punzecchiare il collega.

Succede tutto a poche ore dalla sfida di International Champions Cup che vedrà Liverpool e United in campo questa sera (23.05 ore italiane) al Michigan Stadium di Ann Arbor: Mourinho, facendo il punto sulle rivali per la Premier League 2018/2019, aveva sottolineato gli acquisti del Liverpool - da Naby Keita a Fabinho fino a Shaqiri e Alisson, costati 175 milioni di sterline - sostenendo come i Reds fossero obbligati a vincere il campionato. Ipotesi alla quale Klopp ha replicato con il sorriso in conferenza stampa.

Interrogato sulle parole del collega portoghese, l'ex allenatore del Borussia Dortmund ha spiegato di aver interpretato il pensiero di Mourinho come un tentativo di smussare la pressione sullo United e trasmetterla a una diretta concorrente. Uno stratagemma non nuovo, ha aggiunto Klopp:

Onestamente José può dire quello che vuole. Non è facile negare le sue parole. Potrei fare lo stesso ma non mi interessa quello che succede al Manchester United.

Liverpool, Klopp replica a Mourinho sul calciomercato: "Si può anche cambiare opinione"

Alla radice dell'osservazione di Mourinho sul calciomercato "spendaccione" del Liverpool c'è una svolta nel pensiero di Klopp. Nel 2016 l'allenatore tedesco aveva criticato pubblicamente ("Altri club possono permettersi di spendere queste cifre per prendere i giocatori migliori") l'operazione che aveva portato Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United: quest'anno, dopo l'arrivo di Liverpool ad Anfield per 75 milioni di sterline, la retromarcia. Ammessa con il sorriso dall'allenatore dei Reds:

Viviamo in un mondo libero e lui può dire quello che vuole. Se poi Mourinho è felice per i nostri colpi di mercato, è ancora meglio. Sappiamo tutti però che anche con questi investimenti di mercato non è detto che si vinca automaticamente qualcosa.

Clima tutto sommato disteso, in sintonia con il calcio d'estate. Ai cronisti che hanno evidenziato come Mourinho abbia spesso parlato di Klopp nel recente passato, l'allenatore di Stoccarda ha spiegato il suo punto di vista, senza dimenticare una frecciatina in direzione Manchester:

Si può cambiare opinione e anche come persona Mourinho è divertente. Una delle mie più grandi conquiste nella vita è riuscire a farlo sorridere. Non succede così spesso. Io però del Manchester United non parlo, a meno che qualcuno non mi chieda qualcosa su di loro.

Finale di Champions League, lo scontro tra Mohammed Salah e Sergio RamosGetty Images
Champions League, lo scontro tra Mohammed Salah e Sergio Ramos: l'infortunio dell'egiziano

La frecciata a Sergio Ramos: "A Kiev sembrava un wrestler"

Non c'è certo solo la Premier League nei piani di Klopp. L'allenatore dei Reds non ha ancora dimenticato la finale di Champions League persa a maggio a Kiev contro il Real Madrid: non solo per il 3-1 che portò il trofeo in Spagna, ma anche per l'infortunio di Mohammed Salah. A causarlo un intervento del difensore delle merengues Sergio Ramos, verso il quale Klopp non ha avuto parole dolci ai microfoni del Telegraph:

Se sommi tutte le situazioni di gioco con Sergio Ramos nella finale, si notano un sacco di cose. Sul fallo a Salah non pensi ‘wow, bel contrasto’. Non credo che Momo si sarebbe sempre infortunato in una situazione del genere, stavolta è stato sfortunato. Credo sia successo qualcosa che non rivedremo: un calciatore che va a dare una gomitata al portiere, che abbatte l'attaccante avversario come fosse un wrestler e poi vince la partita.

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