Bayern Monaco, il dramma di Davies: "Abbiamo camminato fra i cadaveri"

Il 17enne canadese appena acquistato dai bavaresi ha alle spalle una storia drammatica. Arriverà in Baviera solo a gennaio, sarà il sostituto di Robben e Ribery.

509 condivisioni 0 commenti

di

Share

Il viso che si illumina, il sorriso stampato sul volto. E i genitori che tirano un grande sospiro di sollievo. Perché Alphonso Davies ce l'ha fatta, è arrivato nel grande calcio, realizzando il proprio sogno. Lui, che ha alle spalle una vita particolarmente difficile, è arrivato in uno dei maggiori club d'Europa, è arrivato al Bayern Monaco.

I bavaresi per prenderlo lo hanno pagato 19 milioni di euro. Mai avevano sborsato tanto per un minorenne. Un segnale, perché che il Bayern Monaco punti su di lui è piuttosto evidente. Nel 2010 i bavaresi rinunciarono a Neymar, all'epoca 17enne, proprio perché spaventati dalle richieste del Santos: per i tedeschi 24 milioni erano troppi. Oggi pagano poco meno per Davies.

Per questo l'acquisto del canadese è particolarmente significativo. Davies fra l'altro diventa la cessione più remunerativa della storia della MLS. Anche questo è indice di quanto venga valutato il 17enne. Sia dal Vancouver, sia dal Bayern Monaco, ma anche da altri grandi club europei. Su di lui, infatti, c'erano anche Real Madrid e Barcellona.

Bayern Monaco, la storia di Alphonso Davies

Una volta arrivato l'annuncio del passaggio di Davies al Bayern Monaco, la mamma Victoria ha raccontato la sua storia. Anzi, la loro storia. Perché tutta la famiglia Davies ha alle spalle un percorso di vita molto difficile. A fine anni Novanta furono costretti a scappare dalla Liberia, dove era scoppiata la guerra civile. Arrivarono in Ghana ma anche lì non se la passavano bene.

Sono fiera di mio figlio Alphonso. Nel campo rifugiati non avevamo da mangiare, non avevamo vestiti. Oggi siamo qui, abbiamo tutto quel che ci serve. Quando eravamo in Liberia per trovare da mangiare dovevamo andare in mezzo ai cadaveri. Avevamo paura di morire. Era pericoloso, era terribile, per questo abbiamo deciso di scappare.

Percorsi circa 1500 chilometri, i Davies arrivarono in Ghana insieme ad altre 42mila persone. Finirono in un campo profughi, e chiesero l'asilo politico al Canada, dove vengono effettivamente accettati nel 2006. Lì la vita è indubbiamente più facile, ma ora che Alphonso è diventato calciatore i problemi sono un lontano ricordo, come ammette mamma Victoria:

Il paese nel quale noi speravamo di salvarci, ora spera in mio figlio per ottenere grandi risultati sportivi. Ad Alphonso ho detto che può lasciarci ora, lui mi ha detto che non cambierà mai.

Il viso che si illumina, il sorriso stampato sul volto. Le prime foto di Davies al Bayern Monaco sono significative. Perché dietro ci sono i genitori che tirano un grosso sospiro di sollievo.

 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.