Real Madrid, il rifiuto di Nagelsmann: "Ho 30 anni, ci sarà tempo"

L'allenatore dell'Hoffenheim era stato contattato per prendere il posto di Zinedine Zidane: "Non c'è nulla di meglio del Real, ma non volevo un'esperienza all'estero".

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Si può dire di no alla corte di uno dei club più famosi e vincenti al mondo? Risposta positiva, se hai 30 anni, sei uno degli allenatori emergenti più quotati d'Europa e ti chiami Julian Nagelsmann. L'allenatore classe 1987, 31 anni festeggiati lo scorso 23 luglio, oggi è sulla panchina dell'Hoffenheim ma avrebbe potuto essere alla guida delle Merengues: contatto dopo l'addio del Real con Zinedine Zidane, valutazione di proposta e prospettiva e cordiale stretta di mano per rifiutare. Una scelta coraggiosa.

Per comprendere la scelta di Nagelsmann occorre però fare un passo indietro, a inizio giugno. In quei giorni, dopo aver conquistato la terza Champions League consecutiva, Zinedine Zidane dava l'addio alla panchina del Real Madrid. Un congedo inatteso per buona parte di tifosi e stampa, che evidentemente nelle stanze segrete del Bernabeu la dirigenza stava già preparando. Per questo il numero di telefono dell'allenatore dell'Hoffenheim è stato uno dei primi contattati nella rubrica di Florentino Perez.

A raccontare i retroscena del corteggiamento del Real Madrid e del garbato rifiuto è stato lo stesso Nagelsmann, intervistato da 11 Freunde, mensile sportivo tedesco. L'allenatore eletto come migliore guida tecnica della Bundesliga e fresco di pass per la prossima Champions League acquisito con l'Hoffenheim, non ha certo nascosto stupore e imbarazzo per quella chiamata:

Al momento della chiamata chiaramente ci ho pensato. Nel mondo del calcio non c'è nulla di grande come il Real Madrid.

Julian Nagelsmann sulla panchina dell'Hoffenheim: ha spiegato il rifiuto al Real MadridGetty Images
Julian Nagelsmann sulla panchina dell'Hoffenheim: ha spiegato il "no" al Real Madrid

Real Madrid, Nagelsmann e il gran rifiuto: "C'è tempo per allenare all'estero"

Il resto è storia nota. Le attenzioni del Real Madrid dirottano su Lopetegui, sancendone la cacciata dal ruolo di commissario tecnico della Spagna alla vigilia dei Mondiali 2018, e Nagelsmann decide di rispettare l'accordo preso con il Lipsia a partire dall'estate 2019: contratto quadriennale, prima del quale ci sarà una Champions League da vivere con l'Hoffenheim. Tappe spiegate nell'intervista rilasciata a inizio mese:

Ho ancora 30 anni: se la mia carriera da allenatore procederà a lungo, può darsi che più avanti avrò un'altra chance di allenare una squadra di questa caratura. Voglio continuare a restare qui, non mi andava bene un'esperienza all'estero.

Un uomo di parola, al netto delle ambizioni e delle prospettive offerte dai club che lo corteggiano. Il ritratto che emerge di Julian Nagelsmann è trasparente. Un percorso partito da Landsberg am Lech, in Alta Baviera, e passato per l'addio al calcio giocato e agli studi in business administration. A 31 anni la sua ricetta è semplice: lavoro, pazienza e applicazione. Passo dopo passo. Per i successi c'è tempo: 

Il grande problema della nostra società è il voler puntare sempre al massimo, essere sfacciati, volere sempre la macchina più grande. Io non sono così e voglio proseguire step by step.

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