Gattuso su Bonucci: "Se vuole andare via deve parlare con la società"

Da Los Angeles, dove i rossoneri si trovano per partecipare alla International Champions Cup, il tecnico fa il punto sulla sua situazione personale e su quella del capitano ex-Juventus.

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Non sono tanti gli allenatori che in questo momento vorrebbero trovarsi al posto di Gennaro Gattuso. Il tecnico del Milan, subentrato lo scorso novembre a Vincenzo Montella e affermatosi come tecnico nonostante lo scetticismo generale che lo circondava, guida al momento una squadra che ancora non ha ben chiaro il proprio futuro quando manca meno di un mese all'inizio del campionato.

L'entrata in scena a livello societario del fondo Elliott, che si è liberato di Yonghong Li riuscendo a salvare la partecipazione alla prossima Europa League, ha significato anche una rivoluzione a livello dirigenziale con l'allontanamento dei due uomini di fiducia della precedente proprietà, Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, rimossi rispettivamente dalle cariche di amministratore delegato e direttore sportivo.

I due erano stati gli artefici della promozione dalla Primavera dell'attuale tecnico rossonero, che mentre attende le mosse della nuova società deve anche affrontare il caso relativo al capitano Leonardo Bonucci, che pare ogni giorno che passa pronto a lasciare il Milan dopo una sola stagione. Da Los Angeles, dove sta preparando la squadra all'esordio nell'International Champions Cup, Gattuso prova a prendere posizione sulla questione.

Gattuso e Bonucci dopo la semifinale di Coppa Italia Getty Images

Milan, Gattuso su Bonucci: "Per il futuro deve parlare con la società"

Ho parlato con Bonucci, abbiamo avuto un confronto, ma io non sono il club e per il suo futuro deve parlare con la società. Se dovesse chiedere esplicitamente di andarsene, bisognerà affrontare il discorso.

Le parole di Gattuso confermano il fatto che la questione è attuale e non un'invenzione dei media: dopo una sola stagione in rossonero Leonardo Bonucci potrebbe aver manifestato l'intenzione di andarsene, confermando le voci di calciomercato che nelle scorse settimanelo avevano accostato al Paris Saint-Germaine che oggi parlano di un suo clamoroso ritorno alla Juventus, club in cui ha militato dal 2010 alla scorsa estate, quando il Milan lo prelevò pagandolo 42 milioni di euro.

Quello che doveva essere l'inizio di un nuovo capitolo si è trasformato invece in un anno a dir poco sofferto sia da parte del giocatore, abituato a una realtà senz'altro più vincente, sia da parte del club rossonero, che soltanto nelle ultime giornate è riuscito a strappare quella qualificazione in Europa poi messa in discussione dalla UEFA in un'estate che ha portato all'ennesima rivoluzione societaria.

Bonucci ha giocato 51 partite in rossonero, risultando il terzo giocatore più presente nella scorsa stagione dopo Kessié e Donnarumma, ma non ha spostato gli equilibri come in tanti si erano augurati al momento della sua firma ed è spesso apparso frustrato, come ad esempio in occasione della finale di Coppa Italia persa proprio contro la Juventus. Per Gattuso rimane comunque, al momento, un leader dello spogliatoio.

Fino a quando sarà qui voglio vedere il Bonucci di questi primi quindici giorni di ritiro, un grande professionista, il primo a tirare il gruppo. Parlerà con la società e decideranno, ma spero che Leo possa rimanere qui.

Se poi vorrà lasciare, questo il senso del discorso dell'allenatore, dovrà prendersi le proprie responsabilità e parlare chiaramente con una società che al momento non sembra avere le idee chiare neanche per quel che riguarda la guida tecnica, con il nome di Antonio Conte che continua a circolare dalle parti di Milanello. Gattuso si è trovato sulla panchina del Milan per volere di una dirigenza che non c'è più, ma piuttosto che pensare al proprio posto preferisce guardare avanti e pensare al lavoro che c'è da fare.

Ho avuto un confronto con Leonardo, ma con la proprietà non ancora. Io sono un dipendente del Milan così come i giocatori e cercare alibi non ci porta da nessuna parte. Se poi ci sarà qualche cambiamento e qualche linea nuova da portare avanti, lo faremo per il bene del Milan.

Spazio infine al ricordo di Zlatan Ibrahimovic, da calciatore compagno in rossonero e attualmente stella del soccer a Los Angeles, e rispetto per José Mourinho, allenatore del Manchester United con cui il Milan si confronterà nel primo impegno dell'International Champions Cup.

Ibra ha una grande caratteristica, la mentalità di chi vuole vincere sempre, negli anni in cui era con noi ci ha aiutati a fare il salto di qualità. Anche Mourinho ha la mentalità del vincente, non è certo un caso che da vent'anni è sempre al top. Parliamo di uno dei migliori allenatori al mondo.

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