Diamond League, Elena Vallortigara seconda italiana di sempre: 2.02m

A Londra la doppia impresa alle quote di 2.00m e di 2.02m ha colorato di azzurro una splendida due giorni dei Muller Anniversary Games al London Stadium Queen Elizabeth di Stratford.

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Pomeriggio da favola per gli appassionati di atletica italiani che hanno gioito per il sensazionale record personale di 2.02m dell’azzurra Elena Vallortigara nel salto in alto vinto da Maria Lasitskene con 2.04m.

Vallortigara seconda italiana di sempre con 2.02 alle spalle di Lasitskene

Elena Vallortigara ha scritto una grande pagina di storia dell’atletica italiana volando oltre l’asticella alle misure di 2.00m e di 2.02m sempre al terzo tentativo. La misura saltata dall’azzurra si colloca al secondo posto delle liste italiane di sempre ad un solo centimetro dal record italiano all’aperto della grande Antonietta Di Martino realizzato nel 2007. L’atleta vicentina ha superato la campionessa olimpica di Mosca 1980 Sara Simeoni (2.01m), Antonella Bevilacqua e Alessia Trost (1.98m) nelle liste italiane all’aperto di sempre. L’azzurra si è migliorata di sei centimetri rispetto al precedente primato personale di 1.96m realizzato a Zoetermeer in Olanda. La prestazione di Elena si colloca al secondo posto delle liste mondiali stagionali alle spalle del 2.04 di Maria Lasitskene e davanti al 2.01 della belga Nafissatou Thiam realizzato a Goetzis.

Era dal 2.00m di Antonietta Di Martino in occasione della medaglia di bronzo ai Mondiali di Daegu 2011 che un azzurra non superava la quota dei 2 metri.

Vallortigara è salita al ventesimo posto di sempre in Europa. Nella gara di Londra l’atleta nativa di Schio rinata sotto la guida tecnica di Stefano Giardi dopo sette anni di problemi fisici ha superato le misure di 1.79m, 1.83m, 1.87m e 1.91m al primo tentativo. Alla quota di 1.95m sono rimaste in nove comprese l’argento mondiale Yulia Levchenko, la campionessa mondiale indoor di Portland 2016 Vashti Cunningham, ma solo Lasitskene e Vallortigara sono riuscite a superare questa misura. La vicentina decide a sorpresa di passare quota 1.98m per tentare direttamente il colpaccio a 2.00m, che supera brillantemente alla terza prova. Dopo due prove sbagliate a 2.02m la ventiseienne azzurra valica l’asticella a 2.02m ancora alla terza prova prima di sciogliersi con un pianto liberatorio di gioia ripensando ai tanti infortuni e ai sacrifici fatti per tornare a far splendere il suo immenso talento. Vallortigara salì sulla ribalta giovanissima vincendo la medaglia di bronzo sia ai Mondiali allievi di Ostrava 2007 sia ai Mondiali Under 20 di Moncton 2010. Elena Vallortigara:

Questa è la mia prima volta a Londra e in Gran Bretagna. Ho avuto subito ottime sensazioni da quando sono arrivata qui. Salto dopo salto la mia tecnica è migliorata. Non è un sogno, ma è pura realtà. Ci ho pensato tante volte, anche nei momenti più bui della mia volta, quando ho dovuto fare i conti con gli infortuni e cose che non giravano come avrei voluto. Bisogna aspettare e costruire perché alla fine tutto arriva al momento giusto.  

Maria Lasitskene in azione a LondraGetty Images
Maria Lasitskene si è imposta a Londra con la misura di 2.04 metri

Solo la straordinaria Maria Lasitskene ha fatto meglio dell’azzurra superando per la seconda volta in questa stagione la misura di 2.04m che eguaglia la migliore prestazione mondiale dell’anno già realizzata a Parigi. Vallortigara ha battuto la statunitense Vashti Cunningham, Morgan Lake, Erika Kinsey e l’altra azzurra Alessia Trost, tutte racchiuse tra la terza e la quinta posizione con la stessa misura di 1.91m. Trost ha compiuto un bel passo in avanti rispetto alle ultime gare superando il personale stagionale all’aperto di un centimetro. Maria Lasitskene:

Mi sento molto bene dopo la gara di oggi. Tutto è andato bene e mi sento in forma. Ho la potenzialità di saltare ancora più in alto. Il mio prossimo passo è la preparazione ai prossimi Europei di Berlino.

La pedana di Londra aveva già portato fortuna ai colori italiani tre anni fa quando Marco Fassinotti e Gianmarco Tamberi realizzarono una storica doppietta azzurra in Diamond League.

800 metri: Korir sesto di sempre al mondo con 1’42”05

Dopo l’eccellente 1’42”14 di Nijel Amos a Montecarlo gli 800 metri hanno avuto ancora la luce della ribalta con uno strepitoso Emmanuel Korir, che ha migliorato il record personale e la migliore prestazione mondiale dell’anno con 1’42”05 (sesta migliore prestazione mondiale di sempre) sulla pista dove David Rudisha realizzò il record del mondo alle Olimpiadi di Londra del 2012 con 1’40”91. Era proprio da quella favolosa finale olimpica di sei anni che non si correva così velocemente. Di recente l’allievo del campione olimpico di Seul 1988 Paul Ereng ha corso il record personale sui 400 metri con 44”21 ai Campionati keniani e ha vinto al meeting di Lignano Sabbiadoro in 44”52. Nel 2017 Korir realizzò la migliore prestazione mondiale di sempre sui 600 metri indoor con 1’14”97.

Lo statunitense Clayton Murphy ha corso la migliore gara dell’anno firmando il personale stagionale con 1’43”12 precedendo con lo stesso tempo al photo finish il vincitore di Shanghai e Roma Wycliffe Kinyamal. Amos si è confermato ancora su grandi tempi due giorni dopo la super gara di Montecarlo chiudendo in quarta posizione in 1’43”29. Il britannico Jake Wightman è stato il migliore degli europei in quinta posizione in 1’44”61 davanti al campione del mondo indoor Adam Kszczot (1’44”72) e all’altro britannico Guy Learmonth (1’44”73).

Miglio femminile: Sifan Hassan realizza il terzo miglior tempo di sempre

Sifan Hassan ha realizzato la terza migliore prestazione di sempre con un eccellente 4’14”71 nella gara allestita per l’attacco di Laura Muir al record britannico di Zola Budd. Meglio di Hassan hanno fatto soltanto Svetlana Masterkova e Genzebe Dibaba con 4’12”56 e 4’14”30. In una gara di eccellente livello tecnico l’etiope Gudaf Tsegay si è classificata seconda stabilendo la settima migliore prestazione di sempre con 4’16”14 precedendo di un centesimo di secondo Hellen Obiri, che ha stabilito il record keniano con 4’16”15 precedendo Jenny Simpson (4’17”30) e Laura Muir (4’19”28).

1500 metri maschili: ritorno alla vittoria di Matt Centrowitz

Il campione olimpico di Rio de Janeiro 2016 è tornato ad esprimersi a grandi livelli dopo due anni vincendo allo sprint in 3’35”22 davanti all’australiano Ryan Gregson (3’35”35), al giovanissimo keniano Justus Soget (3’35”56) e al norvegese Henrik Ingebrigtsen (3’35”61).

200 metri maschili: Bloomfield demolisce il personale con 19”81

Il giovane giamaicano Akeem Bloomfield si è confermato come una delle più grandi novità della stagione dello sprint mondiale vincendo con un eccellente personale di 19”81 davanti al tre volte vincitore della Diamond League Alonso Edward (20”01), all’equadoregno Alex Quinonez (20”13) e ai britannici Nethaneel Mitchell Blake (20”21) e Adam Gemili (20”30). Churandy Martina è tornato ad esprimersi su buoni livelli correndo in 20”32. Ad inizio stagione Bloomfield era sceso sotto i 44 secondi sui 400 metri in occasione del terzo posto ai Campionati NCAA di Eugene in 43”94.

100 ostacoli femminili: Harrison vola in 12”36 sulla pista del record del mondo

Kendra Harrison ha vinto in 12”36 aggiudicandosi i 100 ostacoli del meeting di Londra per il terzo anno consecutivo sulla pista dove due anni fa firmò uno storico record del mondo con 12”20. La fuoriclasse nata nel Tennessee ha preceduto la campionessa olimpica Brianna McNeal (12”47) e Sharika Nelvis (12”51). McNeal e Harrison avevano vinto precedentemente le loro rispettive batterie in 12”41 e in 12”50.

Volevo correre il più velocemente possibile e tagliare il traguardo per prima. Ho colpito alcuni ostacoli e so che posso andare ancora più velocemente

Salto in lungo maschile: Manyonga vola a 8.58m

Il campione del mondo Luvo Manyonga ha superato la barriera degli 8.50m per tre volte raggiungendo la migliore misura di 8.58m, che eguaglia il personale stagionale realizzato in occasione della vittoria al Golden Gala Pietro Mennea di Roma. Il Sudafrica ha fatto doppietta con il secondo posto di Rushwal Samaai con 8.42m. Il campione olimpico di Londra 2012 Greg Rutherford si è congedato dal pubblico di Londra nell’ultima gara della sua carriera al London Stadium. Il simpatico saltatore nativo di Mylon Keynes ha fatto un giro d’onore portando in braccio il figlio che indossava un pettorale con su scritto “Thank you Greg” in uno dei momenti più emozionanti del pomeriggio londinese.

200 metri femminili: Jenna Prandini vince a sorpresa

La statunitense di origini bresciane Jenna Prandini ha vinto a sorpresa il super 200 metri femminile stabilendo il record personale con 22”16 davanti alla campionessa NCAA indoor Gabrielle Thomas (22”19), alla giamaicana Shericka Jackson (22”22), alla britannica Dina Asher Smith (22”25) e all’ivoriana Marie Josée Ta Lou (22”34). L’olandese Jamile Samuel ha stabilito il record personale in 22”37 precedendo addirittura la più famosa connazionale Dafne Schippers (22”42).

Lancio del disco femminile: Perkovic vince con un unico lancio valido

La regina croata del lancio del disco Sandra Perkovic ha incrementato la sua striscia vincente a 14 gare consecutive con l’unico lancio valido di 67.24m al primo tentativo nello stadio dove ha vinto le Olimpiadi nel 2012 e i Mondiali del 2017. Le cubane Yaimé Perez e Denia Caballero hanno completato il podio classificandosi seconda e terza rispettivamente con 64.63m e 63.91m.

110 ostacoli maschili: Levy supera gli statunitensi

Il giamaicano Ronald Levy ha vinto la seconda gara consecutiva di Diamond League dopo Parigi fermando il cronometro in un ottimo 13”13 davanti agli statunitensi Devon Allen (13”30) e Freddie Crittenden (13”33) al campione del mondo dei 60 metri ostacoli indoor Andy Pozzi (13”38).

400 metri femminili: McPherson e Le Roy firmano la doppietta giamaicana

La Giamaica ha realizzato la doppietta con Stephanie Ann Mcpherson, vincitrice in 50”31 davanti a Anastasya Le Roy (50”85) e alla statunitense Courtney Okolo (50”93). L’olandese Lisanne De Witte è stata la migliore delle europee in quarta posizione in 51”08 davanti alla britannica Onuora (51”13).

800 metri femminili: vince Ce’Aira Brown

La statunitense Ce’Aira Brown ha vinto in volata precedendo in volata la giamaicana Natoya Goule di un decimo di secondo in 1’58”57. L’azzurra Yusneisy Santiusti si è classificata settima stabilendo il record stagionale con 2’00”95. L’azzurra è stata la terza tra le europee alle spalle della scozzese Lynsey Sharp (1’59”34) e dell’olandese Sanne Verstegen Wolters (2’00”86).

Staffette 4x100: doppietta britannica

La Gran Bretagna ha trionfato nella staffetta 4x100 in 37”61 stabilendo migliore prestazione mondiale dell’anno e record del meeting sulla pista che regalò ai Sudditi della Regina la medaglia d’oro ai Mondiali di Londra dell’anno scorso. La formazione britannica era composta da CJ Ujah, Zharnel Hughes, Adam Gemili e Nethaneel Mitchell Blake. La formazione del Giappone formata da Koike, Iizuka, Kiryu e Cambridge si è classificata seconda in 38”09 precedendo l’Olanda (38”21).

La 4x100 di casa ha completato la doppietta vincendo la staffetta femminile in 42”36 con una formazione composta da Asha Phillip, Imani Lansiquot, Bianca Williams e Darryl Neita precedendo la Cina (42”59) e l’Olanda (42”71).

Prima dell’inizio delle gare la campionessa olimpica dei 400 metri di Pechino 2008 Christine Ohuruoghu si è congedata dal pubblico britannico dando l’addio alle gare proprio nello stadio che dista a poche miglia da casa sua. Il Presidente della IAAF Lord Sebastian Coe ha regalato alla grande atleta londinese di origini nigeriane un quadro con tutte le immagini più importanti della sua carriera sportiva.

 

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