Özil e la foto con Erdogan: "Solo rispetto per la mia famiglia"

Il centrocampista dell’Arsenal rompe il silenzio su Twitter dopo la foto di metà maggio con il presidente turco: "Nessun messaggio politico in quell'immagine".

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Uno scatto fotografico che avrebbe potuto costargli la partecipazione ai Mondiali 2018, archiviati dalla sua Germania con l'eliminazione nella prima fase. Prima ancora che sul terreno di gioco - dove la sua luce poche volte si è accesa sui campi russi - Mesut Özil è stato protagonista della Coppa del Mondo per un incontro che ha rischiato di provocare un incidente diplomatico in Germania: quello che ha visto il centrocampista dell'Arsenal e il compagno di nazionale İlkay Gündoğan ritratti con il presidente turco Recep Erdogan.

Le immagini risalgono a metà maggio e sono state realizzate in occasione di un evento di beneficenza a Londra: la foto di Özil e Gündoğan in posa con Erdogan aveva irritato Berlino, con la stessa cancelliera Angela Merkel che ne aveva evidenziato le possibilità che il messaggio fosse frainteso. Per i due calciatori - come spiegato da Gündoğan - era stata solo una "visita di cortesia", ma per il capo di Stato turco quella stretta di mano poteva avere ben altro significato.

Alle critiche violente di chi era arrivato a invocare l'esclusione dei due centrocampisti dalla lista dei convocati per Russia 2018, proposta alla quale il commissario tecnico Löw aveva risposto picche, si era sommato l'utilizzo delle immagini fatto da Erdogan: le strette di mano come strumento di propaganda in Germania. A quasi un mese dall'uscita di scena della Germania dai Mondiali 2018, Özil ha scelto Twitter per rompere il silenzio.

Nelle ultime due settimane ho avuto tempo per riflettere e pensare agli eventi degli ultimi mesi. Voglio quindi condividere i miei pensieri e sentimenti su quanto è accaduto.

Foto con Erdogan, Özil assicura: "Nessun messaggio politico"

Il centrocampista classe 1988 non ha mai nascosto la sua doppia identità, tedesca e turca. La prima maturata dalla nascita, a Gelsenkirchen, e nel corso della carriera, passata per Schalke 04 e Werder Brema prima del grande salto al Real Madrid. La seconda ereditata dalla famiglia. Per questo nella sua lettera il calciatore oggi all'Arsenal ha allontanato ogni valenza politica dalla foto con Erdogan:

Sono cresciuto in Germania, ma la storia della mia famiglia inizia dalla Turchia. Ho due cuori, uno tedesco e uno turco. Durante la mia infanzia, mia madre mi ha trasmesso i valori del rispetto e mi ha chiesto di non dimenticare mai da dove provengo.

Tra le righe dello sfogo di Özil, non manca un pensiero per la stampa tedesca, rea secondo il calciatore di aver dedicato troppa attenzione a quanto successo prima dei Mondiali 2018 e meno ai risvolti del campo.

Sono consapevole che la nostra fotografia ha ricevuto un forte riscontro nei media nazionali. Qualcuno l'ha anche additata come causa della sconfitta. Perché non hanno parlato delle mie prestazioni, o di quelle della squadra? Invece hanno attaccato le mie radici. Quell’immagine non contiene nessun messaggio politico.

Ozil e Gundogan nella foto con il presidente turco ErdoganGetty Images
Ozil e Gundogan nella foto con il capo di Stato turco Erdogan

"Solo rispetto per le origini della mia famiglia"

Turco-tedesco di terza generazione e musulmano praticante, Özil ha ribadito pochi concetti ma efficaci, destinando la seconda parte della sua lettera ad alcune risposte nei confronti della federcalcio tedesca. In quei minuti trascorsi con Erdogan, un incontro al quale il neo-juventino Emre Can aveva risposto declinando l'invito, c'era solo un omaggio alle origini del centrocampista dell'Arsenal:

Sono un calciatore e non un politico, la mia non è stata un’approvazione di nessuna politica. Quella foto non è veicolo di politica o di elezioni, solo un segnale di rispetto alla più alta carica del Paese della mia famiglia.

Infine, una piccola precisazione legando l'incontro di metà maggio con uno risalente a otto anni fa:

Ci eravamo già incontrati nel 2010 dopo che lui e Angela Merkel avevano seguito Germania-Turchia a Berlino. Qualora fosse stato il presidente tedesco, non mi sarei comportato in maniera diversa.

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