Ibrahimovic: "Fossi arrivato 10 anni fa negli Usa, sarei presidente"

Cambia continente, ma non il carattere. Dopo il 12esimo gol con la maglia dei Los Angeles Galaxy, Zlatan se ne esce con un'altra dichiarazione epica delle sue.

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In quindici presenze messe insieme fino a questo momento con la maglia dei Los Angeles Galaxy, Zlatan Ibrahimovic è già arrivato a quota 12 gol e 2 assist. Si è integrato subito alla perfezione nella nuova realtà, l'attaccante svedese. Non che ci fossero dubbi al riguardo, ci mancherebbe.

Zlatan, era certo che il suo approdo negli Stati Uniti sarebbe stato un trionfo. La spocchia, l'egocentrismo, il narcisismo e la sicurezza di sé, d'altronde, sono parte integrante del carattere di Ibrahimovic.

Lui è così, o lo ami o lo odi, non ci sono mezze misure. E così, dopo l'ultima partita giocata contro il Philadelphia Union (un gol e un assist, con la fascia di capitano al braccio), il centravanti dei Los Angeles Galaxy ha parlato ai microfoni dei giornalisti, regalando un'altra di quelle sue frasi epiche che lo hanno fatto entrare nella storia.

Zlatan Ibrahimovic indossa la maglia dei LA GalaxyGetty Image
Zlatan Ibrahimovic con la maglia dei Los Angeles Galaxy

Ibrahimovic: "Potevo essere presidente degli Stati Uniti"

La domanda era semplice e lecita, visto che l'ingenuo giornalista aveva provato a chiedere a sua maestà Zlatan come pensasse di aver modificato la cultura calcistica statunitese dal suo arrivo nella MLS. Ecco, la replica di Ibrahimovic, pur partendo con insolita moderatezza e inconsueta umiltà, si è presto trasformata nell'occasione giusta per lasciare il segno come solo lui sa fare:

Come l’ho cambiata? Non so se l’ho cambiata, ho solo continuato a fare il mio lavoro... Sono fortunati che non sia arrivato 10 anni fa, perché altrimenti adesso sarei il presidente degli Stati Uniti.

Ha puntato in basso, insomma. "Sobrio" come sempre, l'ex attaccante del Manchester United, che ha confermato ancora una volta il suo spirito irriverente e da spaccone. Subito dopo questa perla, poi, ha mostrato il suo solito ghigno diabolico.

Quello che anche negli Stati Uniti ormai stanno imparando ad amare. O a odiare, dipende sempre dalla prospettiva da cui si guardi Re Zlatan. Con lui non esistono mezze misure.

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