NFL: dubbi sui Panthers, male i Dolphins e la coppia Seahawks-Giants?

I Panthers alle prese con scandali presidenziali, i Dolphins senza arte nè parte, Giants e Seahawks per rimettersi in carreggiata.

Panthers in difficoltà Getty Images

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L’NFL torna a bussare nel panorama dello sport americano e lo fa con l’inizio dei training camp, alcuni nodi di mercato da risolvere e una situazione di squadre che permette qualche considerazione futura, anche se per le preview dovremo aspettare ancora con Fox Sports che vi guiderà all’interno della nuova stagione analizzando squadra per squadra le pretendenti al trono dei Philadelphia Eagles. Nel frattempo iniziamo con il giudizio sui movimenti estivi in tre “puntate” partendo dai bocciati, ovvero chi si è mosso in modo non proprio impeccabile. In alcuni casi questo non ha messo in dubbio la competitività della squadra, ma di sicuro le scelte estive avrebbero potuto portare altri dividendi. Probabilmente questa sarà la categoria delle grandi decadute che, in modi e soprattutto con record diversi, avevano già dato dei segni di cedimento nella scorsa stagione.

Seattle Seahawks

I Seattle Seahawks sono nel pieno della transizione dalla squadra della legion of boom che ha vinto un Super Bowl a quella del futuro, infatti per motivi vari sono partiti Cliff Avril, Michael Bennett, Richard Sherman, con la giuria di Kam Canchellor ancora in camera di consiglio per i seri problemi al collo ed Earl Thomas in bilico tra rinnovo e trade. Il nuovo contratto di Russell Wilson ora li pone “in una situazione salariale normale” come riportano alcuni executive (dopo averlo avuto a prezzi ben più che popolari), ma siccome Pete Carroll è un ottimo allenatore e sviluppatore di squadre, non vedremo comunque Seattle nei bassifondi, anche se di sicuro sarà una stagione difficile.

Carolina Panthers

La peggior storia dell’estate riguarda sicuramente i Carolina Panthers che hanno visto la società passare dalle mani di Jerry Richardson con tutti i suoi problemi umani (comportamenti a azioni offensive verso donne e minoranze) a quelle di David Tepper, cresciuto a bottega dei Pittsburgh Steelers. Ora l’obiettivo è di riportare Cam Newton e il suo attacco ben sopra il 23° posto dell’ultima stagione con il compito che sarà delle mani di Norv Turner e del figlio. Su Newton aleggiano dubbi riguardo al declino fisico che condizionerebbe molto il suo gioco e chiaramente senza di lui al top diventa difficile veder ad alti livelli i Panthers.

I Giants guardano a oggi e scelgono BarkleyGetty images

NFC East Drama: Dallas Cowboys

L’anno scorso i Dallas Cowboys dovevano essere i dominatori incontrastati della NFL (non solo della NFC East) avendo tutte le pedine al proprio posto. La storia ha scritto un finale ben diverso e ora che Jason Witten si è ritirato lasciando un buco profondissimo in tante alchimie della squadra e con un Dez Bryant in meno, prendere Sammy Watkins sarebbe stato cruciale, invece sembra che Prescott non molte avrà armi credibili per ricevere, pur rimanendo un ottimo Elliott (liberato dalla saga della scorsa stagione) dietro di lui. Servirà un upgrade della difesa e magari trovare un breakout player tra i ricevitori come Allen Hurns per pensare di fare strada.

New York Giants

I Giants vengono da una stagione disastrosa e con la seconda scelta assoluta nell’ultimo draft, sembravano poter scegliere il successore di Manning, ma invece hanno puntato su Saquon Barkley per niente soddisfatti da nessuno dei QB presenti. Lo staff crede molto in Davis Webb (terzo anno da California) e vuole investire il developing system su di lui. L’aver poi reso Nate Solder l’offensive lineman più pagato dell’NFL (ruolo in cui avevano molto bisogno), potrebbe aprire scenari offensivi importanti, ma anche lasciare molti dubbi sull’effettivo valore del giocatore parametrato al contratto. Nonostante questo può valere il discorso fatto per i Seahawks e l’impressione che il record disastroso della scorsa stagione potrà essere migliorato, con addirittura alcune previsioni che li vedrebbero come i Los Angeles Rams della scorsa stagione.

L'errore SuhGetty Images

Let the Dolphins be the Dolphins

Assieme ai Panthers, che però hanno avuto delicate vicissitudini esterne al campo, la palma dei peggiori in estate va ai Miami Dolphins che hanno perso Jarvis Landry, Mike Pouncey e Ndamukong Suh, con quest’ultima mossa che ha ammesso l’errore di firmarlo a sei anni per 114 milioni nel 2015. Questo ha aperto spazio salariale per prendere due slot receiver come Albert Wilson e Danny Ammendola, andando poi a scambiare per il pass rusher Robert Quinn (i cui migliori anni sono alle spalle). Dal draft è poi arrivato alla 11 Minkah Fitzpatrick nonostante la presenza di due safety a roster come Reshad Jones e Tj McDonald. Miami negli ultimi anni sta cercando di rimodellare lo spogliatoio per creare nuovi presupposti e la cessione di Jay Ajayi fa pensare a quello, ma l’opinione diffusa dei GM è:

Dove vogliono andare a parare, in realtà, questi Dolphins?

Buffalo Bills

Infine ci sono dei Bills che hanno scambiato le scelte 12-53 e 56 ai Buccaneers per salire di cinque posizioni e scegliere il QB Josh Allen di Wyoming, mettendo nella soffitta dei ricordi i 51 td e 16 intercetti di Tyrod Taylor dell'ultima stagione (60 e 16 per Alex Smith per fare un confronto) accasatosi a Cleveland. Allungare poi 50 milioni in cinque anni a Star Lotulelei che in seicento giochi difensivi ha portato 1.5 sacks lascia più di un dubbio. I Bills sono una squadra in transizione, ma questo processo potrebbe allungarsi per il grande costo che ha avuto salire per scegliere Allen al draft.

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