NBA: fine della saga Leonard, a Toronto per DeRozan e tutti scontenti

Kawhi Leonard viene mandato a Toronto con Danny Green in cambio di DeMar DeRozan, Jakob Poeltl e una prima scelta.

Scambio di stelle tra Raptors e Spurs Google

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Ti odio, poi ti amo, poi ti amo. Poi ti odio, poi ti amo.

Recitava “Grande, Grande, Grande” di Mina parlando dell’amore ed è una canzone che si adatta perfettamente alla vera e propria saga che Kawhi Leonard e i San Antonio Spurs hanno vissuto nell’ultima stagione. Sembrava quasi scritto nei fondi del caffè che dopo Tim Duncan, i neroargento si sarebbero affidati a lui per anni, decenni forse, nello stesso modo in cui fecero con il caraibico: vedendolo dominare l'NBA senza mutare l’espressione del viso. Un misto tra noia e strapotere che sembrava il degno inizio di un altro ciclo Spurs.

“Sei peggio di un bambino capriccioso” è diventato poi lo scenario dell’ultima stagione in un modo che è difficile comprendere, al quale è impossibile attribuire percentuali di colpe ed eventualmente danni o risarcimenti. Gli Spurs, dopo anni di mosse assennate e di solidità quasi impenetrabile, hanno sbagliato la gestione di tutto quello che ha riguardato l’infortunio della propria stella, ma di certo un divorzio non è mai colpa di una sola delle parti e l’entourage del giocatore ha condotto le operazioni in modo talvolta bieco e poco trasparente.

Ne è nata la stagione appena conclusa in cui si è detto tutto e il suo contrario, sino ad arrivare a un’off-season che ha visto ogni tipo di voce circolare sul conto del numero #2: prima i Lakers, poi Sixers e Celtics, poi ancora i Lakers, qualche barlume di rinnovo con gli Spurs, poi ancora i Lakers e ora i Raptors che saranno la sua casa perlomeno per i prossimi undici mesi. Le due franchigie hanno infatti ratificato lo scambio che manda Kawhi Leonard e Danny Green a Toronto in cambio di DeMar DeRozan, Jakob Poeltl e una prima scelta protetta 2019 (che fuori dalle prime 20 diventerà due seconde scelte 2020). C’è chi vede Ujiri come un mago che ha rapinato gli Spurs, e chi i neroargento come i Cavs della scorsa estate con Irving, traendo quello che si potesse portare a casa da una stella in (forse temporanea) malora.

Kawhi Leonard saluta gli SpursGetty Images

NBA: Leonard non vuole gli Spurs, ma nemmeno i Raptors

Che il rapporto con San Antonio fosse definitivamente incrinato non era in dubbio, anche se qualche spiraglio di riappacificazione sembrava poterci essere. Gli Spurs poi sono diventati una strada non più percorribile, ma appena Shams Charania ha riportato l’insistente voce di uno scambio, è arrivata perentoria la volontà del giocatore di non andare a Toronto, tanto che dopo l’ufficializzazione della trade si paventava addirittura la possibilità che decidesse di restare fermo un’altra stagione spendendo tutto il suo salario in multe.

Ma cosa può aver portato a questo estremismo un giocatore che sembrava essere il simbolo di fedeltà e dedizione? Probabilmente un entourage di bassissimo livello e una situazione fisica decisamente non positiva, perché a quanto pare Sixers e Celtics non hanno messo sul piatto i loro assets migliori per andare a prenderlo, così come in realtà ha fatto Toronto tenendosi OG Anunoby, Fred Van Vleet, Paskal Siakam e tutti i giovani. Ma allora qual è il futuro di Kawhi? Ce lo dirà probabilmente solo la sua condizione fisica nella prossima stagione, perché se nemmeno i promessi sposi dei Lakers hanno voluto mettersi concretamente al tavolo, qualche chilo di polvere sotto il tappeto c’è.

DeMar DeRozan saluta i RaptorsGetty Images

DeRozan e la sua profonda delusione

In NBA è raro trovare delle win-win situation in uno scambio, perlomeno se viene analizzato nel presente, ma questa potrebbe essere una mirabile eccezione di lose-lose situation, perché se Leonard passa da una (supposta) padella a un'altrettanto (supposta) brace, DeMar DeRozan non è scontento in sé di andare a San Antonio, ma è profondamente amareggiato dal comportamento della società che solo una settimana fa alla Summer League gli aveva assicurato che non sarebbe stato scambiato:

È assurdo come in alcune situazioni si dica una cosa e se ne faccia un'altra -dice DDR- Mi era stato detto che non sarei stato scambiato e invece il business ha portato a questo.

Possiamo dire che DeMar è probabilmente il miglior Raptor della storia assieme a Vince Carter e che nonostante i fallimenti ai playoffs, assieme a Lowry, ha rimesso il Canada sulla mapppa NBA. Sentiva di poter essere il Kobe Bryant della franchigia canadese per longevità nella stessa franchigia, invece la mutevolezza del mercato NBA attuale ha ancora una volta scritto un epilogo diverso. Le reazioni su Twitter dei colleghi vanno tutte a favore di DeMar, tra cui quella di Paul George che, in circostanze diverse, ha vissuto una situazione simile. C'è chi come Terrence Ross chiede una sua statua fuori dal palazzetto o chi come Drake lo ringrazia per tutto quello che ha fatto, ma rimane che l'anno prossimo vestirà neroargento, quando avrebbe voluto provarci un'altra volta con i suoi compagni di sempre. Gli affari tolgono romanticismo allo sport, ma è così che funziona e ora vedremo come e se saprà adattarsi a un sistema che sembra così lontano dalle sue caratteristiche.

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