Diamond League: Lyles pronto a illuminare la magica notte di Montecarlo

Decima tappa della IAAF Diamond League con Noah Lyles sui 200 metri, un 100 metri femminili da favola con Elaine Thompson, Dafne Schippers e le ivoriane Murielle Ahouré e Marie Josée Ta Lou. Attesa per il ritorno di Gimbo Tamberi

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L’Herculis EBS di Montecarlo è uno degli appuntamenti più amati dai fans di atletica per il fascino dello stadio-salotto del Louis II, il cast di campioni sempre molto ricco, l’atmosfera sempre rilassata e i risultati che fanno da tanti anni il meeting monegasco uno dei rendez-vous più prestigiosi del circuito. Lo Stadio Louis II costruito al terzo piano di un edificio moderno nel quartiere residenziale di Fontvieille offre da sempre condizioni perfette per il mezzofondo e le gare di velocità e ad ostacoli. A fare gli onori di casa ci sarà come ogni anno il Principe Alberto di Monaco, Presidente onorario della Federazione Monegasca di atletica, che premierà i vincitori nel corso della festa finale prima dei tradizionali fuochi d’artificio.

Le cerimonie di apertura e di chiusura del meeting saranno arricchite da uno spettacolare concerto del famoso DJ francese Martin Solveig. Il meeting Herculis vivrà un prologo il giorno prima con la disputa delle gare di getto del peso maschile e femminile a Port Hercule in prossimità del circuito dove si svolge il famoso Gran Premio di Formula 1 di Monaco.

L’atmosfera di festa per il trionfo francese ai Mondiali di calcio si farà certamente sentire anche a Montecarlo come era già successo al meeting di Parigi dopo la vittoria dei Bleus sull’Argentina negli ottavi di finale. Nello stadio Louis II che ospita le partite del Monaco (campioni 2017 della Ligue 1 francese) si faranno sentire anche i tanti appassionati italiani che ogni anno si recano nel Principato per sostenere gli atleti azzurri. Quest’anno Gianmarco Tamberi tornerà sulla pedana dove superò il record italiano con 2.39m prima di infortunarsi gravemente alla caviglia e certamente il tifo si farà sentire.

Il meeting Herculis è stato presentato pochi giorni fa nella Salle de presse dello Stade Louis II alla presenza del Vice Presidente della Federazione Monegasca di atletica Bernard Fautier e del Meeting Director Jean Pierre Schoebel (ex specialista francese dei 400 ostacoli). Le parole di Jean Pierre Schoebel:

Per il trentunesimo anno prevediamo uno Stade Louis II pieno. In passato la gente chiedeva chi veniva a gareggiare prima di acquistare i biglietti. Ora il pubblico ci domanda se ci sono ancora biglietti disponibili. Gli spettatori che vengono un anno tendono a tornare anche per l’edizione successiva. L’anno scorso il meeting ha conosciuto l’effetto Bolt e abbiamo fatto registrare il sold-out

Il programma si aprirà come da tradizione con le gare pomeridiane dei 1000 metri aperte a tutti che ogni anno richiamano appassionati francesi e italiani prima dell’inizio delle competizioni della Diamond League.

200 metri maschili (ore 21.35): Noah Lyles sfida Ramil Gulyev

Il piatto forte dell’Herculis 2018 è la sfida tra il giovane fuoriclasse statunitense Noah Lyles e il campione del mondo di Londra 2017 Ramil Gulyev. Lyles arriva all’appuntamento monegasco da imbattuto in tutte le gare disputate in carriera sui 200 metri in Diamond League. Nel 2017 ha vinto a Shanghai in 19”90 e la finale della Diamond League a Bruxelles in 20”00 davanti al fresco campione iridato Gulyev. In questa stagione il ventenne sprinter nato ad Alexandria in Virginia ha vinto a Doha in 19”83 e a Eugene e a Losanna fermando il cronometro nello stesso tempo di 19”69, migliore prestazione mondiale dell’anno. Il campione del mondo under 20 dei 100 metri di Bydgoszcz 2016 ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno sulla distanza più breve con 9”88 in occasione dei Campionati statunitensi di Des Moines a fine Giugno dove è diventato il sesto sprinter della storia in grado di scendere due volte sotto i 9”90 nello stesso giorno dopo Usain Bolt, Yohan Blake, Asafa Powell, Justin Gatlin e Trayvon Bromell. Nel 2016 sfiorò la grande impresa di qualificarsi per le Olimpiadi di Rio de Janeiro a 18 anni con il quarto posto nella finale dei Trials olimpici di Eugene in 20”09 alle spalle di Justin Gatlin, Lashawn Merritt e Ameer Webb. Nell’ultima gara disputata a Rabat Lyles si è classificato secondo in 9”99 ad un centesimo di secondo da Chris Coleman. Solo un infortunio dopo la gara vinta a Shanghai non ha permesso a Lyles di giocarsi le sue carte lo scorso anno ai Mondiali di Londra, dove Gulyev conquistò la medaglia d’oro a sorpresa in 20”09.

Il turco nato in Azerbaijan si è confermato su eccellenti livelli anche nel 2018 vincendo le due tappe scandinave della Diamond League di Oslo in 19”90 e di Stoccolma in 19”92 e la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona davanti all’azzurro Eseosa Fausto Desalu. Gulyev salì sulla ribalta giovanissimo nel 2009 quando vinse l’oro sui 200 metri in 20”38 e l’argento sui 100 metri in 10”16 agli Europei Juniores di Novi Sad. Nello stesso anno vinse le Universiadi di Belgrado sui 200 metri in 20”04 si classificò settimo nella finale dei 200 metri ai Mondiali di Berlino. Ha stabilito il record personale sui 200 metri con 19”85 al meeting di Zagabria del 2015 poche settimane dopo essersi classificato sesto ai Mondiali di Pechino. Oltre al titolo mondiale di Londra lo sprinter turco ha vinto la medaglia d’argento agli Europei di Amsterdam 2016.

La Road to the Diamond League Final vede in testa il canadese Aaron Brown con 25 punti con una lunghezza di vantaggio su Lyles e Gulyev. Brown si è classificato due volte secondo alle spalle Gulyev a Oslo in 19”98 e a Stoccolma in 20”07, terzo a Eugene in 20”07 e a Doha in 20”18.  Quarto in classifica è il trinidegno Jereem Richards, che lo scorso anno ha rappresentato una delle più grandi rivelazioni dei Mondiali di Londra dove ha conquistato la medaglia di bronzo in 20”11 e ha contributo con una grande frazione al trionfo di Trinidad sugli Stati Uniti. Dopo la rassegna iridata Richards è diventato professionista firmando un contratto con Adidas pur continuando a studiare presso la University of Alabama e ha debuttato nella stagione 2018 vincendo la medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast in 20”12. Al debutto in Diamond League Richards si è classificato secondo in 19”99 a Doha arrivando a due centesimi dal personale stabilito nel 2017. Nelle altre due gare disputate nel circuito si è classificato secondo in 20”05 a Eugene e terzo a Oslo in 20”19.

Il cast propone altri due sprinter in grado di infrangere il muro dei 20 secondi come l’equadoregno Alex Quinonez (vincitore ai Giochi Sudamericani di Cochabamba in 19”93 e terzo nei meeting di Parigi e Losanna) e Ameer Webb (quinto ai Mondiali di Londra, secondo nella finale della Diamond League di Bruxelles e autore di un personale di 19”85 realizzato a Doha nel 2016) oltre al campione europeo under 23 dei 400 metri Luca Janezic della Slovenia e al sudaficano Luxolo Adams, autore di un personale di 20”01 e vincitore al meeting di Hengelo in 20”34.

100 metri femminili (ore 20.50): Le ivoriane Ahouré e Talou, Thompson e Schippers

La sfida tra le ivoriane Murielle Ahouré e Marie Josée Ta Lou (oro e argento agli ultimi mondiali indoor di Birmingham), la giamaicana Elaine Thompson e l’olandese Dafne Schippers caratterizzerà un 100 metri stellare interamente composto da sprinter in grado di scendere al di sotto degli 11 secondi almeno una volta in carriera. Ahouré guida la Road to the Final con 30 punti dopo aver conquistato un successo a Oslo con 10”91, due secondi posti a Eugene (10”90) e Stoccolma (11”03), un quarto posto in 10”96 a Doha e un sesto posto a Losanna (11”03). Nell’ultimo test prima di Montecarlo Ahouré ha vinto i 100 metri al meeting francese di Sotteville les Rouen in 10”91 con vento a favore.

Ta Lou ha fatto l’en-plein di vittorie grazie ai successi di Doha (10”85), Eugene (10”88) e Losanna (10”90). La due volte campionessa olimpica dei 100 e dei 200 metri Elaine Thompson si è classificata seconda a Losanna alle spalle di Ta Lou in 10”99 e terza a Doha in 10”93 e a Eugene in 10”98. Schippers gareggerà a Montecarlo per la terza volta in carriera dopo il successo nel 2015 sui 100 metri in 10”94 e il secondo posto nel 2016 sui 200 metri in 22”09. Schippers ha un personale stagionale sui 100 metri di 11”01 stabilito a Eugene e ha corso in 11”02 nell’ultima gara disputata a Losanna. Lo scorso anno l’olandese volante ha vinto il secondo titolo iridato consecutivo sui 200 metri in 22”05 precedendo Ta Lou di tre centesimi di secondo e la medaglia di bronzo sui 100 metri in 10”96.

In gara per la prima volta nel Principato di Monaco la primatista svizzera Mujinga Kambundji, che ha stabilito il record svizzero due volte con 11”03 a Losanna prima di infrangere la barriera degli 11 secondi con 10”95 ai Campionati Nazionali di Zofingen dello scorso fine settimana diventando la settima più veloce al mondo e la seconda in Europa in questa stagione. Nell’ultimo mese Kambundji ha vinto anche nei meeting di Lucerna in 11”12 e di Bellinzona in 11”13. La sprinter elvetica ha stabilito il record nazionale anche sui 60 metri indoor con 7”03 e ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali Indoor in 7”05 a Birmingham alle spalle di Ahouré e Ta Lou.

Il cast è arricchito da altre tre sprinter in grado di scendere sotto gli 11 secondi nel 2018. Si tratta dell’italo-statunitense Jenna Prandini (vincitrice sui 200 metri e terza sui 100 metri con il record stagionale di 10”98 ai Campionati statunitensi di Des Moines), di Carina Horn (primatista sudafricana con il 10”98 realizzato a Doha) e della nigeriana Blessing Okagbare (10”90 sui 100m e 22”04 sui 200m nel 2018).

Salto in alto maschile (ore 20.10): Tamberi torna a Montecarlo due anni dopo l’infortunio

Gianmarco Tamberi torna a gareggiare sulla pedana dove due anni fa vinse con il record italiano di 2.39m prima di infortunarsi alla caviglia nel tentativo a 2.41m compromettendo il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Due anni fa gli organizzatori del meeting Herculis offrirono biglietti omaggio per chi si presentava ai botteghini del Louis II con il look half-shave che ha reso famoso il nostro Gimbo.

Il campione marchigiano ha gareggiato quattro volte in questa stagione ottenendo come migliori risultati 2.26m a Szekesfehrvar e 2.25m a Losanna. In una recente intervista ha dichiarato di sentirsi bene ma di avere ancora molto da lavorare per risolvere diversi problemi tecnici legati alla rincorsa.

Ho voglia di gareggiare. Non vedo l’ora. Se ci penso mi vengono i brividi. I difetti che ho assimilato nell’anno in cui ho saltato solo per levarmi di dosso le paure, ora sono difficili da eliminare. Sono più veloce che nel 2017 ma a 3 passi dall’asticella mi sento lontano. Istintivamente apro la falcata, rallento, mi sbilancio con le spalle. Mi dispiace tantissimo per l’infortunio del mio amico Mutaz Barshim. Mi piange il cuore. Ci sono passato, so cosa significa

Non sarà più presente fino al termine della stagione Mutaz Barshim, che è stato operato pochi giorni fa alla caviglia dopo l’infortunio subito in occasione di un tentativo di battere il record del mondo alla quota di 2.46m a Szekehsefervar. La stella indiscussa sarà il campione del mondo del mondo indoor di Birmingham 2018 Danil Lysenko, che ha vinto la sua prima gara in Diamond League a Losanna con 2.37m e si è classificato due volte secondo alle spalle a Eugene con 2.32m e a Oslo con 2.33m. Il giovane russo è attualmente secondo nella Road to the Diamond League Final davanti al campione del mondo di Osaka 2007 Donald Thomas e al bronzo mondiale di Londra Majd Ghazal. Thomas si è classificato due volte terzo a Doha con 2.30m e a Oslo con 2.25. Ghazal ha realizzato il personale stagionale con 2.33m in occasione del secondo posto a Doha. Da seguire con interesse anche lo statunitense Jeron Robinson, terzo a Losanna con 2.29m, il giapponese Naoto Tobe, vincitore al meeting di Lignano Sabbiadoro con 2.32m prima di sbagliare tre prove alla misura del record nipponico di 2.34m, e il cinese Yu Wang, terzo a Eugene con 2.32m.

Salto triplo maschile: Nuovo capitolo della sfida tra Taylor e Pichardo

Christian Taylor e Pedro Pablo Pichardo si affronteranno per la terza volta in questa stagione. Pichardo si è aggiudicato il primo round a Doha per 14 centimetri (17.95m a 17.81m) e si è ripetuto vincendo anche a Losanna per appena un centimetro (17.62m a 17.61m). Taylor ha vinto la tappa di Eugene con un salto da 17.73 con vento contrario di -1.3 m/s all’ultimo tentativo.

Nell’unico precedente tra i due campioni a Montecarlo nel 2015 Taylor vinse con la misura di 17.75m battendo di due centimetri l’atleta nato a Cuba ma ora residente in Portogallo. Poche settimane dopo lo statunitense conquistò il secondo dei tre titoli iridati a Pechino arrivando a soli otto centimetri dal record del mondo di Jonathan Edwards con la straordinaria misura di 18.21m. La rivalità tra Taylor e Pichardo iniziò nel Maggio 2015 a Doha quando entrambi superarono la barriera dei 18 metri (18.06m a 18.04m). Poche settimane dopo Taylor si prese la rivincita vincendo a Losanna con 18.06m.

In questa stagione Taylor ha alternato il triplo con alcune gare sui 400 metri, distanza sulla quale ha portato il record personale a 45”07.

Due altri triplisti di spicco il brasiliano Almir Dos Santos e Nelson Evora, rispettivamente argento e bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham. Dos Santos, ex saltatore in alto brasiliano convertitosi al salto triplo, ha realizzato i record personali di 17.53 all’aperto e 17.41m indoor e ha saltato 17.35m a Eugene. Evora ha vinto il titolo europeo indoor a Belgrado e il bronzo ai Mondiali outdoor di Londra e indoor di Birmingham a dieci anni di distanza dal titolo olimpico a Pechino 2008. Da seguire anche l’azero di origini cubane Alexis Copello (quarto ai Mondiali di Londra 2017 e terzo al meeting di Doha con 17.21m) e lo statunitense Chris Benard (terzo a Losanna con 16.96m).

Salto con l’asta femminile: Tutto il megli0 in gara con Morris, Stefanidi, Sidorova, Suhr e McCartney

Tutto il meglio del salto con l’asta femminile sarà presente sulla pedana di Montecarlo. La starting list è guidata dalla campionessa olimpica, mondiale ed europea Ekaterini Stefanidi e dalla medaglia d’oro dei Mondiali Indoor di Birmingham 2018 Sandi Morris.

Stefanidi è stata una delle prime atlete a ricevere l’invito del Principe Alberto a partecipare al meeting del Principato già in occasione del Galà della IAAF dello scorso Novembre. La fuoriclasse greca ha riscattato un inizio di stagione difficile causato da alcuni problemi fisici vincendo a Losanna con 4.82m per un numero minore di errori sulla vice iridata indoor 2018 Anzhelika Sidorova e sulla campionessa olimpica di Londra 2012 Jenn Suhr, che saranno in gara anche al Louis II. Stefanidi si impose a Montecarlo nel 2016 con 4.81m precedendo Yarisley Silva di dieci centimetri. La saltatrice ellenica residente negli Stati Uniti ha vinto il titolo mondiale a Londra con 4.91m (migliore prestazione mondiale del 2017) ed è rimasta imbattuta vincendo tutte le gare di Diamond League disputate compresa la finale di Bruxelles.

Non vedo l’ora di tornare a gareggiare a Montecarlo. Quando ero piccola guardavo sempre questo meeting alla televisione ed è sempre stato un sogno per me saltare al Louis II fin da quando ho iniziato a praticare atletica

L’altra grande protagonista annunciata è la vice campionessa olimpica e mondiale Sandi Morris, che guida la Road to the Diamond League Final con 27 punti grazie ai successi di Doha con 4.84m e di Oslo con 4.81m, al quarto posto di Eugene con 4.70m e al quinto posto di Losanna con 4.72m. La statunitense ha vinto anche a Stoccolma con 4.86m in una gara non valida per il punteggio della Diamond League e il titolo statunitense a Des Moines con 4.88m. Alle spalle di Sandi Morris seguono la campionessa statunitense indoor Katie Nageotte (17 punti), Sidorova (16 punti), Stefanidi (15 punti) e Suhr (15 punti). 

Un’altra atleta in grande forma in grado di lottare per le prime posizioni è la neozelandese Eliza McCartney, che ha vinto la medaglia d’argento ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast con 4.70m e ha stabilito due record dell’Oceania con 4.92 al meeting di Mannheim e 4.94m (terza prestazione mondiale di sempre) a Jockgrim battendo Jenn Suhr (4.87m).

Il cast propone anche la britannica Holly Bradshaw, vincitrice alla World Cup di Londra di settimana scorsa con 4.75m e terza a Jockgrim con 4.80m, la cubana Yarisley Silva, campionessa mondiale a Pechino 2015, la statunitense Katie Nageotte, campionessa statunitense indoor con 4.91m, la svedese Angelika Bengtsson, campionessa del mondo juniores nel 2010 e nel 2012 e bronzo agli Europei outdoor 2016 e indoor 2017, e la francese Ninon Guillon Romarin, che di recente ha portato il record nazionale a 4.73m ai Campionati transalpini di Albi.

400 metri femminili (ore 20.03): Super sfida tra Miller Uibo e Naser, in gara anche l’azzurra Libania Grenot

Si affrontano per la prima volta in questa stagione la campionessa olimpica Shaunae Miller Uibo e la medaglia d’argento iridata Salwa Eid Naser in uno degli scontri diretti più eccitanti dell’intero meeting. Miller Uibo disputerà il suo terzo 400 metri di questa stagione dopo aver corso due dei migliori tre tempi dell’anno con 49”52 a Eugene nell’unica gara sul giro di pista disputata in questa stagione e 49”53 a Szekesfehrvar. La fuoriclasse bahamense si è concentrata più spesso sui 200 metri nel corso di questa stagione di Diamond League vincendo a Shanghai in 22”06 e a Rabat in 22”29.

Ai Mondiali di Londra dello scorso anno Naser precedette Miller Uibo vincendo una storica medaglia d’argento iridata alle spalle della statunitense Phyllis Francis stabilendo il record personale con 50”06, mentre la caraibica cedette nel finale chiudendo in quarta posizione. Miller si prese la rivincita nei confronti della giovane atleta del Barhein vincendo la finale della Diamond League a Bruxelles in 49”46. In quell’occasione Naser realizzò il record personale con 49”88 salendo al terzo posto nelle liste mondiali under 20 di sempre davanti alla grande Sanya Richards Ross, che corse in 49”89 nel 2004.

Naser ha fatto il bottino pieno vincendo tutte le gare stagionali di Diamond League disputate a Oslo (49”88), Stoccolma (49”84), Parigi (49”55 record asiatico) e Losanna (49”78) e guida la Road to the Final a punteggio pieno con 32 punti davanti a tre atlete statunitensi Jessica Beard, Phyllis Francis e a Shakima Wimbley, tutte presenti a Montecarlo. Wimbley ha vinto il titolo statunitense a Sacramento in 49”52 (migliore prestazione mondiale eguagliata) precedendo Beard (50”08).

Il record del meeting detenuto dal lontano 1996 dalla tre volte campionessa olimpica Marie José Perec con 49”16 potrebbe essere difficile da raggiungere. Più realistico potrebbe essere l’obiettivo di battere il record della Diamond League realizzato dalla botswana Amantle Montsho con 49”33 sulla pista di Montecarlo nel 2013.

L’azzurra Libania Grenot disputerà la seconda gara stagionale di Diamond League dopo il sesto posto al Golden Gala di Roma in 52”51 a fine Maggio. La due volte campionessa europea dei 400 metri di Zurigo 2014 e di Amsterdam 2016 viene da un momento molto positivo nel quale ha vinto la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona con il personale stagionale di 51”32 e l’oro con la staffetta 4x400 insieme alle compagne di nazionale Maria Benedicta Chigbolu, Rapahela Lukudo e Ayomide Folorunso. Il quartetto azzurro denominato “All Blacks team” ha scritto in quell’occasione una pagina importante nella storia dell’atletica italiana come la prima squadra interamente formata da quattro atlete di colore. In questa stagione la “panterita” ha vinto due meeting internazionali a Marsiglia in 51”51 (battendo la pluricampionessa olimpica e mondiale Allyson Felix) e a Huelva in 51”81. Grenot ritroverà la francese Floria Guei, che vinse la medaglia d’argento agli Europei di Amsterdam 2016 e guidò la 4x400 alla medaglia d’oro agli Europei di Zurigo 2014 con una frazione straordinaria.

110 ostacoli maschili (ore 21.15): Shubenkov a caccia di un altro tempo al di sotto i 13 secondi

Il campione del mondo di Pechino 2015 Sergey Shubenkov è l’unico ostacolista ad essere sceso sotto i 13 secondi in questa stagione in occasione dei successi di Montreuil in 12”99 e di Losanna in 12”95. L’atleta nativo di Baunatal in Siberia guida la Road to the Final con 21 punti grazie al successo di Losanna, al secondo posto a Eugene in 13”08 e al terzo posto a Shanghai in 13”27 e punta a confermarsi re del circuito dopo la vittoria del diamante dell’anno scorso. Il principale avversario del russo è lo spagnolo Orlando Ortega, che vinse a Montecarlo nel 2016 in un ottimo 13”04 prima di vincere l’argento olimpico a Rio e il titolo della Diamond League. In questa stagione si è classificato secondo a Shanghai con 13”17.

Il neo campione statunitense Devon Allen occupa attualmente la terza posizione nella Road to the Final con 19 punti e punta a confermarsi ad alti livelli dopo i terzi posti di Eugene (13”13) e di Parigi (13”23) e il secondo posto di Losanna (13”29). L’altro statunitense in gara è Aries Merritt, che vinse a Montecarlo nel 2012 poche settimane prima di vincere il titolo olimpico a Londra e di battere il record del mondo a Bruxelles con 12”80.

Il pubblico francese sosterrà Pascal Martinot Lagarde, che impose nel Principato di Monaco nel 2014 stabilendo il record francese con 12”95. Kevin Mayer si cimenterà con i migliori ostacolisti del mondo poche settimane dopo aver stabilito il record personale con 13”71 durante il triathlon a Parigi. Saranno ai blocchi di partenza il giamaicano Hansle Parchment e l’ungherese Balasz Baji, rispettivamente argento ai Mondiali di Pechino 2015 e bronzo ai Mondiali di Londra 2017.  

800 metri femminili (21.25): Semenya prova a scendere sotto il muro del 1’54”

Tornano le stesse protagoniste che un anno fa diedero vita ad una delle più grandi di sempre sugli 800 metri sulla pista di Montecarlo, che ha sempre offerto condizioni climatiche molto favorevoli. Caster Semenya si impose in uno straordinario 1’55”27 battendo Francine Nyonsaba (1’55”47) e Ajée Wilson (1’55”61 record statunitense). Semenya potrebbe correre con l’obiettivo di scendere sotto la barriera dell’1’54” e di battere il record africano di Pamela Jelimo realizzato nel 2008 con 1’54”01 dopo la fantastica gara di Parigi dove ha stabilito la quarta migliore prestazione mondiale di sempre con 1’54”25 precedendo Nyonsaba (1’55”86) e Wilson (1’57”11). Nyonsaba si è portata in testa nella Road to the Final con 36 punti grazie alle vittorie di Losanna in 1’57”80 e di Rabat in 1’57”90.  

La rivelazione stagionale Habitam Alemu potrebbe migliorare il recente personale di 1’57”17 stabilito a Parigi. Le altre protagoniste in gara saranno la marocchina Rababe Arafi (1’58”84 sugli 800 metri a Rabat e 3’59”15 sugli 1500 metri a Losanna), la medaglia di bronzo olimpica 2016 Margaret Wambui, la giamaicana Natoya Goule (personale di 1’57”69 a Parigi), Raevyn Rogers (seconda ai Campionati statunitensi di Des Moines 2018) e Charlene Lipsey (1’58”05 a Parigi), la svizzera Selina Buchel (due volte campionessa europea indoor nel 2015 e nel 2017) e la francese Renelle Lamote (1’59”25 a Parigi).

1500 metri maschili: Assalto alla barriera dei 3’30”

I 1500 metri hanno da sempre regalato prestazioni sensazionali sulla pista di Montecarlo e la gara di Venerdì sera si preannuncia come la gara dell’anno. Nel 2017 Elijah Manangoi si impose stabilendo il record personale di 3’28”80 precedendo l’amico e compagno di allenamenti Timothy Cheruiyot (3’29”10), mentre il norvegese Filip Ingebrigtsen terminò al quarto posto in 3’32”46. Poche settimane dopo Manangoi si ripetè vincendo il titolo mondiale a Londra precedendo proprio Cheruiyot e Ingebrigtsen. I tre campioni si ritroveranno ancora sulla pista del Louis II dove potrebbero andare all’assalto del muro dei 3’30”. L’impresa è riuscita solo una volta nella straordinaria serata di Parigi di tre settimane fa quando Cheruiyot ha fermato il cronometro in 3’29”71 precedendo Ayanleh Souleiman (3’31”77) e Charles Simotwo (3’32”61), protagonisti a loro volta della gara di Montecarlo. Cheruiyot domina la Road to the Final con 24 punti grazie alle vittorie di Shanghai (3’31”48), Roma (3’31”22) e Parigi (3’29”22). Ha vinto inoltre il Bowerman Mile di Eugene in 3’49”87. Manangoi, il cui fratellino George ha vinto il titolo mondiale juniores a Tampere settimana scorsa, si è imposto nel Dream Mile di Oslo.

Oltre a Filip Ingebrigtsen sarà in gara anche il formidabile fratellino Jakob Ingebrigtsen, che ha vinto l’argento sui 1500m e il bronzo sui 5000 metri migliorando il record europeo under 20 con 13’20”78. Esattamente un anno fa a Grosseto il giovane “vichingo” norvegese realizzò un’altra doppietta vincendo i titoli europei under 20 dei 3000 siepi e dei 5000 metri.  Attenzione anche al keniano Ferguson Cheruiyot, vincitore a Stoccolma sui 1000 metri in 2’14”88 e a Parigi sugli 800 metri in 1’43”73, al marocchino Brahim Kaazouzi (vincitore a Rabat in 3’33”22), al ceco Jakub Holusa (campione europeo indoor a Praga 2015), al campione olimpico di Rio Matthew Centrowitz, al marocchino Abdelati Iguider (3’28”79 a Montecarlo nel 2015), al britannico Jake Wightman (bronzo ai Giochi del Commonwealth).

3000 siepi maschili: Assalto alla barriera degli 8 minuti

Il muro degli 8 minuti potrebbe cadere per la prima volta in questa stagione sotto i colpi del quartetto formato da Conseslus Kipruto, Soufiane El Bakkali, Evan Jager e Benjamin Kigen. Kipruto vinse a Montecarlo nel 2012 in 8’03”49 giovanissimo pochi giorni dopo aver vinto il titolo mondiale juniores a Barcellona. Nelle ultime due stagioni il keniano ha vinto il titolo olimpico a Rio de Janeiro 2016 battendo lo statunitense Evan Jager e l’oro mondiale a Londra 2017. In questa stagione ha vinto al Golden Gala a Roma in 8’08”40 ma è stato battuto due volte dalla rivelazione stagionale Benjamin Kigen, che ha vinto a Eugene in 8’09”07 e a Rabat in 8’06”19 (migliore prestazione mondiale dell’anno). Lo statunitense Evan Jager proverà a vincere a Montecarlo per il secondo anno consecutivo dopo essersi aggiudicato la gara dell’anno scorso in 8’01”29. Jager si è classificato terzo a Eugene in 8’11”71 e ha conquistato il titolo statunitense a Des Moines in 8’20”10. Il marocchino Soufiane El Bakkali si è rivelato giovanissimo con il quarto posto alle Olimpiadi di Rio e ha vinto l’argento alle spalle di Kipruto ai mondiali di Londra 2017. Nell’ultimo meeting di Rabat si è classificato terzo in 8’09”58.

Gli altri atleti in grado di lottare per le prime posizioni sono l’etiope Chala Beyo (secondo a Rabat con il personale di 8’07”27) e Abraham Cheruiyot, secondo ai Giochi del Commonwealth in 8’10”62 alle spalle di Conseslus Kipruto.

3000 siepi femminili (ore 20.35): Beatrice Chepkoech punta a battere il record del meeting

Beatrice Chepkoech potrebbe attaccare il record del meeting di 9’11”28 stabilito dalla tunisina Habiba Ghribi con 9’11”28 nel 2015. La keniana ha vinto due gare di Diamond League a Shanghai in 9’07”27 e a Parigi in un eccellente 8’59”36. Nel corso del 2018 Chepkoech si è distinta anche sui 1500 metri vincendo la medaglia d’argento su questa distanza ai Giochi del Commonealth. La gara si preannuncia come la più importante dell’anno con la campionessa del mondo di Londra Emma Coburn, la vice iridata Courtney Frerichs, e un gruppo di fortissime keniane formato da Celliphine Chepsol (campionessa del mondo juniores per la seconda volta consecutiva settimana scorsa a Tampere), Hyvin Kyeng (campionessa del mondo a Pechino 2015 e vincitrice al Golden Gala di Roma in 9’04”96 e a Oslo in 9’09”63) e Norah Jeruto (9’04”17 nella super gara di Parigi).

800 metri maschili (gara non valida per il punteggio della Diamond League; ore 20.15): il campione del mondo Bosse contro Kitilit e Amos

Pierre Ambroise Bosse torna da campione del mondo in carica sulla pista dove realizzò il record francese nel 2014 con 1’42”53. In questa stagione l’ottocentista transalpino ha stabilito il personale stagionale con 1’45”19. Bosse affronterà Jonathan Kitilit, l’ottocentista più in forma del momento con un personale stagionale di 1’43”46 stabilito ai Campionati keniani di Nairobi a fine Giugno. Kitilit si è classificato secondo a Parigi in 1’43”83 e ha vinto al meeting di Bellinzona in 1’44”38. Un altro atleta da tenere d’occhio è il botswano Nijel Amos, che vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra 2017 stabilendo il record del mondo juniores con 1’41”73 e ha vinto l’edizione 2017 della Diamond League. Nell’ultimo mese Amos ha stabilito i primati stagionali sugli 800 metri con 1’44”18 a Szekesfehrvar e 45”82 sui 400 metri a Lignano Sabbiadoro. Sulla pista di Montecarlo Amos ha vinto nel 2014 con 1’42”45 e si è classificato secondo nel 2015 con 1’42”66. Gli altri protagonisti annunciati sono gli australiani di origini africane Peter Bol e Joseph Deng, grandi protagonisti a Stoccolma con i personali battuti di 1’44”56 e 1’44”61, il polacco Marcin Lewandowski, campione europeo indoor a Belgrado 2017, lo spagnolo Saul Ordonez, terzo al meeting di Parigi con il personale di 1’44”36, e il keniano Alfred Kipketer, primo al meeting di Nancy in 1’44”28.

Getto del peso maschile (Giovedì 19 Luglio, ore 19.15): Kevin Mayer contro i big Crouser e Walsh a Port Hercule

Grande curiosità per il debutto del getto del peso nella suggestiva cornice di Port Hercule, uno dei luoghi simbolo del Principato di Monaco dove si svolge il percorso del Gran Premio di Formula 1. Port Hercule è una baia naturale situata ai piedi del Rocher. L’attesa del pubblico francese sarà tutta per Kevin Mayer, campione mondiale outdoor del decathlon a Londra 2017 e indoor dell’eptathlon a Birmingham 2018 e argento olimpico a Rio de Janeiro 2016 con l’eccellente record personale di 8834 punti. Agli Europei Indoor di Belgrado il fuoriclasse francese ha stabilito il record europeo dell’eptathlon con 6479 punti (solo Ashton Eaton ha fatto meglio al mondo nella storia). Mayer ha stabilito il record personale di 16.51m nel getto del peso in occasione della vittoria nel triathlon del meeting della Diamond League di Parigi Charlety. A Montecarlo Mayer si confronterà in due gare individuali con i migliori specialisti del getto del peso e dei 110 ostacoli il giorno dopo sulla pista del Louis II.

La lotta per la vittoria vedrà tra i grandi favoriti i big del getto del peso Ryan Crouser (campione olimpico a Rio 2016) e Tom Walsh (campione del mondo outdoor a Londra 2017 e indoor a Birmingham 2018) nell’ennesimo scontro tra titani di questa stagione. I due titani della specialità hanno dominato la stagione realizzando nove delle migliori dieci prestazioni mondiali dell’anno. Walsh ha realizzato il record personale con 22.67m a Auckland e 22.45m nella qualificazione dei Giochi del Commonwealth di Gold Coast dove si è successivamente imposto nella finale con 21.41m. Crouser ha vinto a Eugene con il personale stagionale di 22.53m, mentre il neozelandese si è classificato quarto con 21.84m preceduto dal polacco Michal Haratyk (21.97m) e dal brasiliano Darlan Romani (21.95m). Walsh si è preso la rivincita a Oslo nei confronti di Crouser vincendo di otto centimetri con 22.29m. Negli ultimi scontri diretti con i principali rivali di Montecarlo Walsh ha vinto ad Ostrava con 22.16 battendo di otto centimetri Haratyk e a Losanna con 21.92m precedendo Romani (21.38m). 

Il cast comprende lo statunitense Darrell Hill, vincitore della finale della Diamond League l’anno scorso a Bruxelles e campione statunitense nel 2018 con 21.57m, il primatista ceco Tomas Stanek, medaglia di bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018, il tedesco David Storl, due volte campione del mondo a Daegu 2011 e a Mosca 2013, tre volte campione europeo nel 2012, 2014 e 2016 e argento ai Mondiali Indoor di Birmingham, e lo statunitense Curtis Jensen, vincitore al meeting IAAF World Challenge di Sao Paulo con 21.63m. Il record del meeting è detenuto da Ryan Whiting con 22.56m nel 2015 quando la gara si disputò al Louis II.

Getto del peso femminile (Giovedì 19 Luglio; ore 18): Gong Lijao contro Schwanitz e Adams

Il pomeriggio a Port Hercule si aprirà con il getto del peso femminile che metterà di fronte la cinese Gong Lijao, campionessa mondiale in carica a Londra 2017, la tedesca Christina Schwanitz, due volte campionessa europea a Zurigo 2014 e ad Amsterdam 2016 e iridata a Pechino 2015, e la neozelandese Valerie Adams, quattro volte campionessa mondiale e due volte oro olimpico.

Gong Lijao ha dominato finora la stagione realizzando quattro delle migliori cinque prestazioni mondiali dell’anno. E’ l’unica ad aver superato la barriera dei 20 metri in questa stagione con 20.38m a Guiyang e ha vinto la tappa della Diamond League di Shanghai con 19.99m e la gara della World Cup di atletica di Londra con 19.90m. Schwanitz è tornata quest’anno dopo l’anno di pausa dopo aver dato alla luce due gemelli e di recente si è espressa su ottimi livelli vincendo la tappa della Diamond League a Rabat con 19.40m e il prestigioso meeting di lanci di Halle con 19.39m. L’altra mamma in grande ripresa in questo periodo è Valerie Adams, che dopo la nascita della primogenita Kimoana è tornata nello scorso Marzo con il secondo posto ai Giochi del Commonwealth con 18.70m. Nelle ultime gare disputate la fuoriclasse neozelandese ha vinto a Lucerna con 18.93m e si è classificata terza a Rabat con 18.93m. Le altre protagoniste annunciate in gara sono la giamaicana Danniell Thomas Dodd, campionessa del Commonwealth a Gold Coast 2018, la campionessa olimpica di Rio de Janeiro 2016 Michelle Carter, la campionessa statunitense di Des Moines 2018 Maggie Ewen, la tre volte campionessa NCAA Raven Saunders (personale stagionale di 19.56m) e la polacca Paulina Guba (personale di 19.38 a Cetniewo).

100 ostacoli femminili (gara non valida per il punteggio della Diamond League; ore 20.25): Kori Carter prova i 100 ostacoli

Kori Carter vinse nell’ultima edizione dell’Herculis sui 400 ostacoli in 53”38 e poche settimane dopo conquistò il titolo mondiale a Londra. Quest’anno la statunitense si sta concentrando sui 100 ostacoli, distanza sulla quale ha realizzato il record stagionale con 12”78 ai Campionati statunitensi. Le altre protagoniste saranno la belga Eline Berings, tornata a grandi livelli al meeting di Liegi con 12”72, Dawn Harper Nelson, vice campionessa mondiale a Londra 2017 e quattro volte vincitrice della Diamond League, Queen Harrison, quarta ai Campionati statunitensi di Des Moines in 12”76, e la giamaicana Yanique Thompson, terza ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast e seconda ai Campionati giamaicani in 12”78.

 

 

 

 

 

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