Dal basket alle Ong, Gasol: "Il dramma Aylan mi ha aperto gli occhi"

ll pivot dei Memphis Grizzlies tra i protagonisti del salvataggio della donna camerunense Josefa nelle acque del Mediterraneo: decisivo per il suo impegno l'incontro con Oscar Camps.

Marc Gasol, pivot dei Memphis Grizzlies: è stato tra i protagonisti del salvataggio di Josefa Getty Images

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La sua foto, con casco dello staff di soccorso, occhiali da sole, barba incolta e salvagente, è diventata presto virale. Dalla NBA alla Ong Proactiva Open Arms, battente bandiera spagnola e attiva nelle acque del Mediterraneo, il passo per Marc Gasol è stato molto breve. Succede se in 216 centimetri di altezza per 115 chili custodisci un cuore grande, animato da radici familiari con madre infermiera e padre medico.

Conosciuto per la sua esperienza decennale da pivot nel basket statunitense con i Memphis Grizzlies, Marc Gasol è noto anche per essere il fratello di Pau: entrambi sono  considerati tra i giocatori più forti di sempre della nazionale spagnola. Nato a Barcellona, il cestista 33enne è in pianta stabile negli States dal 2008. Un anno fa però Marc ha conosciuto Oscar Camps, fondatore e direttore della Proactiva Open Arms: allora la sua vita è cambiata.

Il suo curriculum nel mondo del basket è ben noto: i punti realizzati da professionista sono oltre 5mila, mentre con la Spagna Marc Gasol ha conquistato i Mondiali del 2006 e gli Europei del 2009 e del 2011. L'anno scorso proprio gli impegni nell'Eurobasket gli avevano impedito di imbarcarsi. Quest'estate si è invece aggregato alla Ong spagnola e il 17 luglio il suo impegno è diventato pubblico: in occasione dei soccorsi a Josefa, la donna camerunense abbandonata al suo destino nelle acque del Mediterraneo, il volto di Gasol era tra quello dei soccorritori. Una partecipazione nata da un episodio ben preciso, raccontato dallo stesso pivot sulle colonne de La Repubblica:

Ho deciso di intervenire nel 2015 dopo aver visto la foto del piccolo Aylan, il bambino di tre anni morto sugli scogli. Ho due figli, Julia e Luca, e voglio essere un esempio per loro. Immagino i pericoli che un padre corre nel corso di un viaggio del genere, pur di vivere in pace e con dignità. Mi metto nei loro panni e vorrei che qualcuno mi aiutasse con il suo tempo, i suoi soldi, mi desse una mano.

Basket, Marc Gasol e l'impegno con le Ong: decisivo il dramma del piccolo Aylan

Non solo uno dei cestisti più forti di Spagna, ma anche e soprattutto un papà che chiede un mondo migliore per i propri figli. E lo fa con l'esempio, andando ben oltre il basket. Marc Gasol ha ripercorso non senza emozione i momenti del salvataggio di Josefa: 

Abbiamo seguito un protocollo di ricerca. Di primo mattino abbiamo individuato un gommone semi-sommerso e siamo andati sul posto. Un soccorritore, Javier Figueiras, si è tuffato per primo. C'era molta benzina. All'inizio sembrava non ci fossero sopravvissuti, poi avvicinandoci abbiamo visto il braccio di una donna.

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Nba, Marc Gasol in azione con i Memphis Grizzlies: oltre 5mila punti in carriera

Aggrappata a un pezzo di legno, con gli occhi sbarrati e un attaccamento alla vita fuori dal comune, Josefa è salita a bordo della Proactiva Open Arms. Gasol non nasconde la frustrazione per le tante vite spezzate che il mare portava via a pochi metri dalla donna del Camerun:

Queste persone avrebbero dovuto essere salvate. Se fossimo arrivati prima, avremmo potuto evitare dei morti. In questi momenti provi rabbia e impotenza.

Umanità. La richiesta di Marc Gasol è semplice: la lancia un campione del basket a stelle e strisce, che sul parquet è un simbolo dei Memphis Grizzlies ma fuori rischia il doppio, dedicandosi a un'impresa ben più complicata rispetto alla vittoria di un campionato:

A noi tocca dare l'esempio, e che tu sia un giocatore della Nba non è assolutamente importante. Il miglior esempio sono i volontari con i quali sto convivendo qui. Voglio essere un testimone diretto e salvare delle vite umane. Non è certo politica. Il resto non conta.

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