Gianluca Spessot alla scoperta del Giro d'Italia: la terza tappa

Con la partenza da Cortina e l'arrivo a Canazei, siamo arrivati al terzo giorno del viaggio alla scoperta dei tratti più suggestivi del tour ciclistico italiano.

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Il Fedaia è una salita da guerrieri, soprattutto negli ultimi 5 km, ma è anche il passo più “ecologico” che abbia mai affrontato. Questa mattina non mi sarei mai immaginato una tappa tanto dura anche perché ero troppo impegnato a pensare alla posizione fantastica di Cortina: in qualunque posto ti trovi, basta che alzi il naso all’insù e puoi ammirare le montagne che la circondano. Senza dimenticare Corso Italia con i ristoranti, i bar, i negozi. Dopo tante ore trascorse sulle due ruote fa un certo piacere tornare in mezzo alla gente. E poi ho avuto la fortuna di incontrare una persona con cui avrei potuto parlare per ore. La cordialità e la simpatia del signor Emilio dell’hotel Villa Neve non le scorderò facilmente. Ho scoperto che è nato a due passi da Grado, dalla spiaggia in cui io andavo a fare il bagno da bambino. Anche Emilio, come me del resto, non amava la montagna da ragazzo ma l’ha scoperta e apprezzata in età adulta. Parlare in dialetto fa sempre un certo effetto ma è anche la dimostrazione che il mondo è davvero piccolo.

 

Il primo passo della giornata è il Falzarego. Ancora una volta, pronti via. Neanche il tempo di iniziare a pedalare che già si sale verso Pocol. La pendenza non è impegnativa e si ha quindi la possibilità di ammirare Cortina dall’alto. Poi inizia il bosco con qualche tornante ma niente di drammatico. Ad un certo punto mi accorgo che il cambio che regola la corona anteriore non funziona. Per fortuna la catena è posizionata sull’ingranaggio più piccolo, altrimenti non riuscirei a salire. Dovendo affrontare dei passi è il male minore, ma nel tratto pianeggiante dopo Pocol non riesco a fare velocità. La strada riprende a salire ma sui lunghi rettilinei ci pensa Eolo a rendere più arduo un passo tutto sommato abbordabile. La vetta è poco sotto il Valparola e mi rimetto subito in marcia affrontando la discesa già fatta ieri. Superato il Colle Santa Lucia, al bivio niente Giau (già dato!) e punto verso Selva di Cadore. Discesa mozzafiato e tratto in cui si potrebbe fare velocità in una vallata molto stretta, una sorta di canyon. Attenzione a due gallerie non illuminate. Io preferisco cambiare corsia e andare a passo d’uomo sul marciapiede dedicato ai pedoni. In un battibaleno si arriva a Caprile e qui bisogna fare attenzione a non imboccare la salita tradizionale. Meglio prendere il sentiero sull’altro sponda del fiume.

Inizialmente il terreno è sterrato ma dopo circa un chilometro si arriva sul “Sentiero naturalistico tra gli abitati di Mascara e di Sottoguda”. Non c’è traffico e poi c’è anche un tratto lungo una ciclabile. Incredibile, una ciclabile in mezzo alle Alpi! Ma il bello deve ancora arrivare. Superato il borgo, si entra in un parco naturale straordinario: sono i Serrai di Sottoguda, un canyon unico al mondo. Si può percorrere a piedi o in bicicletta. Per 2,5 km bellissimi si paga un biglietto di 2,50 euro: soldi spesi benissimo. Evitata così una galleria poco invitante, mancano solo 5 km alla vetta. Sono un vero e proprio martirio: rettilinei che sembrano infiniti e con pendenze ammazza muscoli. Non faccio in tempo a rallegrarmi per l’arrivo di qualche tornante che subito un cartello mi annuncia un tratto al 15%. Le pause si intensificano ma in qualche modo raggiungo la cima. Non c’è anima viva cui chiedere la cortesia di fare una foto e quindi....selfie!
Ancora una volta mi aspetta un premio meraviglioso dopo tanta fatica. Il lago di Fedaia ed il ghiacciaio della Marmolada sono un quadro di una bellezza indefinibile. Starei ore ad ammirare questo panorama unico e faccio anche qualche foto ed un breve video. Ma dovete venirci di persona per poter capire l’emozione che si può provare di fronte a certi colori e a certi miracoli della natura. Per un attimo dimentico persino il problema al cambio ma fino a Canazei è tutta discesa ed ho la fortuna di trovare un meccanico che in cinque minuti risolve il problema.

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